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Animali e Covid

Enpa: «Un miracolo, tutti i nostri cani hanno trovato casa»

05 febbraio 2021, 05:03

Enpa: «Un miracolo, tutti i nostri cani hanno trovato casa»

GIOVANNA PAVESI

«Il 30 dicembre abbiamo dato in adozione l’ultimo cane che avevamo in carico, chiudendo così positivamente il 2020. Lo definisco un miracolo perché, nonostante la pandemia, in tanti si sono presi cura degli animali, a volte disabili e non facilmente collocabili».

Chiara Boni, responsabile delle adozioni dei cani dell’Ente nazionale protezione animali di Parma, il bilancio dell’anno appena trascorso lo traccia così. Perché anche se la diffusione del Covid-19 ha stravolto il quotidiano di tutti, compreso quello degli animali domestici e dei loro proprietari, il numero delle adozioni non è diminuito e non ha registrato cambiamenti significativi. E le cifre lo confermano.

Lella Gialdi, presidente dell’Enpa cittadino, conferma una tendenza stabile: «Nel 2020 abbiamo dato in adozione 52 cani, 80 gatti, qualche decina di cavie, un topino, molti uccellini, circa 20 criceti e una decina di conigli. In molti casi, gli animali sono rimasti soli a causa del virus, perché o i proprietari sono deceduti oppure, dopo il ricovero, si sono dovuti trasferire, dovendo rinunciare alla loro compagnia».

Anche il Comune ha registrato dati stabili e come confermato da Nicoletta Paci, assessore alla Partecipazione e ai diritti dei cittadini con delega al Benessere animale, «per quanto riguarda cani e gatti non ci sono stati significativi cambiamenti rispetto alle adozioni, così come non ce ne sono stati rispetto agli abbandoni». Nel 2020, infatti, l’amministrazione comunale ha contato l’ingresso di 314 gatti (nei due gattili municipali), con 230 adozioni, 13 affidi, 10 ricollocazioni sul territorio e 27 riconsegne (perché i gatti avevano un proprietario o un microchip); per quanto riguarda i cani, gli entrati sono stati 204, di cui 169 sono stati restituiti (grazie al microchip). Nel 2020 gli adottati sono stati 43, mentre quelli dati in affido temporaneo sono stati due. «La situazione economica è fortemente degradata e quest’anno le rinunce di proprietà sono state tante», spiega Gialdi, che descrive un preoccupante incremento del randagismo felino.

«Come Comune – aggiunge Paci – avevamo messo in campo il progetto Io resto a casa, che ha aiutato sia le persone colpite dal virus, sia quelle con difficoltà economiche, istituendo un servizio di spesa sospesa. Dalle 8 alle 22 una persona rispondeva alle chiamate, raccoglieva le richieste e mandava i volontari dove era necessario. In tutto il periodo di lockdown, il servizio, attivo 7 giorni su 7 e con assistenza post-telefonica, ha ridotto i casi di abbandono o di rinuncia, cosa che purtroppo accade spesso nei momenti di difficoltà».

Il progetto che, come confermato da Paci, si è potuto realizzare «grazie all’Organizzazione internazionale protezione animali e Sos Unità cinofile di soccorso di Langhirano», ha aiutato anche chi doveva accudire altri animali.

«Una signora ha chiamato disperata perché il posto di blocco le impediva di andare nella campagna di Soragna dalla sua pecora gravida. Lei ci ha passato la pattuglia che, con il nostro intervento, ha compreso la reale emergenza per la salute e la sopravvivenza dell’animale e ha scortato la donna. Un 90enne, durante il lockdown, ci telefonò perché nessuno lo poteva accompagnare dalle sue galline e le sue oche a Porporano. Sul posto sono andati i volontari», racconta Paci. Per Enpa, lo smart-working ha agevolato il numero di adozioni ma l’assessore ricorda: «Con le nostre interviste pre-adozione, cerchiamo di far capire all’adottante che gli animali non sono un bisogno temporaneo, ma sono un impegno, che comporta delle responsabilità».

 

GIOVANNA PAVESI «Il 30 dicembre abbiamo dato in adozione l’ultimo cane che avevamo in carico, chiudendo così positivamente il 2020. Lo definisco un miracolo perché, nonostante la pandemia, in tanti si sono presi cura degli animali, a volte disabili...

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