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Albareto

Addio a Marco Botti, il sindaco più longevo della montagna

23 febbraio 2021, 05:03

Addio a Marco Botti, il sindaco più longevo della montagna

GIORGIO CAMISA

ALBARETO - Nella sua casa di La Prà a Gotra di Albareto nel tardo pomeriggio di domenica si è spento il commendator Marco Botti: con lui se ne è andato un pezzo importante della storia della nostra montagna.

Marco Botti classe 1918, deteneva due piccoli record, quello di essere il più longevo del comune di Albareto (aveva superato brillantemente i 102 anni e ne avrebbe festeggiato 103 il prossimo primo di giugno) e quello di essere stato sindaco di Albareto dal 1958 al 1995, quindi aver “governato” ininterrottamente il capoluogo della Valgotra per 37 anni consecutivi.

Nato a Valeto di San Vincenzo di Borgotaro il primo giugno del 1918, secondogenito di una famiglia di contadini, otto fratelli (quattro maschi e quattro femmine), nel 1949 sposa Albina Lanzarotti, la sua inseparabile compagna con la quale ha recentemente festeggiato il suo 72° anniversario di nozze. Una storia lunga un secolo che Botti riusciva ancora a raccontare e tramandare alla sua numerosa famiglia (7 figli, 15 nipoti e 11 pronipoti) anche attraverso il suo libro «Ricordi» presentato nel 2013 nella sala del consiglio comunale di Albareto.

Il commendator Botti nel dopoguerra fu eletto consigliere e poi assessore del comune di Albareto e nel 1958 prese il posto dell’Onorevole Angela Gotelli e indossò per la prima volta la fascia tricolore di sindaco.

Sulla poltrona di primo cittadino è rimasto ininterrottamente per 37 anni, fino al 1995 quando passò il testimone a Carlo Berni.

Prima ancora di dedicarsi alla politica subì una durissima prova quando, dal 1939 al 1946, aveva partecipato con la Divisione Acqui a tre campagne di guerra ed era sfuggito a decine di attentati, uno dei pochi reduci di Cefalonia rientrato a casa seppur ferito e ammalato di malaria ma salvo. Non si contano i riconoscimenti che Marco Botti ha ricevuto, decine e decine di pergamene, diplomi e medaglie per l’impegno profuso come amministratore, come politico e come soldato per le sue tante battaglie di guerra.

Tra le più in vista quella dell’incontro con Papa Woitila nel 1978, quella con il presidente Cossiga nel 1991, la riconoscenza e il premio riservato e personalizzato del 2013 ricevuto per mano dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e nel 2015 la foto e la pergamena di quando fu ricevuto e premiato come reduce di Cefalonia da Papa Francesco.

Il commendator Marco Botti ultimamente era dedito alla sua numerosa famiglia e in qualche occasione era anche salito in cattedra invitato nelle scuole del territorio per portare le sue testimonianze accompagnate sempre dal suo messaggio: di non dimenticare e saper costruire un futuro senza guerre e senza odio.

I funerali si svolgeranno stamattina nella chiesa parrocchiale di Gotra alle 10,30, nel rispetto delle disposizioni Covid 19, la presenza sarà strettamente riservata ai soli famigliari. Marco Botti lascia la moglie Albina, i figli Fernando, Dario, Maria Assunta, Loredana, Ezio, Stefania e Ornella, nuore, generi, nipoti, pronipoti ed una grande eredità culturale. Oggi ad Albareto sarà una giornata di lutto cittadino

 

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