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Casa protetta, il contagio tra la prima e la seconda dose di vaccino

14 febbraio 2021, 05:07

Casa protetta, il contagio tra la prima e la seconda dose di vaccino

Il medico della casa anziani Verdi lo ripete più volte: «Fino a questa settimana non c'è stato alcun contagio in questa struttura, neanche all'esordio della pandemia e durante il primo lockdown. Le misure di sicurezza non sono mai state allentate e la residenza è rimasta “pulita” fino alla settimana scorsa», dice Gerace.

Difficile al momento ipotizzare come il virus sia entrato fra le mura della residenza di via Fidenza. «La residenza è in possesso di regolare autorizzazione al funzionamento come C.R.A. residenza per anziani, e ha espletato tutti gli obblighi in materia di sicurezza L.81/2008 ex L. 626», si legge sul sito web della casa Verdi, dove si spiega anche che la residenza si avvale, oltre che di infermieri, anche di un fisioterapista, un animatore, operatori socio-sanitari e tutor.

Le visite dei familiari, continua Gerace, avvengono tenendo i parenti distanziati e dietro una vetrata e ultimamente vengono privilegiate le videochiamate. La mensa è comune ma anche qui, dice il medico della struttura, viene rispettato il distanziamento.

«A noi non risultano incidenti che possano aver innescato il contagio. Comunque indagheremo a valuteremo se ci sono state disattenzioni», aggiunge Gerace.

Anche Andrea Deolmi, direttore del distretto Ausl di Fidenza, dubita che «ci sia stato un allentamento delle misure di sicurezza, magari in seguito alla vaccinazione. Purtroppo il Covid si conferma altamente contagioso. Il Servizio di igiene pubblica dell'Ausl sta anche valutando se eseguire indagini di secondo livello sui tamponi per stabilire se per caso siamo in presenza della variante inglese. Al momento non ci sono elementi nè per confermarlo nè per escluderlo».

L'ipotesi che per ora si fa strada è che a portare l'infezione possa essere stato qualche elemento esterno asintomatico e quindi inconsapevole di poter essere veicolo di infezione. Di certo, dice Deolmi, c'è che, visto l'elevato numero di contagiati, difficilmente il lavoro di contact tracing potrà portare ad una risposta certa sull'origine dell'infezione.

Intanto gli ospiti malati sono seguiti dal medico della struttura e dall'Usca, che a loro volta sono in stretto contatto con i medici del padiglione Barbieri dell'ospedale Maggiore, che ospita i malati Covid di Parma e provincia. Non solo per l'ipotesi di altri ricoveri, ma anche per stabilire insieme protocolli terapeutici.

m.t.

 

 

Il medico della casa anziani Verdi lo ripete più volte: «Fino a questa settimana non c'è stato alcun contagio in questa struttura, neanche all'esordio della pandemia e durante il primo lockdown. Le misure di sicurezza non sono mai state allentate e...

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