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CORONAVIRUS

Folla in centro L'appello del prefetto e del sindaco: «Serve prudenza»

08 febbraio 2021, 05:05

Folla in centro L'appello del prefetto e del sindaco: «Serve prudenza»

PIERLUIGI DALLAPINA

 

Nel primo fine settimana in zona gialla vie e locali sono tornati a riempirsi di gente. Soprattutto in centro storico, trovare un tavolino libero era un'impresa, perché dopo mesi di divieti la voglia di tornare alla normalità è sembrata più forte della paura del virus. È comprensibile. Ma se Parma e tutte le altre città d'Italia hanno ripreso a vivere - almeno fino alle 18, ora di chiusura per bar e ristoranti - non significa che possiamo considerarci fuori pericolo. Quindi, prudenza per scongiurare una terza ondata di cui tutti faremmo volentieri a meno. «Sono soddisfatto a metà, perché se c'è scrupolo nell'utilizzo della mascherina, indossata pressoché da tutti, bisogna migliorare il discorso degli assembramenti», afferma il prefetto Antonio Lucio Garufi, al termine del primo weekend di quasi libertà, che ha visto nuovamente riempirsi di gente il centro storico (e non solo).

«Certo, non si vuole colpevolizzare nessuno, ma allo stesso tempo non mi stancherò mai di ripetere che ognuno di noi deve essere il primo guardiano del rispetto delle regole, altrimenti andiamo poco avanti. Dobbiamo tutti assumere un atteggiamento responsabile, perché non si può pensare di posizionare un agente ad ogni angolo di strada. Serve prudenza, sempre».

Dopo mesi di clausura, la voglia di riaprire i locali non è un capriccio, ma una necessità per non far morire le città. Mascherina e distanziamento non devono però mai venire meno: il virus va molto più veloce della macchina dei vaccini.

«Nei giorni scorsi abbiamo partecipato a due incontri sulla vaccinazione per non farci trovare impreparati quando arriveranno le dosi. Il problema è che ora non ci sono abbastanza vaccini, per questo la somministrazione va avanti a marce ridotte», avverte il sindaco Federico Pizzarotti per chiarire a tutti che la scoperta del vaccino non significa la fine istantanea dell'epidemia.

Prima di cestinare per sempre le mascherine e tornare alla vita pre-Covid dovranno passare ancora diversi mesi. Nel frattempo a far paura sono le varianti del coronavirus, più aggressive e contagiose. Se il panorama che abbiamo di fronte è questo, gli appelli alla prudenza del prefetto e del primo cittadino non sono scontati, ma doverosi.

«Per restare in zona gialla ed evitare di dover richiudere tutto servono molta attenzione e intelligenza - sostiene Pizzarotti -. Così come ci sono le partenze intelligenti, mi auguro che la gente impari anche a prendere i caffè intelligenti». Evitando quindi di ammassarsi in pochi metri.

Contro gli assembramenti, il sindaco però non gioca la carta della repressione. «Non ho chiuso strade e piazze prima e non lo farò adesso. La gente ha già avuto a che fare con abbastanza divieti. Non voglio creare confusione ponendo altre limitazioni e altre variabili». Pizzarotti, al contrario, fa leva sul senso civico dei parmigiani: «Dovessimo tornare arancioni ci rimetteremmo tutti».

Gli assembramenti però non esistono solo in centro. I bus degli studenti sono un altro osservato speciale. «I ragazzi salgano anche sulle corse bis e ter - chiede il prefetto - perché hanno ancora indici di riempimento bassi». Il virus non si sconfigge quindi solo con il vaccino, ma anche con l'intelligenza. E la prudenza.

 

PIERLUIGI DALLAPINA Nel primo fine settimana in zona gialla vie e locali sono tornati a riempirsi di gente. Soprattutto in centro storico, trovare un tavolino libero era un'impresa, perché dopo mesi di divieti la voglia di tornare alla normalità...

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