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UN ANNO DOPO

La coppia cinese positiva, i ballerini contagiati: e il virus dilaga a Parma

31 gennaio 2021, 05:07

La coppia cinese positiva, i ballerini contagiati: e il virus dilaga a Parma

PIERLUIGI DALLAPINA

In poco tempo le nostre vite sono state stravolte. Chi, un anno fa, si sarebbe mai immaginato chiusure, quarantene e mascherine obbligatorie? Strade deserte e città sprofondate nel silenzio, negozi chiusi – a parte le file davanti ai supermercati – e uomini in divisa schierati per impedire ogni movimento. Ci sono state settimane in cui si parlava solo di morti e ospedali al collasso, giorni interminabili in cui farsi anche una semplice passeggiata era proibito. Per i controlli sono stati usati pure i droni e il lockdown è entrato nel vocabolario di tutti i giorni. Sembra la trama di un film di fantascienza.

Ma quando è iniziato questo incubo? Dipende. In Cina – l'epidemia è partita da Wuhan - già a gennaio si capisce che vanno prese misure drastiche. In pochi giorni vengono messi in isolamento 60 milioni di persone, ma quelle notizie sembrano distanti anni luce.

31 GENNAIO

Invece proprio il 31 gennaio di un anno fa si scopre che il virus, il coronavirus, è arrivato anche a Parma: i primi due positivi registrati in Italia, una coppia di turisti cinesi di 67 e 66 anni, avevano dormito in due hotel della città (poi si scoprirà che avevano anche pranzato al ristorante e girovagato qua e là) prima di proseguire il viaggio verso Roma. Panico. Quali sono gli hotel? Hanno contagiato altre persone? Le autorità sanitarie invitano alla calma, anche perché pochi giorni prima c'era stato un falso allarme: una cantante del Coro dell'Opera di Parma, di rientro dalla Cina, viene ricoverata agli Infettivi del Maggiore. Le analisi diranno che non era infetta. Ma intanto il virus circola.

18 FEBBRAIO

Un 38enne si presenta al pronto soccorso di Codogno, nel Lodigiano, a causa dei forti sintomi influenzali, ma viene rispedito a casa. Tornerà dopo poco e verrà intubato: è il paziente uno, che prima di essere ricoverato ha corso, giocato a calcetto, incontrato amici, colleghi e familiari.

23 FEBBRAIO

Circola una notizia senza precedenti: zona rossa per dieci comuni del Lodigiano e a Vo' Euganeo, in Veneto.

24 FEBBRAIO

Parma spera di essere al riparo, ma non è così, perché anche in città entra in vigore lo stop alle scuole di ogni ordine e grado, così come deciso dal ministro Speranza e dal governatore Bonaccini. È il 24 febbraio e la chiusura dovrebbe durare fino al primo marzo, ma gli alunni non torneranno più a scuola. Lo stesso giorno vengono scoperti i primi due infetti a Parma, subito ricoverati agli Infettivi: sono una 47enne di Monticelli che assisteva la madre ricoverata a Codogno e un 50enne di Lesignano che insieme ad una comitiva di ballerini era andato a ballare sempre a Codogno.

25 FEBBRAIO

Il 25 febbraio vengono messi in isolamento tutti i 60 ballerini che erano sul pullman insieme al positivo. C'è un terzo ricoverato: un 63enne che era sul pullman dei ballerini.

26 FEBBRAIO

Il 26 febbraio muore all'ospedale Maggiore la prima vittima del Covid in Emilia Romagna: è un 70enne originario della provincia di Lodi.

29 FEBBRAIO

L'ultimo giorno di febbraio c'è il primo decesso in provincia di Parma, che è anche il primo di un residente in Emilia Romagna: è una donna di 89 anni originaria di Busseto. A Fidenza viene scoperto il primo positivo, una donna di 70 anni. L'attenzione resta alta, il virus fa paura, ma Parma e il resto d'Italia provano a reagire: riaprono i musei, a patto che i visitatori mantengano una distanza «a prova di starnuto». Le scuole restano chiuse e al bar si può stare solo seduti. Chi sperava in un ritorno alla normalità resterà deluso.

8 MARZO

Il presidente del Consiglio firma un Dpcm che inserisce Parma (oltre alla Lombardia e ad altre 13 province dell'Emilia Romagna, del Veneto, del Piemonte e delle Marche) nell'area arancione, che prevede divieti più rigidi rispetto al resto del Paese. Chi si sente penalizzato deve solo aspettare: il 12 marzo i giornali annunciano la chiusura di bar, ristoranti e negozi, mentre Sabato 21 il premier Conte annuncia che saranno sospese tutte le attività non essenziali e pochi giorni dopo scriverà ai parmigiani: «Chi sta a casa aiuta il bene comune».

 

PIERLUIGI DALLAPINA In poco tempo le nostre vite sono state stravolte. Chi, un anno fa, si sarebbe mai immaginato chiusure, quarantene e mascherine obbligatorie? Strade deserte e città sprofondate nel silenzio, negozi chiusi – a parte le file...

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