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Lutto

Mora: le borsette il suo regno, la corsetta la sua passione

di Lorenzo Sartorio -

10 febbraio 2021, 05:07

Mora: le borsette il suo regno, la corsetta la sua passione

Faceva parte, e ne andava fiero, di quella sparuta pattuglia di podisti antelucani che, tutte le mattine, appena viene aperto il portone, si infilano in Cittadella per l’oretta di corsa o di camminata della salute sui bastioni.

Questo, non solo in estate, ma anche in inverno quando, sul cielo della fortezza farnesiana, brillano ancora luna e stelle e la «galabrùzza» ricama di bianco le piante.

Tiziano Mora, storico «podista antelucano» della Cittadella, è scomparso ieri all’età di 64 anni dopo avere lottato come un leone contro il male che lo aveva colpito circa un anno fa.

Nato a Parma, ma con infanzia, adolescenza e giovinezza vissute a Traversetolo, era figlio di Ezio, originario di Monchio delle Corti, che iniziò come garzone del fornaio di Panocchia, per poi aprire un forno a Traversetolo dove Tiziano, ancor giovane, affiancò il padre, la madre, il fratello e le sorelle.

Nel 1986, dopo la morte della sorella Daniela, Tiziano, decise di cambiare lavoro stabilendosi definitivamente a Parma dove, partendo da zero, aprì un’attività volta alla commercializzazione di eleganti borse personalizzate per boutiques e accessori vari.

In poco tempo conquistò una vasta ed importante clientela, non solo in Emilia, ma anche in Liguria e Toscana, in modo particolare nelle Cinque Terre, in Versilia, Garfagnana ed in Lunigiana. Gli piaceva il suo lavoro che svolgeva con straordinaria professionalità, quel tocco di eleganza ma, soprattutto, con quella contagiosa simpatia che lo aveva fatto amare ed apprezzare da tantissimi clienti.

Una bontà senza limiti, quella di Tiziano, insieme ad una generosità vera in un carattere da cavaliere e guerriero antico. Anche perché non si arrendeva mai come ha dimostrato anche nel corso della malattia che ha affrontato, non solo con coraggio, ma con quella dignità che gli era propria. Amava tantissimo la «sua» Cittadella e i suoi compagni di corsa, in modo particolare Silvia, Antonio e Luciano, che gli sono stati accanto fino all’ultimo.

Tra i fondatori dell’associazione «Amici della Cittadella», presieduta dal notaio Arturo Dalla Tana, era pure molto legato ad Adriano Catelli che stimava molto per le attenzioni che questi riservava al parco cittadino che lo vide custode per oltre sessant’anni.

Estate ed inverno, con una maglietta ed un paio di braghette nere, fisico atletico e asciutto, viso da attore, di quelli che interpretano il ruolo del poliziotto duro ma buono, milanista sfegatato, uno sviscerato amore per Parma, la sua storia e le sue tradizioni, Tiziano, aveva nel proprio dna il sacrale valore dell’amicizia vera alla quale non venne mai meno. Chi gli era amico veramente, per lui, era come un fratello o una sorella e, di conseguenza, si comportava. Era molto legato alle sorelle Elena ed Anna, ai cognati Giuseppe ed Antonio, ai nipoti Daniele con Ornella e la piccola Melania, Daniela e Michele.