Sei in Gweb+

Inchiesta

A scuola fino a fine giugno: i presidi di Parma per ora frenano

11 febbraio 2021, 05:08

A scuola fino a fine giugno: i presidi di Parma per ora frenano

Luca Molinari

 

I presidi parmigiani appaiono cauti sul prolungamento delle lezioni fino a fine giugno, come ipotizzato dal premier incaricato Mario Draghi.

La maggior parte ritiene complicato e inutile intervenire ora, dato che veri e propri stop alle lezioni non ce ne sono stati.

Nelle scuole del primo ciclo (elementari e medie) la didattica è sempre stata mantenuta in presenza mentre alle superiori la Dad (didattica a distanza) non ha mai subito interruzioni. Non manca invece la disponibilità a ragionare su come rivedere il calendario a partire dal prossimo anno scolastico.

Mette d’accordo tutti anche il potenziamento del corpo docenti, per fare in modo che a settembre tutti i prof siano in cattedra.

«Investire sulla scuola è sempre positivo - commenta Giovanni Brunazzi, preside del liceo Ulivi -. Come persona che rappresenta una istituzione pubblica cerco di mettere in atto nel miglior modo possibile quello che l’Amministrazione pubblica suggerisce di fare. Quanto al calendario scolastico, ritengo opportuno mettersi attorno a un tavolo e discuterne assieme, al di là della contingenza. Oggi è innegabile che le esigenze delle famiglie siano molto diverse rispetto a quelle degli anni Settanta e Ottanta».

È favorevole a una revisione del calendario scolastico Chiara Palù, preside dell’istituto comprensivo Micheli. «Abbiamo un calendario squilibrato, con periodi troppo lunghi di lavoro e di vacanza - osserva -; andrebbe ridistribuito prendendo spunto da quello che già avviene in tanti stati esteri. Al momento bisogna capire nei dettagli cosa avverrà realmente, ma siamo fiduciosi. Mario Draghi è una persona di grande spessore, speriamo che possa fare tanto per la scuola. Abbiamo bisogno di una ventata di cambiamento ed è giusto parlarne assieme».

Più cauta Elisabetta Botti, preside dell’Itis.

«Per questo anno scolastico non vedo la necessità di prolungamenti, perché la Dad ha funzionato - spiega -. Una volta terminate le lezioni, se arrivassero dei finanziamenti, si potrebbero realizzare delle progettualità nuove, di tipo laboratoriale, ma extrascolastiche».

«Un conto è prevedere dei momenti di recupero ad hoc per gli studenti che lo necessitano, ma allungare l’anno scolastico in così poco tempo lo ritengo poco fattibile, almeno per ora. Forse sarebbe più opportuno anticipare il ritorno a scuola a settembre - sostiene Pier Paolo Eramo, preside dell’istituto comprensivo Parma Centro -. Giustissimo invece poter avere a disposizione l’organico dei docenti nei giusti tempi anziché a ottobre, per una corretta progettazione dell’offerta didattica».

 

La speranza di Giovanni Fasan, preside dell’istituto Melloni, è quella di «poter disporre di tutte le risorse umane necessarie per tempo, così da iniziare il nuovo anno scolastico con tutti i docenti in cattedra».

Quanto al calendario «la didattica a distanza ci ha consentito di non fermare mai le lezioni - commenta -. Non ritengo giusto allungare ulteriormente l’anno scolastico a studenti e docenti che hanno già alle spalle nove mesi di lezione. Trovo invece positivo dar vita una riflessione sul calendario dei prossimi anni scolastici».

È chiara Paola Piolanti, preside dell’istituto comprensivo Albertelli: «Avere a disposizione l’organico al completo all’inizio della scuola, ci consentirebbe di rispondere pienamente ai bisogni delle famiglie - afferma -. Non mi sembra invece giusto prolungare le lezioni fino a fine giugno, dato che gli studenti del primo ciclo non hanno perso nemmeno un giorno di scuola».

 

Luca Molinari I presidi parmigiani appaiono cauti sul prolungamento delle lezioni fino a fine giugno, come ipotizzato dal premier incaricato Mario Draghi. La maggior parte ritiene complicato e inutile intervenire ora, dato che veri e propri stop...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal