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SVOLTARE

Il Riesame dice no: Strozzi resta ai domiciliari

27 gennaio 2021, 05:05

Il Riesame dice no: Strozzi resta ai domiciliari

GEORGIA AZZALI

Non gli è bastato spogliarsi di ogni incarico. Simone Strozzi aveva dato le dimissioni da direttore generale di Svoltare e non figura più nemmeno nella lista dei dipendenti, ma resta ai domiciliari. Il tribunale del Riesame ha respinto il ricorso della difesa confermando la misura cautelare firmata dal gip Mattia Fiorentini. Ancora non sono state depositate le motivazioni, ma è probabile che i giudici bolognesi abbiano ritenuto ci sia ancora il rischio di reiterazione dei reati.

Sono passati 28 giorni da quando il fondatore di Svoltare, l'associazione di volontariato nata nel luglio del 2015 e diventata cooperativa sociale tre anni dopo, è finito agli arresti tra le mura di casa, dopo un'indagine portata avanti dal Gruppo della Finanza di Parma. Lui che - secondo l'accusa - oltre ad aver falsificato i documenti per poter partecipare ai bandi pubblici, non essendo Svoltare iscritta nei registri delle onlus, avrebbe gestito l'associazione come un'impresa commerciale. Soldi (pubblici) spesi in ristoranti, viaggi, abiti, ma anche per pagare debiti personali o per dare un benefit da 3000 euro a un dipendente. Si arriva a 63.102 euro distratti tra il 2016 e il 2018, secondo l'accusa, a cui vanno aggiunti oltre 76mila euro prelevati da Strozzi ad alcune delle persone di cui era amministratore di sostegno, per un totale di 160.031 euro.

Malversazione ai danni dello Stato, ma Strozzi è anche indagato per falsità materiale e ideologica, peculato, turbativa d'asta e omessa dichiarazione fiscale. Anche la decisione poi di fare cambiare identità (giuridica) all'associazione trasformandola in una cooperativa sociale sarebbe stata per gli inquirenti pura strategia: un modo per poter partecipare ai bandi di gara senza dover dimostrare l'iscrizione al Registro regionale delle onlus o all'Anagrafe unica, mai ottenute. «Ha aggirato l'ostacolo del mancato ottenimento dell'iscrizione ai due registri, costituendo in data 11/7/2018 la cooperativa sociale Svoltare - aveva scritto il pm Andrea Bianchi nella richiesta di custodia cautelare -. Con tale strumento giuridico, lo Strozzi Simone intende evidentemente rimuovere le problematiche legate alle due mancate iscrizioni, con l'intento nemmeno velato di proseguire con la medesima attività svolta con l'associazione Svoltare».

E che Strozzi fosse rimasto il «dominus» di Svoltare, almeno fino all'arresto (quando ha dato le dimissioni), è certo anche secondo il gip, secondo cui il fondatore della onlus poteva essere ritenuto il «referente e amministratore di fatto della cooperativa sociale Svoltare».

Cooperativa che, invece, la scorsa settimana ha potuto tirare un sospiro di sollievo, dopo che i giudici parmigiani del Riesame hanno dissequestrato conti e mezzi per quasi 1 milione e 400mila euro, mentre «congelati» sono rimasti gli immobili, di proprietà della onlus.

Per capire cosa invece abbia spinto il tribunale del Riesame di Bologna a «bocciare» il ricorso di Strozzi bisognerà leggere le motivazioni. Poi la difesa potrebbe impugnare il provvedimento in Cassazione. O, nel giro di qualche settimana, tentare nuovamente con un'istanza al gip. E nel frattempo Strozzi, che vive solo con la madre anziana, potrà uscire di casa solo nelle ore che il giudice gli ha concesso.

 

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