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LUTTO

Sala Baganza, addio a Rosy Tunnera

20 febbraio 2021, 05:05

Sala Baganza, addio a Rosy Tunnera

SALA BAGANZA «Ciao Rosy, il “borghetto” non sarà mai più lo stesso senza il tuo sorriso e gli aromi che uscivano dalla tua cucina. Una dolorosissima perdita per il cuore del nostro paese». Con queste parole commosse Monica Bertè ha lasciato sui social un ultimo messaggio di saluto, a nome di tutti i cittadini di Sala Baganza, a Rosaria Tunnera, titolare della storica gastronomia di via Vittorio Emanuele, venuta a mancare nei giorni scorsi in seguito alla malattia che, dal suo manifestarsi, non le ha lasciato che pochi mesi di vita.

«Il tuo paese ti aspetta, forza tieni duro, ti vogliamo bene!» diceva il cartello affisso sulla porta del suo negozio, nella speranza che Rosaria potesse rimettersi e tornare presto dall’ospedale. Ma le cose sono andate diversamente, purtroppo. Chi non è entrato, grandi e piccini, in quel piccolo locale nel cuore di Sala Baganza per uscire con fumanti teglie di buonissima pizza, lasagne, torta fritta, bomboloni e gustosi manicaretti? Una certezza quando il tempo per cucinare non c’era, o per una festa improvvisata, compleanni, ritrovi ai campi da calcio o del Grest. In un attimo quelle enormi teglie di pizza erano pronte, lì eri sicuro di trovare qualcosa di buono anche all’ultimo minuto. Persino nel mese di dicembre, quando già la malattia l’aveva aggredita, Rosaria non ha fatto mancare, ai suoi fedeli clienti, anolini e tortelli in abbondanza per festeggiare la Vigilia e per il pranzo di Natale. Ora, apprendendo della sua prematura scomparsa, a soli 51 anni, i cittadini sono rimasti smarriti e increduli.

«Solare, gentile, disponibile, semplice, genuina, sempre pronta ad aiutare tutti» sono solo alcune delle qualità con cui la ricordano i tanti amici. Originaria di Cosenza, decima di undici fratelli, si era trasferita a Sala Baganza verso la fine degli anni ‘80 e, dopo le prime esperienze lavorative come aiuto cuoco, aveva rilevato, nei primi anni ‘90 dal fratello Cosimo, la gastronomia dove poi ha sempre lavorato. Persona di fede e altruista, ogni settimana si recava alla Comunità di Betania a Noceto per offrire i suoi pasti pronti e per dare una mano nella loro distribuzione.

Rosaria lascia affranti l’anziana madre, i figli Alessandro, Francesca e Ilaria oltre ai fratelli che, con immenso affetto, durante la cerimonia in chiesa le hanno dedicato queste parole: «Tu eri la numero 10, che in una squadra di calcio è il ruolo più importante, quello del regista, e tu eri una grande regista. Hai saputo tenere unita la famiglia con estro, fantasia, umiltà, qualità che mettevi anche nel preparare i tuoi piatti sapendo amalgamare ogni cosa e deliziando tutti. Chi entrava nella tua cucina usciva con un tuo sorriso che non mancava mai, anche nei momenti più difficili».