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Aeroporto

Arriva la firma del ministro: il «Verdi» decolla

di Luca Pelagatti -

03 febbraio 2021, 05:08

Arriva la firma del ministro: il «Verdi» decolla

Chi vola lo sa: per decollare occorre raggiungere una determinata velocità, superare precisi passaggi. Questo vale per un aereo ma il principio lo possiamo adattare anche ad un aeroporto. Per questo oggi lo si può dire: il «Verdi» ha raggiunto la spinta richiesta. E dopo un lunghissimo rullaggio si sta staccando da terra.

Il punto di non ritorno, quello che garantisce il decollo, è arrivato nelle scorse ore con la firma del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli al decreto di approvazione dell’accordo di programma dello scalo parmigiano. Una firma che, di fatto, sancisce l'approvazione al progetto infrastrutturale e al piano di sviluppo dell'aeroporto che ormai vede superati quasi tutti gli ostacoli che ne hanno rallentato, finora, la corsa. Tenendolo schiacciato a terra.

Il documento, al di là dei tecnicismi della burocrazia, ricorda che il «Verdi» rientra tra gli aeroporti di interesse nazionale, che ha ottenuto già le altre autorizzazioni come quella del Cipe, che il piano degli interventi come quello della qualità e della tutela ambientale sono stati presentati e approvati e, alla luce di tutto questo, da il via ai prossimi passi. Che significano l'attuazione concreta e tangibile del piano per il nuovo «Verdi»: finalmente operativo, funzionale. Capace di una decisa cabrata verso l'alto, senza più paure.

«La notizia della firma da parte del ministro De Micheli è motivo di particolare soddisfazione perché, con questo atto, il Governo conferma il proprio sostegno alle ipotesi di sviluppo del “Verdi” - ha dichiarato il presidente di Sogeap, Guido Dalla Rosa Prati. - In più, questa firma ribadisce il ruolo rilevante che l’aeroporto di Parma deve assumere nel contesto del progetto di rilancio dei servizio di trasporto passeggeri e merci che costituisce, e costituirà ancor più in futuro, un elemento determinante della capacità di relazioni e scambi del nostro Paese con le altre comunità e gli altri mercati di un mondo ormai interconnesso in modo globale».

Tutto a posto, quindi. In linea di massima è così e ora manca solo la sottoscrizione del ministro dell’Economia che, tuttavia, non dovrebbe tardare. Anche perché le cose sulle quali concentrarsi, adesso, sono tante. E le date per iniziare a farle già fissate. Entro la fine di quest'anno dovrà essere identificato e assegnato l'incarico all'operatore economico che si occuperà di far «crescere» la pista dagli attuali 2240 metri ai necessari 2980 e di apprestare spazi di sosta adeguati per gli aerei.

Poi dodici mesi dopo, entro la fine del 2022, i lavori dovranno essere terminati. Senza però che lo scalo debba mai ridurre la sua operatività ma, anzi, continuando sempre ad ospitare atterraggi e decolli.

Una attività che, tra l'altro, in questo periodo sta ottenendo positive conferme.

Nelle scorse settimane la compagnia Ego Airways ha presentato i propri nuovi voli da Parma per Sicilia, Puglia e Calabria mentre il collegamento con Trapani, inserito nel piano di continuità territoriale, sarà confermato e anzi potenziato.

Inoltre, sono in corso di definizione i dettagli di altre tratte che prenderanno il via a breve. Non appena, è la speranza condivisa, la situazione della pandemia permetterà di riprendere a tutti noi di spostarci e viaggiare.

«Un ringraziamento particolare va ovviamente al ministro Paola De Micheli ma anche all’assessore regionale Barbara Lori per il sostegno attento e costante che ci ha assicurato con il suo autorevole interessamento al ministero nel quale un contributo sicuramente importante è stato dato anche dal capo della segreteria, Federico Sichel, che parimenti ringrazio - , ha aggiunto Dalla Rosa Prati -. Colgo l’occasione per esprimere apprezzamento e gratitudine anche al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, all’assessore Raffaele Donini e all’assessore Andrea Corsini per l’appoggio che hanno dato, stanno dando e, sono certo, continueranno a dare ai progetti di sviluppo dell’aeroporto “Giuseppe Verdi”».

Insomma, nonostante questo per colpa del Covid sia l'annus horribilis per turismo e trasporti in tutto il mondo, sull'asfalto dello scalo di casa nostra tira con sempre più convinzione un vento che profuma di ottimismo mentre si lavora senza sosta per preparare gli interventi sulle infrastrutture necessari per la tanto attesa attuazione del piano di rilancio. Perché per decollare servono velocità e strumenti tecnici. Ma senza forza di volontà e convinzione si resta inchiodati al suolo.