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A Parma nelle Cra vaccinato il 33%. Tra gli operatori sanitari, il 57%.

05 febbraio 2021, 05:01

A Parma nelle Cra vaccinato il 33%. Tra gli operatori sanitari, il 57%.

MARA VAROLI

È iniziata la vaccinazione agli ultra 80enni assistiti a domicilio. La battaglia contro il covid continua, nonostante la difficoltà comune di reperire le dosi. E a Parma e provincia nelle Cra, comunità alloggio e famiglia, tra ospiti e operatori sono state vaccinate con entrambe le dosi 1.323 persone, equivalenti al 33% su una platea di 4.000 persone, mentre fra gli operatori della sanità pubblica e privata ne sono stati vaccinati con tutte e due le dosi 9.073 su 15.800 persone (57%).

«La campagna vaccinale sta procedendo bene - risponde Romana Bacchi, sub commissario sanitario dell'Ausl -, in linea con le indicazioni e gli obiettivi regionali e nazionali. Dopo il "Vaccine day" del 27 dicembre e la seduta del 31 dicembre, dal 3 gennaio scorso l’attività si è svolta in modo continuativo con circa mille somministrazioni al giorno, con qualche eccezione dovuta all’imprevista e significativa riduzione di alcune consegne di dosi, come successo in tutto il territorio nazionale. In questa prima fase le vaccinazioni hanno riguardato gli operatori dei luoghi di cura e assistenza, della sanità pubblica e privata, per un totale di aventi diritto di 15.800 persone».

 Siete soddisfatti?

«Sì e i numeri lo dimostrano: al 3 febbraio sono 26.320 le vaccinazioni totali somministrate, di cui 15.924 prime dosi e 10.396 seconde dosi. Il 5 gennaio è partita la vaccinazione nelle residenze per anziani (Cra). Si tratta di 55 strutture, in cui si contano circa 4.000 persone (tra ospiti e operatori). In queste strutture sono state somministrate 5.328 dosi, di cui 4.005 prime dosi e 1.323 seconde dosi. La vaccinazione da qualche giorno è stata estesa anche a ospiti e operatori di comunità alloggio, pari a 28 strutture a Parma e provincia, con poco più di 600 persone tra ospiti e operatori, e 37 case famiglia a Parma e provincia, con  circa 370 persone tra operatori e ospiti. Questa settimana è partita la vaccinazione alle persone dagli 80 anni in su assistite a domicilio, oltre ai loro coniugi se hanno funzioni di caregiver. L’avvio per queste nuove fasce è graduale e la programmazione delle vaccinazioni poi continua con un aumento progressivo».

Tra i dipendenti delle due aziende sanitarie com'è andata la vaccinazione?

«Bene, con una buona adesione tra il personale medico e infermieristico. Laddove ci sono ancora margini di miglioramento, sono in corso iniziative di formazione e informazione mirate, organizzate congiuntamente da Azienda Usl e Azienda ospedaliero-universitaria».

Quali le priorità di popolazione da vaccinare?

«Seguendo le indicazioni nazionali e regionali, abbiamo vaccinato per primi gli operatori della sanità, pubblica e privata, che lavorano a qualunque titolo negli ospedali. La priorità urgente è stata infatti mettere le strutture ospedaliere in completa sicurezza dal rischio contagio al loro interno, immunizzando il più rapidamente possibile contro il covid-19 tutte le tipologie di personale che vi opera. È stato vaccinato anche il personale sanitario che lavora nelle strutture sanitarie sul territorio, sia pubbliche che private, comprese dunque anche ulteriori categorie professionali, quali medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti. Poi è stato il turno di operatori e ospiti dei centri residenziali per anziani e ora degli ospiti delle case famiglia e comunità alloggio, fino alle nuove tipologie di aventi diritto che abbiamo iniziato a vaccinare in questi giorni, gli ultra 80enni assistiti a domicilio. Vorrei fare un appello a tutti i cittadini che non rientrano in queste categorie: non occorre telefonare ai medici di famiglia o agli uffici relazioni con il pubblico delle Aziende sanitarie, perché ogni informazione utile per accedere alla vaccinazione sarà fornita per tempo».

Come hanno influito nello svolgimento della campagna le riduzioni di consegne dei vaccini?

«Anche Parma, come nel resto della regione e in tutta Italia, le Aziende sanitarie hanno dovuto gestire la riduzione temporanea delle consegne di vaccino Pfizer-Biontech da parte della casa produttrice, rallentando i ritmi di vaccinazione con cui la campagna era partita».

I ritardi nelle consegne delle dosi si sono risolti?

«In parte sono stati risolti. Ma occorre ricordare che oltre alle istituzioni europee e dello Stato italiano, anche la Regione è impegnata in modo molto forte e costante in tutte le sedi possibili per ottenere tutte le dosi di vaccino previste».

Sono in arrivo altri tipi di vaccini?

«E’ ancora presto per dire esattamente quando: l’approvazione da parte dell’Aifa del vaccino prodotto da Astra-Zeneca è di qualche giorno fa. Ci attendiamo che venga presto definito un programma di consegne anche per questo nuovo vaccino in modo da accelerare ulteriormente le somministrazioni ed ampliare ancora le fasce di persone da vaccinare».

Quali le categorie che verranno presto vaccinate?

«Dopo le rimodulazioni delle nuove consegne decise a livello nazionale per i vaccini già in uso nella campagna - conclude Bacchi -, è stato appena rivisto dal Governo il piano vaccinale nazionale ed è in corso di definizione quello regionale che sarà presentato oggi: stiamo mettendo a punto l’organizzazione per essere pronti a partire con le nuove categorie in base alle indicazioni operative».

 

 

MARA VAROLI È iniziata la vaccinazione agli ultra 80enni assistiti a domicilio. La battaglia contro il covid continua, nonostante la difficoltà comune di reperire le dosi. E a Parma e provincia nelle Cra, comunità alloggio e famiglia, tra ospiti e...

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