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Collecchio

Bagni pubblici in centro, è polemica

15 febbraio 2021, 05:05

Bagni pubblici in centro, è polemica

COLLECCHIO Bagni pubblici in centro. L’argomento si è riaperto nei giorni in cui anche Collecchio era in zona arancione e qualcuno ha lamentato il fatto che, con la chiusura di bar e ristoranti, in centro non ci sono bagni.

Il vicesindaco, Gian Carlo Dodi, con delega ai lavori pubblici ha fatto il punto della situazione.

A Collecchio attualmente sono presenti i bagni pubblici tra i viali Saragat e Pertini, zona meridiana, utilizzati durante il mercato del venerdì.

Ci sono poi quelli all’interno del centro commerciale in fondo ai viali Saragat e Pertini, a cui si aggiungono quelli del parco Nevicati e del Cimitero.

Si tratta di servizi che si trovano ad una distanza media dal centro di 500 metri. Cittadini e rappresentanti del gruppo di minoranza di Cambiamo Collecchio, però, lamentano il fatto che da quando è stato chiuso, anni fa, il bagno in corrispondenza della fermata del bus del centro, vicino all’arco del Bargello, la sua mancanza si è fatta sentire.

«Siamo in un Comune turistico – dice Patrizia Caselli capogruppo di minoranza – e un bagno ci vorrebbe, oltre che una manutenzione costante e puntuale di quelli esistenti». Il vicesindaco ricorda, a questo proposito, che è in corso un il dialogo con Rete Ferroviara Italiana per il ripensamento della zona della stazione, in fondo a viale Libertà. Nell’ambito di questo progetto è prevista la riattivazione dei servizi igienici funzionali alla stazione ferroviaria stessa. Il numero dei bagni pubblici salirebbe, quindi, a cinque. «Da parte dell’Amministrazione – conclude Dodi – siamo aperti al dialogo ed al confronto. La manutenzione dei servizi igienici pubblici richiede risorse e monitoraggio costante a cui non ci sottraiamo, cercando, se possibile, di migliorare». Dodi lancia un appello: «purtroppo i fruitori spesso sottovalutano il fatto che i bagni pubblici sono di tutti e per questo richiedono da parte di chi li utilizza rispetto e considerazione. Andrebbero lasciati come il bagno di casa propria. Purtroppo registriamo spesso comportamenti dannosi e certamente deprecabili, non degni di persone civili, e questo incide anche nella loro fruizione».

G.C.Z.

 

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