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Polemica a Fidenza

Le associazioni: "L'e-commerce non salverà il centro storico"

29 gennaio 2021, 05:02

Le associazioni: "L'e-commerce non salverà il centro storico"

SABRINA BADALOTTI

Canoni di locazione molto elevati, problematiche di viabilità e accesso in centro storico, caratteristiche edilizie inadeguate, lavori di manutenzione troppo onerosi e, inoltre, il progredire di una pandemia che ha accelerato l’evoluzione del mercato, le sue modalità d’acquisto e i tempi di risposta.

Queste le spiegazioni che le associazioni di categoria attribuiscono alle numerose saracinesche abbassate del centro storico.

«Il commercio di vicinato soffre da tempo l’assalto delle grandi strutture di vendita, dell’e-commerce e di politiche poco lungimiranti», dice Claudio Antolini, presidente di Confesercenti.

«Da anni le aziende si stanno attrezzando per affiancare il commercio on line alle modalità di vendita tradizionale, ma anche questo processo ha bisogno di tempi e investimenti e purtroppo non è applicabile a tutte le realtà commerciali».

Mai come oggi - conclude Antolini - è evidente il rischio di una desertificazione commerciale».

Nonostante il progredire della digitalizzazione che, inevitabilmente, richiede un cambio di passo, l’e-commerce non sembra essere il rimedio alla desolazione cui stiamo andando incontro. Roberto Bianchi, per Cna, infatti aggiunge: «Digitalizzazione ed e-commerce, pur se strumenti importanti, non credo bastino a invertire una tendenza che nasce dallo scarso afflusso di persone nel centro storico. Indispensabile una cabina di regia, vera e concreta, che coinvolga attivamente amministrazione, esercenti e associazioni di categoria dove si ragioni di incentivi fiscali, contributi, eventi e caratterizzazione di alcune zone del centro».

«Nel breve termine però, si rischiano altre chiusure in uno scenario economico sempre più disastroso, con un susseguirsi incessante di divieti, parziali aperture e poi di nuovo chiusure di modo che non si riesce a programmare l’oggi per il domani».

Sulla stessa linea di pensiero si pone anche Stefano Calza, presidente della delegazione Ascom di Fidenza. Ascom è convinta della necessità di promuovere una cultura digitale e, per questo, ha patrocinato o promosso direttamente la realizzazione di strumenti operativi, come siti, app, formazione utili allo sviluppo del digitale per i negozi associati.

Per lo scenario del centro cittadino, invece, Ascom richiede una serie di strategie che insieme portino a una soluzione più efficace.

«Apprezziamo le misure messe in campo dall’amministrazione comunale con la quale abbiamo condiviso il "Piano di Riqualificazione del centro storico", presentato tramite la L.R 41 e finanziato dalla Regione Emilia- Romagna. Un progetto che prevede una serie di iniziative con uno stanziamento economico definito e appositamente rivolto a favorire il riempimento dei locali sfitti, la realizzazione di temporary store e altre diverse iniziative. Quello che chiediamo all’ amministrazione è ora l'improrogabile accelerazione sulle tempistiche di attivazione. Occorre infatti lavorare in squadra alla massima velocità, per dare risposte agli operatori, coinvolgendo tutti gli attori necessari, compresi i residenti, e soprattutto sensibilizzando i proprietari immobiliari che devono collaborare al progetto attraverso la messa a disposizione dei negozi sfitti».

 

SABRINA BADALOTTI Canoni di locazione molto elevati, problematiche di viabilità e accesso in centro storico, caratteristiche edilizie inadeguate, lavori di manutenzione troppo onerosi e, inoltre, il progredire di una pandemia che ha accelerato...

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