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'NDRANGHETA

Gigliotti e la rete dei prestanome, tra familiari, amici e professionisti

di Georgia Azzali -

14 febbraio 2021, 05:06

Gigliotti e la rete dei prestanome, tra familiari, amici e professionisti

Prima la corrente infernale di «Stige», la maxi inchiesta di Catanzaro che nel 2018 l'aveva fatto finire in cella con l'accusa di associazione mafiosa. Poi il ciclone «Work in progress», l'indagine parmigiana, portata avanti dalla Finanza, che ha scoperchiato il sistema di frode su cui si sarebbe retto il suo piccolo impero e l'ha fatto tornare dietro le sbarre. Due indagini e altrettante condanne (in primo grado): 10 anni a Catanzaro, 6 anni e 4 mesi a Parma. Ma Franco Gigliotti, fondatore della G.F. Nuove Tecnologie, in pochi anni diventata leader nel settore dell'impiantistica industriale, avrebbe trovato la strada per portare avanti gli affari e per preservare i beni dagli «attacchi» della legge. Prestanome fidati, ecco l'escamotage per continuare ad esserci senza comparire. Così Gigliotti avrebbe potuto contare su familiari, parenti, dipendenti, ma anche professionisti, tra cui una commercialista con studio in città, e imprenditori. Oltre alla ex moglie e alla figlia, sono 12 le persone che - secondo il tribunale di Bologna - avrebbero creato quella rete che faceva da schermo. Teste di legno a cui, oltre allo stesso Gigliotti, l'altro ieri sono stati sequestrati quote societarie, immobili e conti. Quel tesoro da 13 milioni che - salvo nuovi pronunciamenti dei giudici - non potranno più gestire, passato nelle mani di Anna Maria Ansaloni, l'amministratrice nominata dal tribunale.

Uomini e donne, quasi tutti di origine calabrese ma residenti da tempo nel nostro territorio, indispensabili per non far emergere il volto del «vero» titolare del patrimonio. L'«abituale modus operandi di Gigliotti - scrivono i giudici bolognesi nel decreto di sequestro - connotato dal sistematico ricorso a trasferimenti di beni e quote societarie in favore di prestanome e/o società controllate al fine di eludere l'apposizione di vincoli reali per effetto di provvedimenti dell'Autorità giudiziaria e/o al fine di frodare il fisco». Nel maggio del 2018, quattro mesi dopo l'arresto per l'inchiesta «Stige», Gigliotti cede il 96% delle quote di una srl di sua proprietà alla figlia di un amico. Ma il tribunale mette in evidenza anche «il trasferimento della proprietà dell'intero capitale sociale della Steel Tech srl, effettuato in data 3 ottobre 2019 (a poco più di una settimana dalla condanna pronunciata dal gup di Catanzaro)» al nipote e a un dipendente. Solo teste di legno, per i giudici.