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Intervista

L'assessore Guerra: «Musei e mostre aperte, visitiamoli»

01 febbraio 2021, 05:01

L'assessore Guerra: «Musei e mostre aperte, visitiamoli»

KATIA GOLINI

 

Un piccolo passo, una luce nel buio di queste settimane: musei e mostre possono riaprire da oggi, finalmente. E tutti noi possiamo tirare un (piccolo) sospiro di sollievo. «Una notizia sicuramente positiva - dice l'assessore Michele Guerra, contento ma cauto per ovvi motivi -. Con il ritorno in "zona gialla" possono riaprire musei e mostre. Seppur nel rispetto di rigide restrizioni, è davvero una bella notizia. Peccato che debbano restare chiusi nel weekend, ma almeno durante la settimana qualcosa comincia a muoversi».

 

Assessore, diciamolo subito. Ha un invito da rivolgere ai cittadini?

 

«E' il momento di dare un segnale. Valorizziamo i nostri tesori e andiamo a visitarli. Soprattutto ora che non ci si può muovere da regione a regione».

 

 

 

Com'è la situazione in città quanto a proposte culturali?

 

«Molte le proposte, tra iniziative sospese e altre nuove. A partire dalla mostra Design! allestita a Palazzo Pigorini e all’Abbazia di Valserena, una delle più ricche, profonde e varie sul tema fatte in Italia, grazie al patrimonio conservato dallo Csac. Avrebbe dovuto aprire a novembre, ma non è stato possibile. Ora è tutto pronto per l'apertura di mercoledì in entrambe le sedi».

 

Tra mostre e musei ci sono molti altri spazi da visitare.

 

«Oggi riapre la mostra di Ligabue e Vitaloni a Palazzo Tarasconi e “Attraverso le avanguardie” all'Ape e sempre da oggi Pinacoteca Stuard e Castello dei burattini, mentre da mercoledì riapriranno i musei di Casa della Musica. Poi c'è la Pilotta dove è in corso la mostra di Fornasetti. Presto toccherà ad Antelami tra Battistero e Museo diocesano».

 

 

 

A proposito di musei civici, cosa succede alla Pinacoteca Stuard?

 

«Oltre alla collezione permanente, che invito tutti ad andare a visitare approfittando della gratuità, continua la mostra "I quadri di Pietro", che propone ogni mese una diversa opera della collezione d’arte moderna Barilla e che proseguirà per tutto il 2021. In questo momento è esposto “Il Lussemburgo” di De Pisis. Si tratta di una iniziativa importante che speriamo possa aprire a future collaborazioni con la famiglia Barilla sulla valorizzazione di questa straordinaria collezione che arricchisce la nostra città».

 

 

 

Intorno alla collezione d'arte Barilla c'è anche un altro importante progetto?

 

«Nelle prossime settimane realizzeremo un tour virtuale del progetto “I quadri di Pietro” che sarà disponibile sull'App di Parma 2020-21 e andrà ad affiancare i materiali già prodotti sulle altre mostre. A raccontare la storia umana e culturale della collezione sarà Luca Barilla».

 

 

 

Al Palazzo del Governatore invece?

 

«Rappresenta un piccolo dispiacere la decisione di rinviare la mostra su Remo Gaibazzi, che avrebbe dovuto aprire l’anno del Governatore inaugurando in febbraio. A causa delle incertezze generali e del forte rischio di vederla penalizzata dalle chiusure, gli organizzatori hanno preferito muoversi con cautela e non sprecare l'opportunità, rimandando tutto alla primavera del 2022. Questo significa che dovremo studiare qualcosa per il Governatore, che tuttavia da maggio ospiterà la mostra dei giovani artisti dell’Emilia-Romagna fatta in collaborazione con il Gaer e che riteniamo uno dei più promettenti ed energici progetti di Parma 2021».

 

 

 

Altro capitolo quello dell'Ospedale Vecchio?

 

«La mostra Hospitale, uno degli eventi che hanno segnato la ripartenza di Parma 2020 subito dopo l'estate, è stata smontata in dicembre per consentire la ripresa dei lavori del grande cantiere dell’Ospedale Vecchio. Un peccato, visto il grande riscontro di critica e pubblico che l’installazione di Studio Azzurro aveva da subito raccolto. Studio Azzurro sta comunque portando avanti il progetto di realizzazione, all'interno della crociera, del museo multimediale sulla storia della città, come da tempo annunciato. Si tratta di un progetto che seguirà nello spirito il lavoro di Hospitale e sul quale sta già lavorando un comitato scientifico insieme a Studio Azzurro. Il nome di questo museo sarà Hospitale, a mantenere il contatto con la storia del luogo e a ribadire il legame con i temi della cura, dell’accoglienza e della solidarietà. Sarà anche un modo per mantenere viva la memoria dell'installazione, secondo me una delle più belle realizzazioni di Parma 2020. Alla delusione per il poco tempo che Hospitale ha avuto a disposizione, si affianca la consapevolezza che riusciremo a recuperare, almeno in parte, quell'esperienza».

 

 

 

Lavori in corso anche a San Francesco del Prato? Rimodulata la tabella di marcia, quale il programma per i prossimi mesi?

