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Trasporti

Ridurre la ressa sui bus: alle fermate spuntano gli steward

07 febbraio 2021, 05:01

Ridurre la ressa sui bus: alle fermate spuntano gli steward

GIOVANNA PAVESI

Il momento più critico è intorno alle 13.15, quando, a gruppi, i ragazzi riempiono gli spazi della pensilina, che sono limitati. Perché, anche se le corse aggiuntive ci sono e le fermate dei bus sono presidiate dagli addetti all’assistenza alla salita sui mezzi, qualche assembramento inevitabilmente si crea.

La linea 13, delle 13.17, che passa da via Toscana, rappresenta una delle fermate a maggior impatto, nonostante la presenza degli steward (due della One investigation agency e un addetto al movimento della Tep). Lì, a quell’ora, salgono gli studenti di Itis, Ipsia, Bertolucci e Giordani.

«I momenti più complessi sono sempre all’uscita, poi verso le 13.30 la confusione diminuisce. Con noi i ragazzi non hanno alcun problema: i primi giorni, alcuni non si aspettavano questo servizio, ma poi si sono adattati alle regole», raccontano Alessio Capelli e Marco Giara, entrambi addetti alla sicurezza e ai servizi di controllo, impiegati alla One investigation agency. Dalla riapertura delle scuole, nell’anno nuovo, verificano che le persone entrino sui mezzi muniti di mascherina e che si dispongano lungo tutto il mezzo con ordine. Ma non possono intervenire in alcun modo in strada, dove se qualcuno insiste nel non volere indossare correttamente i dispositivi sanitari, non hanno margine d’azione (perché gli unici autorizzati ad agire sono le forze dell’ordine). E di adolescenti indisciplinati ce ne sono diversi.

«Qualcuno sputa sul marciapiede, perché si sente invincibile, e altri ignorano le indicazioni anti-contagio», conferma Capelli, che insieme al collega ha sempre svolto servizi in locali e discoteche e, anche per questo, è abituato all’approccio con i minorenni. «Le persone di cui disponiamo sono preparate, perché sono già state a diretto contatto con il pubblico e hanno dimestichezza con questo linguaggio – racconta Maurizio Lavagetto, titolare della One investigation agency -. Con i minorenni è bene essere consapevoli del tipo di dialogo, ma i nostri ragazzi confermano di non aver avuto particolari problemi durante questi servizi». Lavagetto ricorda anche il consulto tra i suoi dipendenti e la Tep, che controlla l’andamento del servizio. «Il nostro, alla fermata, è un approccio informativo, anche perché quello è suolo pubblico - chiarisce -: diciamo ai ragazzi come dovrebbero salire sui mezzi e come comportarsi a bordo in questo particolare momento storico e verifichiamo che non ci sia ressa. La nostra figura è di assistenza e di rilievo».

«Con gli steward ci troviamo bene e cerchiamo di collaborare», racconta Andrea, studente 15enne dell’Itis, che attende il suo turno prima di salire. «L’aiuto degli addetti è sicuramente importante anche se sono soltanto in due e fanno quello che possono. Ma sugli autobus che vengono da fuori città il problema è ancora a bordo, non alla pensilina, dove a volte siamo ancora in tanti», specifica Hisham, 18enne dell’Itis. «Il servizio di assistenza funziona ma credo potrebbe essere organizzato ancora meglio – aggiunge Veronica, allieva 15enne dell’istituto tecnico industriale -. Noi siamo collaborativi, ma soprattutto con i bus che vanno (e vengono) da fuori città, in alcuni punti, i problemi con le resse ci sono».

«Credo non ci siano ancora corse a sufficienza, anche se sui mezzi c’è meno gente», aggiunge Francesco, alunno 17enne del Da Vinci. In generale, in via Toscana, un po’ di confusione all’uscita da scuola si crea, ma la salita sui mezzi risulta abbastanza rapida. Come indicato anche da Tep, lo stesso accade in viale Caprera, intorno alle 13.20, uno dei punti considerati più «caldi» in città. «Non segnalo criticità particolari al momento. Forse l’unica riguarda le linee urbane, perché i ragazzi non hanno la pazienza di aspettare la corsa aggiuntiva, magari per non separarsi dagli amici – racconta Luca Laifer, addetto al movimento di Tep -. Non ci sono state lamentele, anche perché ci sono molte vetture: i problemi non si creano».

Gli assistenti lasciano la postazione poco dopo le 13.30, dopo aver fatto salire gli ultimi studenti.

 

GIOVANNA PAVESI Il momento più critico è intorno alle 13.15, quando, a gruppi, i ragazzi riempiono gli spazi della pensilina, che sono limitati. Perché, anche se le corse aggiuntive ci sono e le fermate dei bus sono presidiate dagli addetti...

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