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BERCETO

I carabinieri si raccontano: «Dedizione, disponibilità e gentilezza»

19 febbraio 2021, 05:01

I carabinieri si raccontano: «Dedizione, disponibilità e gentilezza»

KATIA GOLINI

E' una perla Berceto, il paese di montagna più vicino al mare (così recita la targa che accoglie chi entra in paese dall'autostrada). Sulla via Francigena, con il suo duomo romanico, i resti del castello medievale, la rete dei sentieri che percorrono il cuore dell'Appennino parmense, diventa d'estate meta ambita. Un po' Val Baganza e un po' Val Taro, con il suo territorio vasto popolato di boschi e antiche dimore vive di pace e tranquillità nei mesi invernali. Neve o sole splendente, per i militari dell'Arma l'impegno è sempre lo stesso: 130 chilometri quadrati di territorio, 11 frazioni da visitare ogni giorno, da presidiare e controllare. Ma soprattutto un'intera popolazione da affiancare nelle piccole e grandi difficoltà della quotidianità. Rispondere alle richieste di aiuto nei frangenti più disparati è la parola d'ordine degli uomini dell'Arma, che non perdono occasione di stare tra la gente. C'è l'attività di presidio del territorio, ma anche fare lezione di educazione civica ai bambini pulendo discariche abusive è un compito svolto. Oppure salvare cavalli selvaggi fuggiti, soccorrere anziani soli, dare consigli. Qualche esempio? «Durante la nevicata dei giorni scorsi - spiega il comandante di stazione Matteo Maio - abbiamo persino spalato la neve per liberare un'auto che non poteva muoversi. Ci ha chiamati un anziano residente che doveva andare urgentemente via dal paese, ma la sua vettura era bloccata. Che fare, se non aiutarlo a uscire dal parcheggio? Ci siamo armati di pale e abbiamo iniziato spalare. Un po' di fatica, ma una grande soddisfazione. Sembrano gesti piccoli, ma quel signore ci è stato infinitamente grato, da solo non avrebbe potuto muoversi. In epoca di lockdown siamo stati anche il tramite di una donazione al personale sanitario dell'ospedale di Borgotaro. Per la signora di Berceto promotrice dell'iniziativa non era possibile uscire dal Comune di residenza, inoltre la consegna dei doni da parte di noi rappresentati delle istituzioni ha dato all'iniziativa stessa un che di autorevole e importante. Siamo andati noi a consegnare i pacchetti e quel gesto di generosità ha assunto i toni dell'evento vero e proprio».

Il maresciallo Maio, appena 37enne, sposato e padre di due bambini, originario di Salerno, ha il sorriso di chi ama davvero quello che fa. Sa benissimo di rappresentare un pilastro della piccola comunità bercetese. Dopo un'esperienza al Nucleo Radiomobile di Fidenza come carabiniere scelto, dopo il concorso per il passaggio di grado e sei mesi a Velletri, viene destinato nell'agosto del 2019 a Berceto, qualche mese prima dell'inaugurazione della nuova caserma, con l'incarico di comandante di stazione. «Un incarico che è il massimo a cui aspirare una volta che si diventa marescialli - dice orgoglioso -. Sono molto contento di lavorare qui e anche per la mia famiglia è una cosa buona, vista la vita tranquilla, in un ambiente sano, che si conduce».

Tranquillità sì, ma il consiglio che i militari rivolgono a tutti, soprattutto agli anziani che costituiscono la maggioranza della popolazione, è di non abbassare mai la guardia. «Ci raccomandiamo sempre di prestare massima attenzione, soprattutto nei confronti degli sconosciuti. Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. Noi siamo molto attenti e vigili sul fronte delle truffe, di cui gli anziani sono spesso vittime. Per fortuna, la confidenza che la popolazione nutre nei nostri confronti è tale per cui in caso di perplessità subito ci allertano. Anche perché tutti sanno come contattarci, o al telefono della caserma o sui nostri cellulari».

Sensazione confermata: basta entrare in uno dei bar del paese e chiedere. «I carabinieri di Berceto? Sempre disponibili - dicono gli avventori -. Li conosciamo bene tutti, sono parte delle nostre famiglie. Ci conoscono uno ad uno e noi ci sentiamo protetti».

Il comandante Maio guida dall'agosto del 2019 la stazione in via San Francesco di Sales, che ancora profuma di nuovo (inaugurata nell'ottobre del 2019), dove lavorano e vivono altri quattro militari, età media poco oltre i 30 anni. Come un'unica famiglia, con entusiasmo contagioso, rappresentano lo Stato nel borgo.

Emblema di sicurezza e passione, tutti i militari presenti sono fieri del ruolo che ricoprono. E felici di vivere a Berceto. Ognuno con le proprie peculiarità e competenze.

Dalia Asaro è il volto femminile della caserma. E' qui da un paio di mesi, arriva dalla Sicilia, ma si sente già a casa: «Sono contentissima di essere qui, anche se indubbiamente è stato un bel salto geografico. Mi sono integrata perfettamente, mi hanno accolto sia i colleghi sia i bercetesi a braccia aperte. Si preoccupano di sapere se sto bene. In certe occasioni essere donna aiuta, per via della sensibilità diversa che in alcuni frangenti si rivela utile».

Nella stessa caserma ha sede anche il nucleo della Forestale, «capitanata» da Gianni Bianconi: «Siamo stati i primi in Italia a condividere la caserma. Una bella opportunità che favorisce il gioco di squadra e la collaborazione. Come quella volta in cui tutti insieme siamo riusciti a salvare una coppia di coniugi che si era persa sul monte Cervellino. Tutti insieme ci siamo mossi e abbiamo riportato a casa i dispersi sani e salvi».

Il più grande tifoso dell'Arma e amico dei militari di zona era Luciano Micconi, maestro di giornalismo, storico segretario di redazione del «Corriere della sera», parmense di nascita e milanese d'adozione. Amava Berceto più di tutte le sue patrie. Anche grazie ai militari che non mancavano mai di andare a trovarlo. Scomparso lo scorso 5 febbraio a 98 anni, lascia un vuoto incolmabile anche tra i militari della caserma: «Quando abbiamo inaugurato la caserma - spiega il comandante Maio - avevamo tenuto per lui un posto in prima fila. Non riuscì a presenziare perché aveva difficoltà a camminare, nonostante come ogni estate fosse qui in vacanza. Scrisse un bellissimo articolo per la "Gazzetta" in cui raccontò la storia di Givoanni Agnetti, il carabinieri a cui la nostra casa è intitolata. Inoltre non perdeva occasione per incoraggiarci e lodarci, grato per quello che facevamo e continuiamo a fare ogni giorno».

 

KATIA GOLINI E' una perla Berceto, il paese di montagna più vicino al mare (così recita la targa che accoglie chi entra in paese dall'autostrada). Sulla via Francigena, con il suo duomo romanico, i resti del castello medievale, la rete dei sentieri...

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