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Scomparso

Addio a Cristiano, il barista anima del «Tolasudolsa»

29 gennaio 2021, 05:05

Addio a Cristiano, il barista anima del «Tolasudolsa»

Lo «tsunami» Covid si è portato via anche lui. Cristiano Bertamoni, stimato e popolare barista, titolare dello storico bar di piazzale Maestri, è deceduto nei giorni scorsi all’età di 67 anni.

Parmigiano, figlio di un commerciante di carni, Cristiano, esordì nel mondo del lavoro aprendo, coadiuvato dalla mamma Adriana e dall’ex moglie Teresa, un negozio, con annesso laboratorio di pellicceria, nel centro storico di Reggio Emilia. Un’attività alla quale Bertamoni si dedicò per circa una trentina d’anni intervallata da lunghi periodi in Russia, negli anni novanta dove, per 5-6 anni, insegnò a giovani artigiani russi a conciare e a lavorare le pelli.

Dopo di che, un radicale cambiamento di genere di lavoro. Ed avendo un carattere gioioso, aperto, disponibile, allegro ed estroverso, optò di posizionarsi dietro al bancone di un bar a contatto con la gente.

Essendo un commerciante molto laborioso, ma allo stesso tempo lungimirante, Cristiano non rilevò solo un bar ma ben due : il «Riviera» e il «Tolasudolsa» (aperto da Eros Barchi oltre 40 anni fa) entrambi in piazzale Maestri. Ma la carta vincente di Cristiano fu quella di unire i due esercizi per ricavarne un solo bar più grande, più accogliente e moderno, ricavato sfruttando i locali del vecchio «Tolasudolsa» e dell’attigua merceria.

Il nuovo «Tolasudolsa» non fu concepito solo come bar, ma si propose anche come pasticceria con ampi locali per feste di compleanno e di laurea. Sia il bar «Riviera» che il «Tolasudolsa» (un nome, a quei tempi, che fece tendenza al punto di essere simpaticamente riprodotto su adesivi da attaccare sul vetro posteriore delle auto), furono, per anni, il punto di riferimento di tante persone del quartiere di ogni età e di ogni ceto sociale.

Una tappa d’obbligo, al mattino, per prendere il caffè, leggere la «Gazzetta» e fare quattro chiacchiere.

Cristiano, dunque, vide avanti e creò un locale, in sintonia con i tempi, che desse risposte concrete e funzionali ad una clientela sempre più esigente e, nonostante le vecchia dicitura del bar («Tolasudolsa»), sempre più frettolosa.

Bertamoni riuscì nell’impresa grazie alle sue capacità, al suo garbo e alla sua gentilezza con i clienti, qualità rafforzate dal sorriso e dalla simpatia di Cristina, Tamara e Tatiana, le tre bariste, affezionatissime a colui che, per loro, più che un principale era diventato un amico carissimo.

Persona attiva, carattere mai domo, tifoso del Parma, ma con il cuore che batteva per la «sua» Juve, una grande passione per la barca e per il mare e, in gioventù, per la moto, Cristiano era una persona davvero amata e benvoluta da tutti che mancherà tantissimo alla sua gente.

Era molto legato alla mamma Adriana, alla figlia Vanessa, al figlio Filippo, ai tre nipotini, ai fratelli Fabrizio, docente e preside a Piacenza e Torriano, pensionato, i quali hanno rivolto un commovente ringraziamento ai medici della Rianimazione e in modo particolare, al prof. Nicola Sverzellati, direttore della Struttura complessa di scienze radiologiche della nostra Azienda Ospedaliero-Universitaria. Lo.Sar.