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Pontremolese

Raddoppio, un passo avanti. Ma i tempi saranno ancora lunghi

27 gennaio 2021, 05:05

Raddoppio, un passo avanti. Ma i tempi saranno ancora lunghi

GIAN LUCA ZURLINI

 

La cautela è d'obbligo, visto che quella del raddoppio della Pontremolese è una storia ormai infinita di annunci e disillusioni successive. Ma la nomina del commissario Mariano Cocchetti da parte del ministero delle Infrastrutture e l'inserimento fra le 60 opere definite strategiche per il nostro Paese sono un segnale tutt'altro che secondario.

I POTERI DEL COMMISSARIO

Mariano Cocchetti è ingegnere ed è responsabile di progetto del Terza valico ferroviario, l'opera che collegherà Genova e Milano con una nuova linea ferroviaria che attraverserà l'Appennino sotto il passo dei Giovi. Dunque, un addetto ai lavori con esperienza proprio nel campo di interventi simili a quelli che riguarderanno il raddoppio della Pontremolese. Il commissario avrà la responsabilità di tutti i passaggi procedurali dell'opera. Nel decreto governativo è previsto un finanziamento di circa 2 miliardi e mezzo di euro, di cui quasi 250 (247 per la precisione) per il raddoppio della tratta Parma-Vicofertile e il resto per il raddoppio da Vicofertile a Fornovo, località Osteriazza e da Berceto a Pontremoli fino a Chiesaccia, poco prima di Aulla. Al momento già finanziati sono 96 milioni per la prima tratta e 11 milioni sui 2 miliardi e 57 milioni necessari per l'altra parte del raddoppio.

ACCORDO DI PROGRAMMA

L'assessore regionale ai Trasporti Andrea Corsini non nasconde la soddisfazione per la scelta del Governo: «La nomina del commissario significa un accorciamento dei tempi e minore complessità nelle procedure burocratiche per arrivare all'avvio dei cantieri e conferma la scelta strategica che avevamo fatto». Poi annuncia che «ora apriremo un confronto con Rfi (Rete ferroviaria italiana ndr) per arrivare a sottoscrivere un accordo di programma in cui vengano definiti con esattezza i tempi dei vari passaggi procedurali e poter così monitorare l'andamento dell'opera».

SODDISFATTO SERPAGLI

Il presidente del Cepim Gianpaolo Serpagli, che è anche sindaco di Bedonia e si è occupato della questione quando era assessore ai Trasporti della Provincia sottolinea l'importanza di questo passaggio. «Sull'importanza del raddoppio della Pontremolese tutti, a parole, si dicevano d'accordo, ma non si arrivava mai ad atti concreti. Ora, grazie in particolare all'interessamento concreto di Andrea Orlando (parlamentare spezzino del Pd eletto nel collegio di Parma alle scorse politiche ndr) siamo però arrivati a una svolta, perché il commissario sarà un riferimento preciso e si potrà proseguire sulla strada del raddoppio con maggiore concretezza». Serpagli sottolinea che «come Cepim abbiamo già rapporti consolidati con il porto di La Spezia, che ha avuto un grande sviluppo negli ultimi anni ma ha problemi di spazi per depositare le merci in arrivo. Purtroppo l'attuale linea comporta costi gravosi per il trasporto dei container e il raddoppio è necessario per dare uno sviluppo concreto alle attività di La Spezia, per le quali il Cepim rappresenta uno sbocco naturale. Anche per il nostro Interporto sarebbe un'ulteriore occasione di crescita e non va trascurato il fatto che siamo di fatto già pronti con le infrastrutture e servirebbero soltanto pochi interventi per l'adeguamento a flussi maggiori di traffico delle merci».

ALINOVI: OPERA IMPORTANTE

Per la città di Parma il raddoppio della tratta Parma-Vicofertile significherebbe anche la soppressione dei due passaggi a livello di via Volturno e via Colli e la ricucitura della parte ovest della città ora "tagliata" dal binario unico della Parma-La Spezia che corre a pochi metri dalle case. L'assessore all'Urbanistica Michele Alinovi sottolinea che «nel nuovo Psc abbiamo mantenuto e anzi ampliato il corridoio destinato alla realizzazione della variante alla linea ferroviaria nonostante fossero scaduti i termini per gli espropri e anche il progetto varato a suo tempo e poi definanziato a fine 2011». Ora l'obiettivo è di aprire un confronto con il commissario «non appena sarà possibile per dare la nostra massima disponibilità e valutare quelle che saranno le necessità per arrivare alla realizzazione dell'opera e con quali caratteristiche, tenendo conto anche delle indicazioni tecniche».

A questo punto non rimane che attendere per vedere se quella che è un'infrastruttura di cui si è iniziato a parlare ormai 40 anni fa (e il primo raddoppio fra Ghiare di Berceto e Solignano è stato eseguito negli anni '90) potrà avviare un cammino concreto verso il completamento dopo che già centinaia di milioni sono stati spesi per il raddoppio di tratti che però nella situazione attuale servono a ben poco.

 

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