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OMICIDIO COLPOSO

Schiacciata da un albero al parco Ferrari, chiesti 4 rinvii a giudizio

17 febbraio 2021, 05:05

Schiacciata da un albero al parco Ferrari, chiesti 4 rinvii a giudizio

GEORGIA AZZALI

Il vento impetuoso - e improvviso - di un pomeriggio di piena estate non spiegherebbe il dramma al parco Ferrari. Ci fu una serie di omissioni che portò alla caduta di quel grosso ramo, il 1° luglio 2019, e alla morte, poche ore dopo, di Elisa Montanarini: ne è convinto il pm Fabrizio Pensa. Che ha deciso di andare avanti, chiedendo il rinvio a giudizio di Enrico e Sonia Bernardi, i due contitolari del chiosco, sotto cui era seduta la donna, ma anche di Enzo Monica, ex direttore esecutivo di Parma Infrastrutture, e di Albino Carpi, dirigente ancora in carica della società, partecipata al 100% dal Comune.

Tutti sono imputati di cooperazione in omicidio colposo. La data dell'udienza preliminare non è ancora stata fissata, ma la richiesta del pm è già arrivata all'ufficio gup.

A 89 anni, Elisa Montanarini aveva una forte tempra: incontri con le amiche, uscite in bicicletta. Ma quel ramo lungo 14 metri aveva distrutto il tendone del chiosco provocandole lesioni gravissime. Diventate fatali. Un pioppo nero con un «avanzato stato di decadimento delle strutture legnose» dovuto all'infezione causata da un fungo che rendeva l'albero «soggetto a possibili cedimenti a prescindere dalla presenza di particolari agenti atmosferici», secondo l'agronomo nominato dalla procura.

Ma a chi spettava la manutenzione della pianta? Aspetti contrattuali su cui ha indagato la Guardia di finanza. Così, è emerso che, in base alla concessione, i titolari del chiosco erano tenuti «a mantenere i terreni in buono stato e ad eseguire tutti i lavori intesi a conservarli». Non solo. L'atto prevede che l'amministrazione concedente sia espressamente esonerata da ogni responsabilità per danni dovuti a fatti dolosi o colposi di terzi. Patti e condizioni che erano stati sottoscritti dalla vecchia società che prese in affitto il terreno dall'Agenzia del Demanio nel 2001, ma che sono stati mantenuti - si legge nella richiesta di rinvio a giudizio - anche nel 2019, quando il Comune, proprietario del parco dal 2017, ha autorizzato l'occupazione di suolo pubblico da parte del chiosco dei Bernardi. Che - secondo la procura - sarebbero stati tenuti a rispettare le condizioni della concessione.

Per quanto riguarda, invece, Parma Infrastrutture, è emerso che nell'ottobre del 2012 Carpi e Monica commissionarono alla società Demetra Specialist un monitoraggio delle piante del parco Ferrari. In particolare, poi, nel pioppo da cui si è staccato il ramo che ha colpito Elisa Montanarini, la Demetra Specialist evidenziò la «presenza di sospette cadute di densità nella porzione sottocorticale alla base» prescrivendo un ricontrollo strumentale a 2 anni. Ma Carpi e Monica non fecero fare alcuna manutenzione, secondo la procura.

 

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