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STALKING

Il nuovo compagno perseguita l'ex di lei. E tenta di speronarlo: condannato

09 febbraio 2021, 05:07

Il nuovo compagno perseguita l'ex di lei. E tenta di speronarlo: condannato

GEORGIA AZZALI

Ormai era solo l’ex. Eppure era ancora al centro dei pensieri (vendicativi) del nuovo compagno della donna con cui aveva vissuto per anni. Lui che perseguita lui, dunque: minacce, inseguimenti. E un astio crescente, fino a disegnare piani folli per cercare di punire l'uomo che forse considerava ancora un rivale. Così pieno di risentimento da aver tentato di speronare l'auto su cui viaggiava Giovanni (lo chiameremo così) insieme a un suo dipendente e al figlio, un ragazzino di 12 anni.

Accusato di stalking, nei giorni scorsi l'uomo - un cinquantenne di origine napoletana, da tempo residente a Parma - è stato condannato a 1 anno. Il giudice gli ha concesso la sospensione della pena, a patto che, come richiesto dal pm Laila Papotti, risarcisca l'ex compagno della donna, che si era costituito parte civile.

Più che uno contro l'altro, il nuovo arrivato contro un passato che per lui era ancora presente. Ma perché tanto rancore? Forse i timori che Giovanni aveva espresso per il figlio, quando aveva saputo che il nuovo compagno della madre aveva qualche macchia nel proprio passato, nemmeno tanto remoto, tra cui una condanna, seppure in primo grado, per maltrattamenti nei confronti della ex moglie. Ben poco gradite, però, quelle preoccupazioni, tanto da scatenare nel nuovo compagno della donna reazioni piene di livore. Era partito con le intimidazioni, ma poi era diventato un'ombra minacciosa che incombeva su Giovanni sempre più spesso: se lo era ritrovato alle calcagna persino mentre stava andando a una cena della Croce Rossa.

Un sorvegliato speciale. Da un guardaspalle che però aveva intenzione di metterla a rischio la sua sicurezza, come quella volta che Giovanni, titolare di un'area di servizio, in macchina con un dipendente e il figlio, si era visto piombare addosso l'auto del cinquantenne e per un soffio aveva evitato di finire in un fosso.

Così spaventato da quella presenza inquietante, che Giovanni aveva deciso di andarsene in giro sempre più spesso con un suo dipendente o con qualche amico. In quei mesi, tra settembre 2014 e novembre 2015, capitava spesso che lo vedesse comparire anche quando andava in banca o davanti allo studio dello psicologo dove si svolgevano i colloqui per il figlio. Un giorno, poi, persino uno dei dipendenti di Giovanni aveva rischiato il peggio: il compagno della sua ex l'aveva molto probabilmente scambiato per il suo bersaglio e avrebbe tentato di investirlo.

Mesi di ansia e minacce. «Ti ammazzo, non arrivi a domani», si era anche sentito dire Giovanni. Che più che per sé, ha sempre avuto paura per il figlio. Un ragazzino spaventato nel mezzo di una guerra privata.

 

 

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