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Tabiano

Focolaio Covid alla casa di riposo: 44 contagiati

di Monica Tiezzi -

13 febbraio 2021, 05:08

Focolaio Covid alla casa di riposo: 44 contagiati

Focolaio Covid nella casa per anziani «Giuseppe Verdi», a Tabiano: contagiati 36 ospiti sui 54 che alloggiano nella residenza e otto operatori su 23, a pochi giorni dalla seconda dose di vaccino.

L'EX ALBERGO DI VERDI

Nella struttura di viale Fidenza (l'ex albergo dove alloggiava Giuseppe Verdi quando veniva a fare le cure termali a Tabiano, convertito da tempo in casa per anziani e gestito da una srl privata) circa a metà gennaio sia ospiti che personale erano stati vaccinati da un team dell'Ausl, in collaborazione con il medico della residenza e gli operatori dell'Usca, con la prima dose.

Sabato 6 febbraio è stata somministrata la seconda dose.

GIÀ TUTTI VACCINATI

Per Andrea Deolmi, direttore del Distretto Ausl di Fidenza, non c'è da stupirsi se il focolaio si è sviluppato in una comunità in corso di vaccinazione. «L'immunizzazione, a seconda del tipo di farmaco somministrato, scatta a circa due settimane dalla seconda dose», spiega infatti il dirigente dell'azienda sanitaria.

NESSUN RICOVERO

Nessuno dei contagiati al momento versa in gravi condizioni e nessuno - nè fra gli anziani, nè fra gli operatori - ha avuto bisogno di un ricovero ospedaliero. Ma certo la situazione, vista anche l'età della maggioranza degli infettati, è strettamente monitorata dal Servizio di igiene pubblica dell'Ausl, dice Deolmi.

TAMPONI A TAPPETO

La certezza che si fosse scatenato un focolaio si è avuta giovedì, dopo che martedì qualche ospite aveva lamentato alcuni sintomi tipici del Covid.

Le visite interne, e poi quelle condotte dai medici dell'Usca anche con l'ausilio di indagini strumentali, hanno avvalorato l'ipotesi del contagio da coronavirus. A quel punto mercoledì sia ospiti che personale sono stati sottoposti a tampone e il giorno dopo è arrivata la conferma dei 44 casi di positività.

ISOLATI I CONTAGIATI

Subito, spiega Deolmi, sono scattate le procedure per l'isolamento dei contagiati, alloggiati in stanze singole, in modo da tutelare gli ospiti non infettati.

«Il personale non contagiato si è messo a disposizione, anche con turni straordinari, per far fronte all'emergenza e gli amministratori della residenza stanno valutando assunzioni a tempo determinato per garantire a tutti la necessaria assistenza» dice il dirigente Ausl. Ovviamente sono state interrotte le visite da parte dei familiari.

I PRECEDENTI

Non è il primo caso di focolai in case di riposo dove erano state avviate, e a volte anche concluse con la seconda dose, le vaccinazioni. Tre, ad esempio, i casi in Puglia: in una Rsa a Monteroduni (Isernia), dove erano già state somministrate le secondi dosi, si sono ammalati la metà dei 42 ospiti; a Matino (Lecce) 69 fra ospiti e personale di una residenza contagiati dopo la prima dose; lo stesso ad Adelfia (Bari), dove in una struttura si sono ammalate 28 persone.