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UDIENZA A PORTE CHIUSE

Processo Pesci, chiuso il capitolo perizia

28 gennaio 2021, 05:06

Processo Pesci, chiuso il capitolo perizia

ROBERTO LONGONI

 

Come la chiusura di un cerchio. A mettere l'ultima parola sulla questione perizia psichiatrica è stata colei che, su richiesta del collegio presieduto da Gennaro Mastroberardino, l'indagine l'ha condotta e l'ha messa nero su bianco. Ascoltata per ore nelle scorse tappe di questa maratona processuale (e più volte contestata, fino a essere denunciata per falso dalla difesa), Giuseppina Paulillo è tornata a parlare nell'udienza di ieri, ancora una volta a porte chiuse. La responsabile dell'Unità operativa complessa residenze psichiatriche e psicopatologia forense dell'Ausl ha ribadito le proprie conclusioni. Senza tentennamenti, alla domanda dei giudici ha risposto che sì, Lucia è capace di rendere testimonianza. Lucia (un nome di fantasia, come sempre sottolineato) è l'allora 21enne della quale Federico Pesci è accusato di aver abusato in una notte a base di alcol e coca e sesso estremo nel proprio attico tra il 18 e il 19 luglio del 2018 (accuse per le quali la Cassazione ha confermato la condanna del 53enne pusher nigeriano Ndu Wilson Anyem a 5 anni e 8 mesi).

Ribadite le conclusioni e ribadito il modo in cui Giuseppina Paulillo c'è giunta. Anche senza test. «Non erano rilevanti per arrivare a una diagnosi clinica», ha ripetuto la psichiatra dell'Ausl. E con lei si sono detti sostanzialmente d'accordo Domenico Berardi, perito del pm Andrea Bianchi, e Sergio Dazzi, consulente di Lucia rappresentata in aula dall'avvocato Donata Cappelluto (altre parti civili nel processo sono il Centro antiviolenza difeso da Giovanna Fava e il Comune rappresentato da Livio Di Sabato). Di ben altro avviso lo psichiatra Alberto Caputo: ieri, parlando per primo davanti ai giudici, il consulente della difesa ha ancora una volta ricordato errori oggettivi nel computo dei test, attaccando l'intera perizia. «Tutti i consulenti - sottolinea Fabio Anselmo, difensore di Pesci - concordano sul disturbo borderline di personalità, con carattere istrionico con accenni di schizotipia. Quando la capacità di testimoniare è così fortemente messa in dubbio, che cosa si deve pensare dell'attendibilità? Possiamo essere sereni oltre ogni ragionevole dubbio, basandoci sul racconto di una persona con queste problematiche?»

Ovviamente, per la difesa e il suo consulente la risposta è no. Mentre per gli altri periti, a cominciare da quello nominato dal tribunale, è che i disturbi non siano tali da rendere la giovane incapace di testimoniare. Per loro, il capitolo test è secondario, tanto che in un primo tempo questo strumento di indagine non sarebbe nemmeno stato previsto. Dazzi e Berardi hanno convenuto con Giuseppina Paulillo che non è indispensabile per giungere alla diagnosi. Anzi, che è irrituale. Con questo muro contro muro si sono concluse le tre ore abbondanti dell'udienza di ieri.

Superato (almeno in agenda) lo scoglio della perizia psichiatrica, ora si intravvede la fase conclusiva. Quella della discussione. Mastroberardino ha fissato le prossime due udienze: il 24 e il 25 febbraio. La prima comincerà alle 15, l'altra alle 9: orario strategico, forse perché l'intera giornata sia a disposizione di requisitorie e arringhe e, se ce ne fosse il tempo, anche di eventuali repliche. A meno che non intervengano altri colpi di scena. Uno potrebbe essere legato alla richiesta di informazioni avanzata da Mario L'Insalata, anch'egli avvocato di Pesci, a proposito di alcuni verbali di testimoni sentiti a sommarie informazioni e non presenti nel fascicolo del pm. Verbali della cui esistenza almeno per ora mancano tracce ufficiali.

 

ROBERTO LONGONI Come la chiusura di un cerchio. A mettere l'ultima parola sulla questione perizia psichiatrica è stata colei che, su richiesta del collegio presieduto da Gennaro Mastroberardino, l'indagine l'ha condotta e l'ha messa nero su bianco....

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