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LUTTO

Antonio Mavilla muore a 50 anni: choc a Rimagna

di Maria Chiara Pezzani -

21 febbraio 2021, 05:07

Antonio Mavilla muore a 50 anni: choc a Rimagna

MONCHIO - Ha suscitato grande commozione nella comunità la prematura scomparsa di Antonio Mavilla, 50enne molto conosciuto nel territorio di Monchio, anima di tante serate trascorse tra il canto e una birra in compagnia.

Nato a Sanremo, Mavilla è cresciuto e vissuto a Rimagna, paese originario del padre, mancato molti anni fa.

Alla scomparsa anche della madre, la sua famiglia era diventato il paese, la comunità. Ogni giorno partiva in corriera per andare a Langhirano, dove lavorava in un prosciuttificio, per poi rientrare la sera tardi e trovare spesso ospitalità dagli amici. Una vita impegnativa, soprattutto nei ritmi, alla quale rispondeva con il suo immancabile sorriso. «Era uno di famiglia», racconta Giuseppe Righi, suo vicino di casa e grande amico.

«Da piccolo era spesso in casa di mia suocera, perché la madre lavorava tutto il giorno come sarta a Monchio. Antonio e mia moglie Marzia sono praticamente cresciuti insieme e quando sono arrivato io ci siamo trovati subito bene. Avevamo in comune la passione per i fuoristrada e per la musica. Anche per i miei figli Andrea e Nicolò era una presenza importante».

Indimenticabili i giri a bordo della jeep lungo i sentieri, le serate nella birreria «da Beppe», di cui Righi è titolare, a cantare come ricordano alcuni filmati che rimarranno un’indelebile e preziosa memoria.

Mavilla infatti era un grande appassionato di musica, un cultore, amante del rock e collezionista di numerosi dischi. «Aveva un impianto professionale, da locale, e amava ascoltare la musica a tutto volume. Potevi sentirla da fuori casa», spiega la cugina Mariapia Mavilla.

«Quante volte abbiamo cantato insieme al karaoke, sempre e solo le canzoni dei Nomadi. Era generoso, pronto ad offrire a chiunque entrasse nel locale una birra. Era un’istituzione a Rimagna. Difficile immaginare il paese senza di lui».

«Sono cresciuto con la sua presenza, era parte della famiglia - racconta Andrea Righi -. Due chiacchiere, un sorriso, una battuta; era sempre pronto a stare in compagnia. Una persona solare e buona, che si è data da fare per tutti».

Una persona, insomma, capace di entrare nel cuore di tante persone che ora vogliono ricordarlo per il suo sorriso e per la sua presenza discreta e generosa.