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Scomparsa

Claudia Casali, l'amata «prof» che oltre ai classici spiegava la vita

di Lorenzo Sartorio -

11 febbraio 2021, 05:05

Claudia Casali, l'amata «prof» che oltre ai classici spiegava la vita

Una fine intellettuale di razza, colta, amante del bello e della classicità, un’insegnante di generazioni di parmigiani e parmigiane. Una persona schietta e diretta che, pur essendo un’apprezzata docente di latino e greco, non disdegnava, al momento giusto, la spiritosa battuta in «djalètt pramzàn» o, essendo un'ottima cuoca, di esibirsi ai fornelli per cucinare i piatti della nostra tradizione.

Claudia Casali è scomparsa nei giorni scorsi a 77 anni, sconfitta da una malattia che da qualche tempo la imprigionava.

Parmigiana della Parma «antica», nata in via Felice Cavallotti, figlia di un ferroviere, fin da ragazza si impegnò tantissimo negli studi fino a laurearsi brillantemente in lettere classiche all’Università di Bologna. La prima cattedra, che durò quasi una vita, fu al liceo classico del Convitto nazionale Maria Luigia, prima al ginnasio poi al triennio. Amava tantissimo le proprie materie, tant’è che, dopo circa 40 anni di docenza nell'istituto di via Padre Onorio (la stessa in cui abitava), non si rassegnò alla vita di pensionata approdando all’Università di Trento dove insegnò greco, quella lingua e quella cultura antica che l’avevano stregata tanti anni prima.

Colta e curiosa, amava viaggiare e immergersi nelle letture che la riportavano in quei mondi classici che, per anni, descrisse ed insegnò ai suoi allievi. Esibiva con simpatia e naturalezza la sua schietta parmigianità, in questo «contagiata» dalla profonda amicizia con l’indimenticato don Igino Marchi, che la unì in matrimonio con Augusto Vignali, noto grafico pubblicitario.

Don Igino, anch’egli insegnante al Maria Luigia, sacerdote di profondissima cultura, saggista, apprezzato conoscitore della storia, del dialetto e delle tradizioni parmigiane, autore di interessanti pubblicazioni realizzate dalla casa editrice Battei, fu spesso ospite di Claudia ed Augusto per piacevoli conversazioni culturali.

«Claudia- ricorda Giulio Belletti, ex campione di volley e titolare dello studio Bll - è stata nostra insegnante ai tempi del ginnasio. Allora era una giovanissima prof e con noi aveva, fin da subito, instaurato un bellissimo rapporto. Esigente e burbera, ma solo in apparenza, è stata figura fondamentale in quel delicato periodo di crescita tra i 14 e i 16 anni. La sua pungente ironia la portava spesso a scherzare con noi, ma quando era il momento di fare sul serio si studiava tanto. Il greco con lei ci è diventato quasi familiare. A quei tempi abbiamo avuto l’impagabile privilegio di avere insegnanti come Claudia, don Marchi e Petrolini, figure straordinarie che hanno rappresentato un momento di arricchimento che ancora ci portiamo dentro come bene prezioso. Negli anni, l’amicizia con Claudia e Augusto, suo delizioso compagno di vita, è continuata e anzi si è ancor più rafforzata. L’affetto tra di noi è sempre stato intenso e presente e lei, quando ci si incontrava, era sempre attenta e interessata alla vita di noi suoi ex alunni ormai diventati uomini. Con le sue lezioni è stata negli anni punto di riferimento anche per tanti dei nostri figli. Mi mancherà molto non poterla più incontrare nei borghi della nostra città: due chiacchiere con lei erano un momento intenso di ricordi e di emozioni di anni trascorsi insieme. Sono certo di avere un grande debito di riconoscenza nei suoi confronti».

«Ci sentivano spesso con Claudia - afferma Marco Manfredi, direttore generale di Publitalia - L’ultima volta è stato a Natale per scambiarci gli auguri. Non è stata solo una bravissima insegnante, ma per noi ragazzi della quarta e quinta ginnasio di allora è stata una compagna di classe: oltre latino e greco, ci ha insegnato la vita. Una donna colta, responsabile, tosta, ma tanto sensibile e molto attenta alla problematiche giovanili. Non la dimenticherò mai come non dimenticherò don Igino Marchi, un mito e grandissimo amico della prof».