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POLESINE ZIBELLO

Pioggia d'accuse per l'ex sindaco Censi. E altri 11 indagati

28 gennaio 2021, 05:07

Pioggia d'accuse per l'ex sindaco Censi. E altri 11 indagati

GEORGIA AZZALI

POLESINE ZIBELLO La Fiat Punto del Comune usata per andare a prendere la cocaina. Favori agli amici e soldi da spartirsi , ma anche decine di delibere comunali taroccate. C'è questo e molto altro nella lunga lista di accuse stampate sull'avviso di conclusione delle indagini recapitato ad Andrea Censi: 25 capi d'imputazione (due in più rispetto alle contestazioni iniziali) per peculato, corruzione, truffa aggravata per l'erogazione dei fondi pubblici, falsità ideologica e abuso d'ufficio.

Sono passati più di due anni da quando l'allora sindaco di Polesine Zibello, 47 anni, fu arrestato (finendo ai domiciliari per quasi quattro mesi), dopo un'inchiesta, portata avanti dai carabinieri e coordinata dal pm Emanuela Podda, che fece finire sul registro degli indagati anche altre 11 persone. Dirigenti, funzionari e dipendenti comunali, amministratori e imprenditori: nomi che sono rimasti, anche se quasi tutti sono ormai lontani dagli uffici del Comune della Bassa. Tra gli indagati, a vario titolo, compaiono ancora l'ex segretario generale Giovanni De Feo, l'ex vice segretario Giancarlo Alviani Sorenti Merendi, l'ex numero uno della polizia municipale Gianluca Rossetti e l'imprenditore Gianpietro Usberti. Nessuna archiviazione nemmeno per Elisabetta Civetta, tuttora responsabile della Ragioneria, per l'ex vicesindaco e consigliere di minoranza Giuseppe Galli (tutti e due indagati per falso e abuso d'ufficio), per Umberto Censi, Angelo Guatelli, Paolo Manfredi, Luca Boccacci e Simone Michelotti.

Esuberante, bizzarro, eppure un sindaco amato, prima di cadere nella polvere. Primo cittadino per due mandati di Polesine, poi di Zibello e nel 2016 sindaco del neonato Comune di Polesine Zibello. Ma dal 2009 in poi il suo nome finisce in alcuni casi di droga: cliente, non pusher, ma è l'inizio della fine. Fino al 23 ottobre del 2018, quando i carabinieri bussano alla sua porta e gli presentano il «conto» di un'indagine che ha scavato nella sua spericolata gestione amministrativa. Secondo l'accusa, Censi avrebbe usato spesso i mezzi del Comune, compreso il taxi sociale, per i propri spostamenti personali. Ma anche l'ex segretario comunale De Feo avrebbe gonfiato i rimborsi spese per i propri viaggi. Tra le accuse per l'ex vice segretario Alviani Sorenti Merendi, oltre a quelle di peculato e falsità ideologica, anche il fatto di essere stato assunto, grazie alla complicità del sindaco, di De Feo, di Galli e di Civetta, come «funzionario direttivo» creando un concorso fatto su misura. Lo stesso Alviani avrebbe redatto il bando, scelto i membri della commissione e pure scritto gli atti del conferimento del suo incarico.

Ma Censi aveva anche una serie di debiti. Problemi personali, se non fosse che - secondo l'accusa - li avrebbe in parte risolti con denaro del Comune facendo allo stesso tempo favori ad alcuni amici. Nel 2015, in particolare, quando era sindaco di Zibello, avrebbe ricevuto un prestito di circa 3.000 euro dall'imprenditore Michelotti. Solidarietà tra amici. Ma per restituire i soldi, il sindaco gli avrebbe dato l'incarico per l'installazione delle luminarie di Natale senza alcun atto formale amministrativo. La fattura complessiva è di 6.710 euro, comprensiva anche dei 3.000 euro di prestito.

Analogamente, Censi avrebbe incaricato un altro imprenditore di installare l'impianto elettrico per il November Porc. Totale della fattura: 4.636 euro. L'operazione non si chiude, ma poco dopo - quando va in porto la fusione tra Zibello e Polesine - il sindaco si rivolge all'Associazione servizi alle chiese dei santi Gervasio e Protasio. E' la mossa vincente. Viene infatti preparata una falsa rendicontazione delle spese. E pochi giorni dopo partono i bonifici per i due imprenditori. Un'operazione che ha fatto scattare per Censi, Michelotti, Gianpietro Usberti, Umberto Censi e Angelo Guatelli l'accusa di truffa aggravata, oltre che di falsità ideologica.

E' la triangolazione «perfetta» per fare uscire soldi pubblici: questo il sistema che sarebbe stato utilizzato da Censi per saldare i conti dopo aver attribuito incarichi tutt'altro che regolari. Come nella primavera del 2015, quando Censi decide che l'architetto Luca Boccacci, indagato per truffa aggravata, è il professionista giusto a cui affidare il progetto per la ristrutturazione della ex scuola di Pieveottoville. Un progetto in cui viene coinvolta anche l'Avis della frazione, presieduta allora da un amico del sindaco, Paolo Manfredi, anche lui accusato di truffa aggravata.

Tutti avranno ora 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive o decidere di farsi interrogare. Poi il pm sceglierà se andare verso la richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione.

 

GEORGIA AZZALI POLESINE ZIBELLO La Fiat Punto del Comune usata per andare a prendere la cocaina. Favori agli amici e soldi da spartirsi , ma anche decine di delibere comunali taroccate. C'è questo e molto altro nella lunga lista di accuse...

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