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PERICOLI IN RETE

Riunioni online, come neutralizzare i pirati informatici

14 febbraio 2021, 05:02

Riunioni online, come neutralizzare i pirati informatici

PIERLUIGI DALLAPINA

 

Immaginate di organizzare una festa, di attaccare dei manifesti qua e là per pubblicizzarla e poi di spalancare le porte di casa senza fare un minimo di selezione all'ingresso. C'è un altissimo rischio di trovarvi fra i piedi un'orda di scalmanati che vi rovinerà la serata. Da parecchi mesi feste e riunioni sono proibite – il contagio è sempre in agguato – e così quello che non si può programmare nella realtà prende vita nel mondo virtuale. Ma anche in questo caso bisogna stare attenti a spedire gli inviti, perché la rete pullula di sabotatori, attratti in modo morboso dagli appuntamenti istituzionali. Protetti dall'anonimato, si divertono (chissà poi che divertimento) a inondare di volgarità seminari, assemblee e presentazioni online.

Il loro repertorio è allo stesso tempo scontato e sgradevole (per usare un eufemismo): si va dai video porno alle foto di donne nude, dalle immagini di Mussolini alle svastiche, dagli audio con bestemmie ai rutti e alle parolacce. L'obiettivo dei sedicenti hacker è semplice: rovinare la festa a chi è online per lavoro. Ma esistono alcuni trucchi di buon senso – non serve essere un mago del pc – per lasciarli fuori dalla porta.

LE INCURSIONI

In Italia dilagano ovunque e anche Parma non è immune dalle scorrerie di questi volgari disturbatori. Nel giro di pochi giorni sono andati a segno un paio di volte. Il 27 gennaio la prima «vittima» è stata l'assemblea, ovviamente online, del consiglio dei cittadini volontari del quartiere Lubiana, naufragata dopo pochi minuti a causa degli hacker. Nel Giorno della memoria, i pirati hanno deciso di fare incursione a suon di canti fascisti e foto del Duce. La riunione è poi riuscita a proseguire, ma in un'altra «stanza» online.

Pochi giorni dopo è toccato a un incontro sulla clausura emotiva provocata dal Covid, organizzato dalla Federazione italiana donne arti professioni e affari. Anche in questo caso ci sono stati insulti e bestemmie, ma con una variante: i canti del Ventennio hanno ceduto il posto all'inno dell'Urss. La riunione, una volta sabotata, non è più riuscita a ripartire: a nulla sono servite le proteste degli organizzatori e le minacce di denuncia. La terza incursione cittadina ha preso di mira un incontro sulla storia e le storie di Parma organizzato dal Teatro Migrante. Il repertorio era sempre lo stesso: frasi razziste, volgarità varie e bestemmie.

Casi analoghi sono stati registrati a Torino ai danni dell'Anpi, dell'Arcigay e di un incontro della comunità cinese, ma anche a Reggio Emilia. Della serie: la realtà virtuale sa essere anche peggio della vita di tutti i giorni.

I RIMEDI

I pirati informatici però non sono invincibili e le loro scorribande possono essere fermate. Basta un po' di buon senso, come viene ribadito dalla questura di Parma. Il miglior modo per lasciare fuori dalla porta gli ospiti sgraditi è non dare loro l'indirizzo di casa. Chi organizza un incontro online con più partecipanti deve stare attento a non pubblicizzare sui canali aperti il link per accedere alla riunione. Quindi, non pubblicare mai questo link sui siti o sui social network, perché chiunque potrebbe cliccarlo ed essere così invitato alla vostra riunione. Al contrario, bisogna spedire il link in modalità riservata, stando bene attenti a inviarlo a persone conosciute e interessate a partecipare all'incontro. Se questo non fosse possibile, perché la riunione online deve essere aperta al pubblico, è giusto individuare un amministratore in grado di cacciar fuori dalla porta chi partecipa solo per disturbare, insultare e sabotare.

In base alle esperienze raccolte dalla polizia di Stato, il 90% degli attacchi alle riunioni online è condotto da chi ha trovato senza alcuna difficoltà il link per partecipare, mentre è rarissimo il caso di pirati che, non invitati, riescono a forzare i cordoni di sicurezza della rete per far naufragare gli appuntamenti.

I REATI

Chi pensasse di ridurre questi sabotaggi a delle goliardate dovrebbe dare un'occhiata al codice penale. Quelli che per qualcuno potrebbero sembrare scherzi, in realtà sono reati. L'accesso abusivo a un sistema informatico protetto da misure di sicurezza è punito con la reclusione fino a tre anni (se a commettere il reato è un pubblico ufficiale o qualcuno che usa violenza pur di riuscire ad accedere la reclusione va da uno a cinque anni). Qua però si parla di pirateria informatica vera e propria, mentre per le incursioni che incitano all'odio razziale e alla discriminazione si rischiano fino a tre anni di reclusione (legge Mancino). Coloro che invece si intrufolano in un incontro online per insultare uno o più partecipanti commettono il reato di diffamazione aggravata, rischiando da sei mesi a tre anni di reclusione o una multa non inferiore a 516 euro. Infine, chi si intrufola in una riunione online usando un'identità falsa (o rubata ad un altro) rischia un anno di reclusione. A volte le bravate costano caro.

 

 

PIERLUIGI DALLAPINA Immaginate di organizzare una festa, di attaccare dei manifesti qua e là per pubblicizzarla e poi di spalancare le porte di casa senza fare un minimo di selezione all'ingresso. C'è un altissimo rischio di trovarvi fra i piedi...

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