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BAR E RISTORANTI

Il pressing di Ascom e Confesercenti sul Governo: «Locali aperti anche a cena»

06 febbraio 2021, 05:01

Il pressing di Ascom e Confesercenti sul Governo: «Locali aperti anche a cena»

PIERLUIGI DALLAPINA

I ristoratori e i baristi di una Parma tornata in zona gialla da lunedì non vedono l'ora di restare aperti anche dopo le 18 e gli scienziati, per la prima volta, non dicono di no. Ma a essere precisi non dicono nemmeno di sì, perché il via libera dovrà arrivare da quel Governo che al momento ancora non esiste. In più va ricordato che la riapertura serale non dovrebbe essere per tutti i pubblici esercizi, privilegiando quelli in cui si può consumare al tavolo per neutralizzare i più stretti alleati del virus: gli assembramenti. Insomma, chi spera di cenare al ristorante – o di godersi un aperitivo lungo - già da questo weekend rimarrà deluso: i tempi delle eventuali riaperture serali non saranno immediati. Lo sottolineano (a livello nazionale e locale) Ascom e Confesercenti, che però tornano a chiedere all'esecutivo un allentamento dei divieti proprio alla luce delle ultime considerazioni del Comitato tecnico scientifico.

VERSO LA RIAPERTURA

«Il Cts ha detto che dal punto di vista della scienza ci sono i termini per riaprire, ma la decisione finale deve essere politica. È quindi necessario un provvedimento del Governo, che noi speriamo arrivi il prima possibile», commenta Claudio Franchini, direttore di Ascom, seguendo la linea della prudenza in una giornata in cui qualcuno si era lasciato andare a facili ottimismi circa la rapidità delle aperture serali. «Il Cts ha passato la palla al Governo. Per rendere possibili le aperture sarà necessaria o una modifica al Dpcm in vigore (che scadrà il 5 marzo, ndr) o un nuovo Dpcm, che ancora non c'è», ricorda sempre Franchini, prima di chiedere all'esecutivo di fare presto. «L'ultimo decreto ristori è bloccato per la situazione del Governo, ma senza aiuti e senza la possibilità di lavorare è molto difficile pensare di andare avanti. L'apertura è fondamentale per permettere alle aziende di sopravvivere fin quando sarà completata la campagna di vaccinazione».

Restare aperti a pranzo, ma chiusi la sera, per Franchini, e non solo per lui, è difficile da capire. «Lo trovo un'incongruenza. Se in zona gialla è possibile pranzare in sicurezza, perché non dovrebbe essere sicuro anche cenare? Adesso bisogna definire con precisione le norme di sicurezza nei locali e permettere un allungamento dell'orario di apertura, soprattutto per chi fa servizio al tavolo».

REGOLE E SICUREZZA

Antonio Vinci, direttore di Confesercenti, è in piena sintonia con il collega dell'Ascom. «Noi sosteniamo le riaperture serali dei pubblici esercizi. Ricordo che a livello locale si sono toccati cali di fatturato su base annua che oscillano fra il 50 e il 70%», spiega tracciando i contorni della crisi che attanaglia baristi e ristoratori. Le riaperture devono però seguire regole certe, in grado di garantire la sicurezza dei clienti e degli operatori. «Abbiamo bisogno di regole chiare, che permettano alle nostre aziende di lavorare con continuità e con un minimo di prospettiva. Non è più sostenibile una situazione in cui si va avanti con aperture a singhiozzo dettate dagli eventi». A proposito di rispetto delle regole, Vinci aggiunge: «Essere in zona gialla vuol dire trovarsi in un periodo delicato, da gestire con estrema attenzione. I nostri associati sono i primi a cui interessa la sicurezza, ma è necessario che anche le istituzioni e le forze dell'ordine si impegnino a far rispettare le regole nelle prossime settimane».

CONSUMAZIONI AL TAVOLO

Ma quali sono le regole da seguire? Una nota diramata ieri da Fipe-Confcommercio e da Fiepet-Confesercenti spiega che «il Cts ha infatti condiviso di valutare in modo differente i diversi profili di rischio all’interno del variegato settore della ristorazione, privilegiando chi ha a disposizione spazi e sedute per la consumazione di cibi e bevande». Insomma, chi resterà aperto dovrà imporre la consumazione al tavolo, evitando gli assembramenti al bancone. «Tale possibilità - continua la nota - dovrà essere accompagnata dal massimo rigore sull’applicazione di misure di sicurezza sanitaria: distanziamento di un metro non solo tra i tavoli, ma anche nelle aree di passaggio, l’utilizzo sistematico dei dispositivi di protezione individuale per gli addetti al servizio, l’esposizione di una chiara informativa all’esterno dei locali con l’indicazione della capienza massima». In più, allo stesso tavolo non dovrebbero sedersi più di 4 persone (se non conviventi) e sarebbero ancora vietate carte da gioco e giornali.

IL CTS FRENA

Pronti via? Neanche per sogno. Dopo alcuni annunci sulle imminenti riaperture serali (c'era chi fissava anche la data al 5 marzo) è lo stesso Cts a tirare il freno a mano. «Non c'è alcun via libera del Comitato tecnico scientifico alla riapertura della ristorazione nelle zone e negli orari che attualmente ne prevedono la chiusura. Nel verbale della riunione del Cts del 26 gennaio 2021 vi sono indicate, anzi, alcune considerazioni sul rafforzamento delle misure restrittive adeguandole alle caratteristiche strutturali dei locali e alla tipologia del servizio reso». Gli scienziati si sono espressi. Adesso tocca ai politici prendere una decisione.

 

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