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Intervista

Il medico Montani: «Ho battuto il Covid: e ora curo gli azzurri di sci»

18 febbraio 2021, 05:06

Il medico Montani: «Ho battuto il Covid: e ora curo gli azzurri di sci»

LUCIA GALLI

CORTINA D'AMPEZZO - È in pista ai Mondiali di sci di Cortina 2021 perché anche lui ha una gara da vincere. La prima manche l’ha già conquistata lo scorso marzo, quando ha sconfitto il Covid, dopo settimane delicatissime con ossigeno e terapia intensiva.

«Oggi sono qui perché ho un impegno, perché ho passione, ma anche per dimostrare che questo virus possiamo batterlo insieme».

Giovanni Montani da Collecchio è il «doc» degli azzurri, vice presidente della commissione medica della Federazione italiana sport invernali e porta nel Circo Bianco la sua verve made in Parma.

Ha seguito la valanga rosa fin dal 2002, con quel debutto ai Giochi di Salt Lake City, l’oro in superG di Daniela Ceccarelli e l’argento in discesa di Isolde Kostner.

Vegliare sugli azzurri in tempo di virus è ancora più delicato e le giornate sono lunghe soprattutto se, come ieri, l’infermeria azzurra registra, dopo la caduta di Florian Scheider la settimana scorsa, un secondo pesante infortunio.

Lara della Mea, al suo debutto iridato, durante il Team Event vinto da Norvegia su Svezia e Germania, con l’Italia fuori ai quarti, è uscita in barella dalla pista con un ginocchio (rottura del crociato) e i suoi sogni di slalom andati knock out.

«La nostra squadra è perseguitata dagli infortuni: Sofia Goggia fra le big e poi tanti giovani».

Per il doc è sempre un dolore quando un atleta perde non sul campo, ma sotto i ferri. Il covid ha cambiato i parametri e «in tanti anni questa è una situazione senza precedenti, con atleti blindati negli alberghi, una stretta divisione in bolle che non si devono mischiare: anche Marta Bassino, dopo la sua medaglia d’oro ha potuto incontrare i genitori solo a distanza», spiega Montani che scherza, «Siamo visti come anziani in una casa di riposo, ma non lo scriva, meglio come panda da proteggere: sono procedure necessarie e il sistema di tamponi rapidi ogni 72 ore sta funzionando.»

Bolla rossa o «riserva italiana», per il doc gli atleti stanno reagendo bene: «Vedo più stress nello staff e nell’organizzazione, ma i ragazzi sono tranquilli: qualcuno di loro ha superato il covid prima di Natale e ha capito che non si scherza, anche se lo ha avuto in forma leggera».

Giuliano Razzoli, Manfred Moelgg ne sanno qualcosa e sono pronti alla loro gara di slalom che chiuderà domenica la rassegna.

Montani torna coi ricordi alla fine della scorsa stagione, quando le ultime gare, previste in Svezia, furono cancellate: «Era il periodo in cui noi italiani eravamo visti come untori e la Svezia inseguiva ancora il miraggio dell’immunità di gregge: quante leggerezze e quante falle se ripenso a quella corsa in taxi con l’autista che tossiva senza mascherina».

Sono gli ultimi ricordi prima del casco per l’ossigeno e le corsie del Maggiore: «Gli strascichi del virus sono pesanti: ho perso 11 kg e l’astenia è durata almeno tre mesi. A Cortina, invece, il sistema dei tamponi rapidi ogni 3 giorni funziona: in fondo c’è un margine di errore anche in quelli molecolari, mentre avere un responso istantaneo è, in questo caso, fondamentale. Ricordiamoci, però, che solo il vaccino è la soluzione».

Per il doc però il modello Mondiale può funzionare solo per certi sport, non si può facilmente applicare ad altri campi della vita: «C’è un problema di costi e fattibilità che rende questo iter non replicabile».

Per Montani in pista, come nella vita, la gara si vince «con una buona dose di autocontrollo, che purtroppo vedo mancare: mi sono affacciato in paese nel fine settimana ed era molto affollato».

E allora la Cortina non sportiva diventa specchio dell’Italia: «Il segreto è capire che non dobbiamo fare il massimo di tutto, solo perché non è vietato».

Come in gara: bisogna saper frenare e dosare e spingere solo quando si è sicuri di avere la linea gusta. E allora sarà medaglia e il doc vuole vincere la sua, insieme ai suoi ragazzi.

 

LUCIA GALLI CORTINA D'AMPEZZO - È in pista ai Mondiali di sci di Cortina 2021 perché anche lui ha una gara da vincere. La prima manche l’ha già conquistata lo scorso marzo, quando ha sconfitto il Covid, dopo settimane delicatissime con ossigeno e...

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