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CHIESA DELLA STECCATA

Dopo il distacco controlli «aerei» per le statue

20 febbraio 2021, 05:04

Dopo il distacco controlli «aerei» per le statue

Tutti con il naso all’insù ieri in piazza della Steccata. Nel corso della giornata sono stati effettuati una serie di spettacolari controlli sulle statue alla base della cupola del santuario mariano, dopo che il 23 gennaio si era staccato un frammento (la mano di una delle statue), cadendo al suolo. L’Ordine Costantiniano di San Giorgio, proprietario della chiesa, ha precisato che a seguito dei controlli effettuati, «i tecnici invieranno una relazione per comprendere le ragioni del distacco».

Dallo scorso 23 gennaio, a seguito dell’intervento dei Vigili del Fuoco, la piazza è parzialmente transennata e lo rimarrà fino a quando non sarà scongiurato il rischio di ulteriori crolli. La mano caduta a terra è stata infine messa in salvo in vista di successivi interventi di ripristino.

La Steccata è stata teatro di un intervento d’emergenza dei Vigili del Fuoco anche lo scorso agosto, quando a seguito di un forte acquazzone le due cappelle laterali (sul lato della piazza) si erano completamente allagate. In quella occasione i soffitti e le pareti laterali si erano salvati soltanto perché l’acqua - accumulatasi nelle stanze superiori - era scesa a terra attraverso una scala, trasformatasi in un vero e proprio di ruscello. I pavimenti allagati erano stati tempestivamente liberati dall’acqua, salvando le cappelle dall’umidità.

LA STORIA
La storia e il nome della Steccata derivano dal dipinto della Madonna che oggi campeggia al suo interno. Risalente alla fine del XIV secolo, il dipinto venne stato realizzato sulla facciata di un oratorio che si trovava proprio dove sorge l’attuale chiesa. Divenuto oggetto di particolare devozione da parte dei parmigiani, la zona venne protetta da uno “steccato“, realizzato per regolare l’afflusso dei numerosi pellegrini. Da allora l’immagine della Vergine venne invocata col titolo di Madonna della Steccata. Per meglio custodire la sacra immagine venne quindi eretto un grande santuario: l’attuale basilica della Steccata. Il dipinto fu trasportato sopra l’altare maggiore nella notte tra il 23 e il 24 febbraio 1539. r.c.

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