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I negozianti

«I nostri clienti allontanati dalle baby gang»

18 febbraio 2021, 05:07

«I nostri clienti allontanati dalle baby gang»

Durante la settimana, colpisce il suo silenzio inedito, a tutte le ore.

Perché la chiusura anticipata dei locali e le regole anti-Covid hanno cambiato anche il profilo di via Angelo Mazza, il borgo che da via Cavour porta di fronte al Regio.

Nel 2020 il vicolo si è svuotato, sia perché il passaggio è diminuito, sia perché il sabato pomeriggio, come indicato da chi lì ci lavora, si è imposta la presenza di gruppi di adolescenti, che non sempre rispettano le regole.

I commercianti chiamano queste formazioni indistinte «baby gang», aggregazioni di giovani che inibiscono le passeggiate di chi passa di lì con schiamazzi, urla e spintoni.

«Il sabato pomeriggio è diventato difficile lavorare: i ragazzi sputano sulle vetrine, urlano e, in qualche caso, si picchiano. Molti clienti non vengono più perché sono spaventati da questi atteggiamenti. Il borgo, da sempre pieno di bei negozi, è piccolo e la moltitudine, quando si addentra, tutta insieme, spaventa perché sembra quasi ti travolga», racconta Cristina Ganazzoli, proprietaria di Christy, negozio di abbigliamento aperto dalla madre negli anni ‘70, che più volte ha segnalato il problema alle autorità.

Come segnalato dagli esercenti storici, messi a dura prova dalla crisi generata dalla pandemia, lo spostamento di questi gruppi da una parte all’altra del centro storico comporta spesso una limitazione di movimento per i clienti, disturbati e impauriti.

«Questi adolescenti annoiati trovano soddisfazione e adrenalina nell’affrontarsi tra bande, senza alcun rispetto per il nostro lavoro. Ormai, la chiamata alle forze dell’ordine è diventata un’abitudine, perché loro di noi non hanno alcun rispetto», conferma Silvia Cozzani, che da otto anni gestisce Se mai potrò, un negozio di bijoux e accessori molto apprezzato dai turisti stranieri, che ha accusato il colpo dell’anno appena trascorso.

«Queste aggregazioni del sabato pomeriggio e le loro conseguenze non aiutano in questo anno difficile - spiega Pamela Sansotta, di Vanessa Foglia Abitart, arrivata da Roma da pochi mesi -. Sabato, per esempio, ho chiesto loro di spostarsi dalla vetrina, ma mi hanno completamente ignorata. Come se io non esistessi».

Giorgia De Cicco che, proprio di fronte a lei, gestisce La zampa pet boutique, negozio di accessori per animali, conferma ogni parola: «Il problema delle baby gang prescinde dalla pandemia. Noi abbiamo segnalato al Comune diversi episodi, anche perché temiamo le ripicche di questi ragazzini. Che si assembrano, sputano e non ascoltano, qualsiasi cosa tu chieda».

Per Andrea Feruglio, dell’Antica gioielleria del Regio, il problema è «il branco»: «Presi singolarmente non creerebbero difficoltà. Forse basterebbe un passaggio non prevedibile delle autorità a orari diversi, più telecamere e interventi immediati».

G.P.