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La storia

Mosca chiama Fidenza, riconsegnata la gavetta del soldato Gorreri: emozioni on line

05 febbraio 2021, 05:02

Mosca chiama Fidenza, riconsegnata la gavetta del soldato Gorreri: emozioni on line

MICHELE DEROMA

La storia, diceva Cicerone, è maestra di vita. E oggi «è qui a dirci che grazie alla luce e all’amore di una semplice famiglia russa, un nostro concittadino fidentino ha potuto trovare la sua salvezza: e che grazie ad altrettanta passione, possiamo restituire la sua vicenda agli onori del mondo».

Il sentimento dell’intera comunità borghigiana e del suo primo cittadino Andrea Massari, è di ringraziamento commosso nei confronti della famiglia russa Prokhorov, che ieri, rappresentata dal giovane Eugenio Gavrik, ha conosciuto per la prima volta la realtà di Fidenza. Da dove nel 1942 arrivava Mario Gorreri, soldato impegnato in guerra, ma soprattutto uomo affamato e infreddolito, in cerca di riparo durante la tremenda campagna di Russia: Mario trovò ospitalità all’interno della casa della generosa famiglia Prokhorov, che aiutò successivamente Gorreri a rientrare in Italia. Dopo ben 79 anni, i discendenti di Gorreri e della famiglia Prokhorov si sono incontrati ieri in videoconferenza, esito di una ricerca storica durata ben nove mesi e condotta dall’Istituto italiano di Cultura a Mosca, con la collaborazione del Comune di Fidenza; della sezione di Parma dell’associazione nazionale degli Alpini e del gruppo di Fidenza dell’associazione Combattenti e reduci.

È stata grande l’emozione di Eugenio Gavrik, nonostante siano tre le generazioni che lo separino da coloro che ospitarono nella propria abitazione Mario Gorreri.

Del soldato fidentino, la famiglia russa ha conservato la gavetta, tramandata tra le generazioni: «Restituirla ai familiari di Mario Gorreri - ha evidenziato Eugenio - era il sogno di mio suocero, discendente diretto dei Prokhorov, che purtroppo è scomparso l’anno scorso e non è riuscito a vivere questo momento».

Quella gavetta sta ora per tornare a Fidenza, perché sarà restituita ai familiari di Mario Gorreri grazie alla generosità dello stesso Eugenio.

«Non è stato facile favorire l’avvio della ricerca storica per il ritrovamento dei familiari di Mario: è stato un mio collega di lavoro a trovare i rappresentanti dell’Istituto di Cultura a Mosca, che hanno proceduto alla ricerca storica».

Su quanto accadde in quel tremendo 1942, in casa Prokhorov, Eugenio non ha dubbi: «Mario non venne visto come un nemico, ma soltanto come un ragazzo affamato, esasperato dalla guerra e in cerca di aiuto».

Un messaggio che ha profondamente colpito i discendenti di Mario Gorreri, presenti nella sala consiliare del municipio di Fidenza: a prendere la parola il nipote Oreste, che ha rivolto un commosso ringraziamento ai discendenti della famiglia Prokhorov, per «la solidarietà dimostrata a nostro zio in un momento drammatico della sua vita. Mario era un soldato all’interno di una guerra di aggressione: lo ricordo ancora quando tornato dal fronte, mentre veniva a far visita alla madre, esprimeva parole di riconoscenza per la popolazione russa, da cui era stato aiutato a rientrare in Italia. Il ritorno della sua gavetta e la sua intera vicenda ci trasmettono un grande insegnamento: quello di vivere sempre in pace, per il progresso dell’umanità».

 

MICHELE DEROMA La storia, diceva Cicerone, è maestra di vita. E oggi «è qui a dirci che grazie alla luce e all’amore di una semplice famiglia russa, un nostro concittadino fidentino ha potuto trovare la sua salvezza: e che grazie ad altrettanta...

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