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FONTEVIVO

La cagnolina Neve non ce l'ha fatta: l'uomo che l'ha avvelenata rischia 45mila euro di multa

di Chiara De Carli -

20 febbraio 2021, 05:08

La cagnolina Neve non ce l'ha fatta: l'uomo che l'ha avvelenata rischia 45mila euro di multa

FONTEVIVO Si aggrava la posizione del 44enne fontevivese che ha avvelenato il cane del vicino: la piccola Neve è morta ieri pomeriggio nella clinica parmigiana in cui era ricoverata da martedì scorso. Nonostante la sua voglia di vivere e le cure dei veterinari, i danni provocati dall’ingestione dell’antigelo messo dall’uomo accanto alla sua ciotola erano ormai irreversibili.

La denuncia già formalizzata dai carabinieri per «maltrattamento di animali» sarà quindi modificata in «uccisione di animali», aggravata peraltro dalla componente della «non necessità» e della crudeltà, reato punito dal codice penale con la reclusione fino a due anni o con una multa fino a 45mila euro. E di crudeltà, in questa storia, ce n’è stata tanta, a partire dal fatto che il veleno è stato messo approfittando del fatto che la cucciola conosceva il suo assassino e non ha quindi abbaiato, lasciandogli di fatto «mano libera» nel depositare nel giardino il sottovaso in cui è stato poi trovato l’antigelo. Poi la scelta del prodotto da usare: uno che non uccide subito ma che condanna l’animale ad una morte lenta e tra atroci sofferenze.

E così è stato per Neve. «Il glicole etilenico ha un antidoto, ma dev’essere somministrato quasi immediatamente dopo l’ingestione: 24 ore dopo è già troppo tardi» spiega Andrea Mari, il veterinario di Fontanellato che ha intuito cos’era successo alla cagnolina. «Da qualche giorno il suo atteggiamento era diverso dal solito: stava in mezzo al giardino, mangiava poco e non rispondeva al richiamo – ricorda Luca, che con la moglie e i due figli aveva adottato la cagnolina per ampliare la “famiglia pelosa” composta da altri due gatti e due piccoli cani -. L’abbiamo portata dal veterinario ma non immaginavamo che non saremmo più riusciti a riportarla nella sua casa».

Sottoposta agli esami del sangue, i risultati hanno evidenziato subito una grave sofferenza renale: per avere una speranza, la cagnolina doveva essere immediatamente ricoverata in terapia intensiva. La corsa a Parma, le cure, le visite due volte al giorno per non farla sentire sola: nulla è servito e ieri la speranza si è spenta per sempre. «Quando l’abbiamo vista, in una foto accanto ad un appello fatto da un’associazione di Bari, ci siamo subito innamorati di lei – dice Luca -. Siamo andati a prenderla a Bologna il 5 dicembre e da subito è diventata parte della nostra famiglia. Era dolce con tutti ma il suo migliore amico era il nostro gatto rosso con cui passava ore a giocare: lo abbiamo anche portato in clinica perché si rivedessero per l’ultima volta e ci è sembrato che sia stata felice di questa visita».

Ma, nonostante il passare dei giorni, la famiglia non ha ancora risposte sul perché il vicino abbia fatto un gesto di tale disgustosa cattiveria. «Ci siamo trasferiti qui da poco più di un anno ed era una delle poche persone con cui avevamo un minimo rapporto. Se il cane dava fastidio, bastava suonare il campanello e dirlo. In questo modo ha rischiato di uccidere non solo Neve ma anche gli altri animali di casa, visto che durante la giornata tutti escono in giardino. Quando dai video ho visto che era stato lui sono rimasto allibito: una crudeltà del genere me la sarei aspettata da dei ladri, non da una persona che saluti per strada e con cui parli dei bambini».