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Lutto

Francesco Solito, il cardiologo che amava lo sport

di Vittorio Rotolo -

19 febbraio 2021, 05:07

Francesco Solito, il cardiologo che amava lo sport

Un medico conosciuto e stimato da tutti, marito e padre amorevole. E sportivo appassionato. Ha destato profonda commozione in città la scomparsa di Francesco Solito, 62 anni, medico sportivo e cardiologo che esercitava la professione all’interno del Poliambulatorio Dalla Rosa Prati.

Originario di Taranto, Solito si è spento all’alba di ieri dopo aver combattuto negli ultimi mesi contro una grave malattia. Lascia la moglie Silvia, neuropsichiatra infantile, ed il figlio Pietro Paolo, che studia Giurisprudenza a Modena.

Il dottor Solito aveva messo radici a Parma, dove si era trasferito giovanissimo per intraprendere gli studi universitari. Una carriera brillante, la sua: ha lavorato al Servizio di Medicina dello Sport dell’Ausl, al Centro di prevenzione cardiovascolare del Don Gnocchi ed è stato consigliere regionale della Federazione Medico Sportiva Italiana, dove si è fatto apprezzare pure in ambito didattico e formativo.

La pallanuoto, un altro suo grande amore: Solito è stato infatti giocatore e, a lungo, pure allenatore e dirigente, alla Polisportiva Coop.

«Era l’emblema della sportività» ricorda il figlio Pietro. «Anche quando giocavamo insieme a racchettoni, in spiaggia, dava sempre il meglio ed il massimo di se stesso. È stato lui a trasmettermi la passione per la pallanuoto, disciplina che ho praticato per alcuni anni. Papà teneva molto alla sua forma fisica: andava a correre e, da qualche tempo, aveva cominciato a giocare a tennis».

«Mi ha trasmesso tanti valori - sottolinea il figlio - su tutti la generosità. Quando è scoppiata la pandemia, un giorno mi ha detto: “Se dovessero chiamarmi per dare una mano, non potrei mai dire di no”. In quelle parole, c’era molto più del dovere morale che appartiene ad ogni buon medico».

«Quelle stesse parole, papà ha saputo riempirle di sostanza: per un breve periodo - racconta Pietro Paolo - ha prestato la propria opera come volontario, all’interno del reparto Covid delle Piccole Figlie».

Il mare, poi. Una vera passione, per Solito. Che manteneva un legame fortissimo con la sua regione d'origine.

«Nel periodo della Pasqua tornava volentieri a Taranto, per assistere alla processione dei Misteri: a quel rito ed a quei luoghi, papà era affezionatissimo».

La malattia se l’è portato via in brevissimo tempo. «Ma lui – racconta ancora il figlio - non ha mai smesso di lottare». Voleva vincerla, questa battaglia, Francesco Solito. L’ha affrontata con coraggio.

«L’ultima volta ci siamo sentiti al telefono, una decina di giorni fa» confida Guido Dalla Rosa Prati, presidente e amministratore delegato del Poliambulatorio Dalla Rosa Prati. «La sua voce era energica. Gli ho detto di tornare presto, perché avevamo bisogno di lui. La risposta è stata: “Non preoccuparti, arrivo”».

«Francesco – aggiunge Dalla Rosa Prati - era un medico serio, scrupoloso, un amico che sapeva farsi voler bene da tutti. Stamattina, quando è arrivata la notizia, tra i corridoi e le stanze del nostro Poliambulatorio ho visto tanti colleghi con le lacrime agli occhi, scossi e addolorati. È un giorno tristissimo per tutti noi. Ci mancherà la sua grande umanità».

«A Francesco ero legato da un affetto profondo» dice Alberto Anedda, medico sportivo ed amico di Solito. «Abbiamo lavorato insieme nel servizio pubblico e condiviso un bel percorso professionale anche in altre realtà, a cominciare dalle società sportive. Aveva una forza straordinaria. E lo ha dimostrato fino all’ultimo: nonostante l’aggravarsi delle sue condizioni, ha continuato a credere che ce l’avrebbe fatta. Era un uomo pieno di vita».