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Appello dei medici

«Vaccinate presto i diabetici: sono ad alto rischio»

01 febbraio 2021, 05:07

«Vaccinate presto i diabetici: sono ad alto rischio»

MONICA TIEZZI

I diabetici hanno un rischio tre volte maggiore della popolazione generale di morire a causa del Covid. Occorre che i diabetici, scrivono le tre maggiori società scientifiche di diabetologia – Associazione medici diabetologi (Amd), Società italiana di diabetologia (Sid) e Società italiana di endocrinologia (Sie) – abbiano una via prioritaria nella somministrazione dei vaccini.

L'accorato appello è stato inviato a metà settimana al ministro della Salute, al commissario Arcuri, al direttore generale dell'Aifa e al Comitato tecnico scientifico.

«Il Covid presenta una prognosi peggiore e maggiore mortalità nelle persone con diabete. Inoltre, gli outcome peggiori sono direttamente associati allo scompenso glico-metabolico. In Italia, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, il diabete mellito è presente nel 30% dei pazienti deceduti per Covid-19, una percentuale decisamente superiore rispetto alla prevalenza della malattia diabetica nella popolazione generale: questo indica che le persone con diabete, se affette da Covid-19, rischiano di andare incontro a maggiore gravità delle manifestazioni cliniche e a una evoluzione meno favorevole», scrivono gli specialisti.

«I dati sono incontrovertibili - aggiunge Riccardo Bonadonna, direttore del reparto di endocrinologia e malattie del metabolismo dell'ospedale Maggiore e membro sia di Sid che di Amd - Uno studio recente sull'intera popolazione della Gran Bretagna ha confermato una mortalità per Covid di circa tre volte superiore. Lo stesso rischio di chi soffre di malattie polmonari serie, come la Bpco. È un risultato, confermato da studi italiani in Lombardia, Sardegna, Veneto e anche Emilia Romagna, che ha sorpreso per primi noi diabetologi, perché non ci aspettavamo una vulnerabilità così forte».

Il rischio, secondo Bonadonna, è che la fragilità dei diabetici «venga sottovalutata, come purtroppo spesso accade per questa patologia. Ricordo che in Italia soffrono di diabete tre milioni e mezzo di persone e a Parma 34 mila. Cifre sottostimate, perché la malattia è subdola e la diagnosi a volte tardiva. Soprattutto nell'ultimo anno, durante il quale, per la pandemia, screening e controlli hanno incontrato molte difficoltà».

Al punto che, aggiunge il primario, sono arrivati all'attenzione dei medici casi di malati Covid gravi, nei quali il diabete è stato diagnosticato durante il ricovero ospedaliero a causa del virus.

Il motivo per il quale i diabetici siano così duramente colpiti non è ancora chiaro, ammette Bonadonna, «perché il Covid è ancora in parte sconosciuto. Ipotizziamo che, in modo diverso sia per il diabete di tipo 1 che per quello di tipo 2, entrino in gioco l'immunità innata e quella adattativa: non funzionerebbe bene la “linea di difesa” contro l'infezione».

In ogni caso, «la protezione delle persone con diabete dall’infezione da SARS-COV-2 appare un obiettivo di prioritaria importanza, per evitare infezioni severamente sintomatiche e potenzialmente letali in questa categoria di cittadini», è scritto nell'appello dei diabetologi alle autorità sanitarie.

«Sarebbe inaccettabile se non ci fosse un'attenzione privilegiata per questa categoria» rincara Bonadonna. Il vaccino si è dimostrato sicuro, continua Bonadonna, nei trial che hanno incluso una percentuale di diabetici, ed efficaci. «I benefici della profilassi vaccinale nei confronti di malattie infettive sono ampiamente documentati anche nella popolazione con diabete, con evidenza in letteratura della conservata capacità di tali individui di ottenere un’efficace risposta anticorpale, simile a quella dei soggetti normoglicemici - scrivono gli specialisti - Per questo è consigliato, ad esempio, che le persone con diabete si sottopongano a vaccinazione antinfluenzale annualmente».

I diabetologi concludono con un duplice appello: alle autorità perché inseriscano «le persone con diabete tra i cittadini da sottoporre prioritariamente alla vaccinazione, indipendentemente dall’età», e ai diabetici «a sottoporsi con fiducia alla vaccinazione per SARS-COV-2, per abbattere il rischio di malattia sintomatica e potenzialmente grave».

 

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