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«Il 2020? Sconvolgente. Ma la Pubblica ha fatto la Pubblica»

31 gennaio 2021, 05:03

«Il 2020? Sconvolgente. Ma la Pubblica ha fatto la Pubblica»

GIOVANNA PAVESI

Quasi 630mila chilometri percorsi, 257.200 ore di volontariato, 46.923 servizi totali e 900 militi volontari, che si sono messi al servizio dell’intera comunità cittadina nel momento più complicato.

Quello della paura e della difficoltà, scatenate dalla diffusione del nuovo coronavirus.

E se i numeri raccontano i traguardi e i risultati raggiunti nonostante tutto, al centro del bilancio annuale dell’Assistenza pubblica, ci sono soprattutto le persone.

Dai soccorritori ai malati, dai cittadini che hanno dato un contributo a chi ha vissuto in prima persona la sofferenza.

«Quello appena trascorso non è stato un anno come gli altri, perché la pandemia, di cui tutti abbiamo risentito, ha stravolto le nostre vite. Ma nel 2020 la Pubblica ha fatto la Pubblica», ha dichiarato Luca Bellingeri, presidente della onlus, presentando il bilancio annuale dell’associazione, che, durante la pandemia, ha saputo presidiare una quotidianità sconvolta dai contagi e resistere.

«A marzo - ha continuato il presidente - ogni giorno ci sembrava il limite della sostenibilità. Poi, però, siamo andati avanti e come città e volontariato abbiamo saputo dare il meglio. Oltre alle cifre deve rimanere questo sforzo».

L’impegno, concretamente, si è trasformato in quasi 30mila servizi con l’ambulanza (di cui 9.888 di emergenza urgenza e 20.091 viaggi ordinari, come dialisi, dimissioni o terapie), 1.868 interventi con l’automedica (che in città viaggia sempre con un medico anestesista rianimatore) e 14.368 persone che si sono potute muovere, solo grazie ai mezzi della onlus. E poi ci sono stati i 3.500 trasporti Covid-19 e i 3mila viaggi di pazienti potenzialmente contagiati, le 800 ore di ascolto tramite Telefono amico, il servizio che da 30 anni si mette in contatto (letteralmente) con chi è in difficoltà, le 218 uscite serali del pulmino di Padre Lino, perché, come ricordato da Bellingeri «il rischio emarginazione non si è interrotto con l’emergenza sanitaria», ma anche il lavoro della Centrale Otto, l’unica sede operativa per i trasporti non urgenti accreditata in regione, che ha organizzato oltre 36.399 servizi (sia fuori provincia, sia fuori regione). «Con la nostra popolazione di volontari, dai 16 anni in su, abbiamo uno spaccato della città. Il coronavirus ha fatto capire a molti che quando si è tutti nei guai, a volte, si sceglie di dare una mano agli altri. Così ha vinto il sistema», ha dichiarato Filippo Mordacci, comandante del corpo dei militi. E la cittadinanza lo ha capito.

Ieri, infatti, sono stati inaugurati anche due nuovi mezzi, alla presenza di don Luigi Maggiali: un’ambulanza di ultima generazione, donata da una benefattrice anonima, e un pulmino attrezzato per il trasporto dei disabili, acquistato grazie a un lascito testamentario di Vittorio Menozzi. «Oggi ringraziamo soprattutto chi ha messo in gioco la propria salute per aiutare gli altri, elemento non scontato e che, soprattutto, non dobbiamo dare per scontato e per me è un onore esserci», ha aggiunto il sindaco, Federico Pizzarotti, presente sia al momento dell’inaugurazione dei mezzi, sia per il bilancio annuale. Il primo cittadino, citando la cerimonia di sant’Ilario, ha aggiunto che, in quell’occasione, l’amministrazione avrebbe voluto chiamare tutti e che nessuno deve sentirsi escluso. «Stiamo vivendo un momento difficile. Venire in Pubblica, fare volontariato, toccare con mano le difficoltà aiuta a essere cittadini attivi, molto più attenti alle esigenze del prossimo », ha concluso il presidente Bellingeri, ricordando che il corso militi inizierà il prossimo 15 febbraio.

 

GIOVANNA PAVESI Quasi 630mila chilometri percorsi, 257.200 ore di volontariato, 46.923 servizi totali e 900 militi volontari, che si sono messi al servizio dell’intera comunità cittadina nel momento più complicato. Quello della paura e della...

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