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SCONTRINI E RIMBORSI

Trenta erogazioni per un pieno da 14 euro. I benzinai: «Stop ai furbetti del cashback»

08 febbraio 2021, 05:06

Trenta erogazioni per un pieno da 14 euro. I benzinai: «Stop ai furbetti del cashback»

PIERLUIGI DALLAPINA

 

«Un caffè vale come un televisore», assicura il sito che sponsorizza il concorso lanciato per invogliare i consumatori a usare i pagamenti elettronici al posto dei contanti. Per gareggiare, e sperare nel premio, non conta quanto si spende, ma il totale degli scontrini collezionati: chi ne ha di più avrà maggiori possibilità di incassare il rimborso.

La regola è semplice e se tutti fossero onesti a guadagnarci sarebbero sia i compratori che i venditori (il concorso serve anche a rilanciare il commercio reale, non quello online). Peccato che insieme alla regola sia spuntato anche l'inganno. I furbetti del cashback - dal nome del concorso a livello nazionale - sono già entrati in azione e a farne le spese sono, per ora, soprattutto i benzinai.

«Venerdì sera sono state fatte 30 erogazioni da pochi centesimi l'una, da parte dello stesso bancomat, per un totale di 13,97 euro di carburante. Questi furbetti del cashback vanno fermati. Solo che noi benzinai non sappiamo come fare. Quando gli impianti sono in modalità self service, la colonnina usata per pagare con carte di credito o bancomat è incustodita», si lamenta una benzinaia di Fontevivo (che preferisce restare anonima) presa di mira da uno di questi furbetti. «Giovedì - aggiunge - sono state fatte 7 erogazioni self service di carburante da un minimo di 58 centesimi ad un massimo di 88 centesimi, tutte a distanza di un minuto, e con lo stesso bancomat, per un totale di 7,60 euro».

Casi simili si stanno moltiplicando in tutta la provincia e in tutta Italia. È di pochi giorni fa la notizia di 62 transazioni, in 55 minuti, in una stazione di rifornimento in provincia di Cuneo con lo stesso obiettivo: fare scorta di scontrini per avere più possibilità di intascare i 1.500 euro di premio del Super cashback. Il premio del cashback (rimborso del 10%) sembra meno allettante. «Hai diritto al Super cashback se rientri nei primi 100.000 cittadini che hanno totalizzato, in un semestre, il maggior numero di transazioni con carte di credito, carte di debito e prepagate, bancomat e app di pagamento. Sono validi gli stessi acquisti del cashback e conta il numero di transazioni, non gli importi spesi (ad es. un caffè vale come un televisore)» si legge sul sito cashlessitalia.it.

Ma qualcuno inizia a storcere il naso. «Spero che annullino queste operazioni. L'acquisto di carburante dovrebbe essere escluso dal cashback» si lamenta Pietro Calersi, vicepresidente di Confesercenti e membro del direttivo della Federazione autonoma italiana benzinai (Faib). «Nel distributore di un mio collega di Cremona sono state fatte 40 operazioni per 6 euro di benzina. Questo concorso è un errore. Se è stato pensato per far emergere i pagamenti in nero, non credo sia la strada giusta».

Intanto, i furbetti mettono in difficoltà i gestori. «La maggior parte dei benzinai paga una commissione sul transato e non sulle operazioni. Ad esempio, se incassi 1.000 euro con i pagamenti elettronici paghi una percentuale su quella cifra. Altri, purtroppo, devono pagare una commissione per ogni operazione». E sono proprio loro ad essere danneggiati da chi stampa scontrini a raffica. «Sono favorevole alla moneta elettronica perché toglie il contante, grande tentazione per ladri e rapinatori. Ma se lo Stato volesse compiere un'operazione intelligente sul carburante, già gravato dalle accise, dovrebbe togliere l'Iva, perché le prime sono verificate dall'Agenzia delle Dogane, mentre la seconda dall'Agenzia delle Entrate. C'è una doppia verifica sullo stesso prodotto e quindi si potrebbe tagliare la burocrazia», suggerisce Calersi, prima di tornare a parlare dei danni combinati dai furbetti. «Chi fa tanti scontrini rischia di esaurire la carta dentro la colonnina del pagamento. Ma quando finisce la carta, per ragioni di sicurezza, si blocca tutto l'impianto». E tanti saluti agli scontrini, ma anche agli incassi.

 

PIERLUIGI DALLAPINA «Un caffè vale come un televisore», assicura il sito che sponsorizza il concorso lanciato per invogliare i consumatori a usare i pagamenti elettronici al posto dei contanti. Per gareggiare, e sperare nel premio, non conta quanto...

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