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Parma, aumenta il possesso palla, calano gol e risultati

10 febbraio 2021, 05:04

Parma, aumenta il possesso palla, calano gol e risultati

PAOLO GROSSI

 

Scavare nelle pieghe di questo momento così negativo del Parma non è la cosa più gradevole che possa toccarci perché per andare a fondo nelle cause del mancato rendimento si rischia di dover giudicare atteggiamenti mentali e caratteriali che escono dai confini della critica calcistica. Già, perché se è vero che qualcuno punta il dito sulla condizione fisica, è anche vero che il Parma, fin dalle prime giornate, è quarto in serie A per chilometri percorsi. Se poi, come sarebbe giusto, andiamo a sezionare i 110,6 chilometri che globalmente i crociati si fanno in una partita (solo Inter, Lazio e Napoli macinano più strada) allora possiamo magari vedere che che manca la velocità, o che si fanno pochi anticipi, ma in entrambi i casi subentrano fattori esterni: nel primo la composizione delle fibre muscolari che ci differenzia in veloci e no, nell'altro l'atteggiamento mentale che ti spinge a cercare giocate più o meno coraggiose.

STERILE POSSESSO

Quindi fa bene D'Aversa a stringere la dieta dei suoi per far lievitare la massa magra, ma dovendo puntare il dito su qualcosa per provare a spiegare perché la squadra va così male ci viene in mente altro. Spulciando i dati sulle varie partite ad esempio ne è emerso uno curioso: secondo la Lega Calcio il Parma nelle 5 partite disputate dopo il ritorno di D'Aversa ha avuto complessivamente un possesso palla del 51,8%. Ecco perché non è più il Parma di una volta. Paradossalmente delle 16 gare sotto la guida di Liverani, cioè un allenatore che avrebbe dovuto puntare di più sul possesso palla, la media era stata del 41,4%. Con la Lazio il Parma ha tenuto palla per il 48% del tempo, con il Sassuolo il 49, con la Samp il 51, col Napoli il 55 e con il Bologna il 56. Una escalation insomma inversamente proporzionale alla resa sul campo. Strano, si direbbe, ma poi scorporando il dato emerge un dettaglio rivelatore: il Parma è 8° per possesso palla nella propria metà campo (15'50'' a partita) ma solo 18° per possesso nella metà avversaria (9'45''). La ratio sarebbe quella di gestire palla con il fraseggio per scollare le linee avversari, creare spazi di mezzo tra i posizionamenti altrui e infilarci la palla per andare a fare male. In realtà se funzionava così per il Napoli di Sarri e il City di Guardiola; noi non abbiamo in fase di costruzione bassa dei raffinati palleggiatori in grado di superare ogni forma di pressing. Viene da pensare che gli avversari spesso si limitino a una efficace ma non esasperata pressione per rallentare la ripartenza dei crociati e avere il tempo per posizionarsi. Così, una volta predisposto il raddoppio di marcatura su Gervinho, non c'è più da preoccuparsi di nulla.

EVOLUZIONE?

In questo campionato il possesso palla del Parma è stato ai minimi solo con le milanesi (33% col Milan e 36% con l'Inter) e infatti si sono segnati più gol (e splendidi, tra l'altro) al Mezza in due partite che al Tardini in undici. Nel primo anno di A non c'era quel Kulusevski che la passata stagione sapeva sia palleggiare che, soprattutto, saltare secco un avversario e puntare verso la porta. Il Parma allora si arrangiò così: 32% di possesso palla in Inter-Parma 0-1, 43 in Genoa-Parma 1-3, 33 in Torino-Parma 1-2 e 38 in Fiorentina-Parma 0-1. La sensazione attuale è che una squadra nata per agire di rimessa non abbia, oltre alla velleità, i mezzi tecnici e mentali per fare un calcio diverso o comunque non lo sappia rendere redditizio come a tratti, ma solo a tratti, ha fatto il Sassuolo. Errori come quello di Hernani che ha portato al 2-0 della Samp poi vanno a intaccare quella fiducia che serve per palleggiare sotto pressione. Un tempo ci stava il voler migliorare l'estetica del gioco e soprattutto cercare le contrarie alle misure preventive adottate dagli avversari per non regalarti spazio: a questo punto però si deve solo pensare al sodo e i numeri che abbiamo riportato sembrano indicare la via.

 

PAOLO GROSSI Scavare nelle pieghe di questo momento così negativo del Parma non è la cosa più gradevole che possa toccarci perché per andare a fondo nelle cause del mancato rendimento si rischia di dover giudicare atteggiamenti mentali e...

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