 

«San Francesco continua a riservare sorprese. Stanno procedendo i lavori di restauro e si continuano a scoprire nuovi tesori. Altri affreschi infatti sono venuti alla luce. Si continua a lavorare anche là in attesa della consacrazione e della definitiva restituzione alla città di un bene che suggella gli sforzi delle diverse forze in campo per Parma capitale italiana della cultura».

 

 

 

Oggi vuota, ma non per molto tempo ancora. Quali progetti per San Ludovico?

 

«Anche qui, dopo ben due dolorose cancellazioni tra fine 2020 e inizio 2021, ci si prepara a riprendere la tabella di marcia. Diverse le mostre in programma in questo spazio espositivo nel cuore del centro storico. Sul tavolo ci sono anche alcune proposte di miglioramento e trasformazione del luogo. Le stiamo valutando».

 

 

 

Novità interessanti anche in provincia?

 

«A Traversetolo è pronta a partire la mostra di Renato Brozzi. Rimandata nei mesi scorsi, ma già allestita, sarà una delle iniziative di quest'inverno da non perdere, con inaugurazione in febbraio».

 

 

 

Resta purtroppo il dramma di teatri, cinema e sale concerti ancora chiusi e chissà per quanto.

 

«Una situazione sempre più delicata. Per lavorare a nuove proposte e riflettere sul ruolo di luoghi per noi fondamentali ancora chiusi, subito dopo Sant'Ilario come assessorato abbiamo promosso tre tavoli con le rappresentanze del mondo del teatro, del cinema e della musica per avviare un confronto su come ripensare le attività e l'azione di questi comparti così colpiti e danneggiati dalla pandemia. Lo scopo è elaborare insieme strategie per il futuro, partendo dal ripensamento delle funzioni e degli obiettivi. Sono stati individuati dei gruppi di lavoro che elaboreranno delle proposte. Vorremmo che uscisse da questo dialogo un pensiero comune trasformativo rispetto alle pratiche tradizionali, che vada oltre il tema, pur così centrale, dei ristori e dei sostegni».

 

 

Seppur con cautela, guardiamo avanti. Ma volgendo lo sguardo al 2020 cosa resta di positivo?

 

«Oltre 650 le attività e gli strumenti realizzati dall’anteprima del 2019 ad oggi tra presenza e online. Azioni che hanno coinvolto il volontariato e le aziende, che hanno riguardato temi importanti come la defiscalizzazione delle attività culturali, o azioni incentrate sul tema della cultura come cura, già presente nel dossier e che abbiamo ripreso con molta forza. Un lavoro carsico, che appare meno di altri, ma molto importante. Entro la fine di febbraio contiamo di presentare, con Francesca Velani, tutti questi risultati e questi numeri alla città».

 

 

 

Come procede il progetto Imprese creative driven?

 

«Abbiamo registrato un grande entusiasmo da parte delle aziende e andiamo avanti. La commistione arte-lavoro, arte-luoghi di lavoro, si è rivelata interessante, innovativa e proficua. Mi auguro che il bando venga riproposto ogni anno, anche con le amministrazioni che verranno dopo di noi».

 

 

 

Meglio non parlare di ripartenza di Parma capitale per scaramanzia, ma, se tutto va bene, ci aspettano mesi ricchi di proposte?

 

«In effetti parlare di ripartenza suona strano. Sarebbe la terza volta in un anno. Il mio auspicio è che Parma possa essere capitale della cultura almeno 8 mesi continuativi in questo 2021. E' la continuità a fare la differenza. Ogni stop imposto significa cancellare eventi, rimodulare il calendario, far fronte alla frustrazione di ogni soggetto coinvolto. E poi la cultura è continuità».

 

Come sta andando la Parma card, che tra le mille agevolazioni, dà la possibilità di vedere visitare virtualmente alcune delle mostre e dei musei più importanti?

 

«Anche in questo caso parliamo di uno degli strumenti più colpiti. Del resto, chi acquista una card che facilita l'accesso ai luoghi e agli eventi della cultura se la cultura non è accessibile? Nessuno investe soldi per cose che non ci sono. Va detto però che l'offerta promozionale per acquistare la card a soli 5 euro - più avanti il prezzo tornerà pieno - ha portato ottimi risultati da Parma e non solo. Diciamo che la vita della Parma card inizia ora».

 

 

 

Card, app, piattaforma di Parma capitale, molto è stato fatto sul fronte tecnologico.

 

«Abbiamo creato una infrastruttura digitale che non c’era e che ha un notevole potenziale. Verrà utilizzata anche in futuro, implementandola e migliorandola e rimarrà una preziosa eredità dell'anno di Parma capitale della cultura. In primavera stiamo pensando di organizzare veri e propri seminari di illustrazione di questi strumenti, che potranno essere anche volano di sviluppo economico e creare posti di lavoro. Abbiamo investito tante risorse, che continueranno a portare frutti negli anni a venire».

 

 

 

Per concludere, un ultimo appello.

 

«Riappropriamoci dei luoghi della nostra cultura. Facciamo sentire e dimostriamo davvero che ci sono cari, che ne siamo, come dicevamo tempo fa, custodi e protagonisti».

 

KATIA GOLINI Un piccolo passo, una luce nel buio di queste settimane: musei e mostre possono riaprire da oggi, finalmente. E tutti noi possiamo tirare un (piccolo) sospiro di sollievo. «Una notizia sicuramente positiva - dice l'assessore Michele...

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