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CORONAVIRUS

«Rispettate le regole»: appello per scongiurare la terza ondata

25 febbraio 2021, 05:02

«Rispettate le regole»: appello per scongiurare la terza ondata

PIERLUIGI DALLAPINA

 

C'è già qualcuno che parla di terza ondata, visto quello che sta (ri)accadendo alle porte di Bologna, a Medicina, in provincia di Brescia e in altre zone d'Italia.

Le varianti del virus, soprattutto quella inglese, vanno più forti delle vaccinazioni e come se non bastasse AstraZeneca ha annunciato il taglio delle forniture destinate all'Ue. Ce n'è abbastanza per motivare alcuni testimonial d'eccezione a lanciare un appello a favore del rispetto delle regole. Per scongiurare l'arrivo della terza ondata.

ANTONIO GARUFI

«Se questo anno terribile può insegnarci qualcosa è che il virus non concede sconti o distrazioni. La diffusione delle varianti dimostra poi che il percorso per uscire dall'emergenza rischia di essere ancora lungo», avverte il prefetto Antonio Garufi, ricordando, per l'ennesima volta, che le regole anticontagio vanno rispettate sempre, anche se in strada non ci sono divise che controllano e sanzionano.

«Chi pretende più controlli si trincera dietro la logica della delega. Con la stessa arguzia con la quale rivendichiamo i nostri diritti, dobbiamo essere consapevoli che abbiamo anche dei doveri».

Da qui il richiamo al senso civico. «Dimostriamo di essere orgogliosi della comunità a cui apparteniamo. Il traguardo non è lontano, ma se non rispettiamo i divieti rischia di allontanarsi ogni volta».

GIAMPAOLO DALLARA

Il virus ha proprio cambiato il mondo, tanto che un uomo che ha dedicato tutta la vita alla velocità, ora prega i parmigiani di rallentare per fermare il contagio. «Correre non porta a nulla. Non dobbiamo cercare di affrettare i tempi. Per ora limitiamoci a rispettare le regole. Dobbiamo avere la forza di resistere al desiderio di accelerare», suggerisce Giampaolo Dallara, imprenditore e fondatore dell'omonima azienda in cui si progettano supercar.

«Anche a me manca la vita di prima, ma bisogna resistere. I giovani siano responsabili per aiutare tutti a superare questa vita a metà, senza svaghi, abbracci e strette di mano».

PAOLO ANDREI

Essere responsabili è un segno di rispetto verso tutti quelli che ancora stanno lottando contro il virus. Ne è convinto il rettore dell'Università Paolo Andrei. «Tutti dobbiamo continuare a fare la nostra parte per uscire il prima possibile da questa crisi. Le regole contro il contagio vanno rispettate con estrema attenzione, come abbiamo fatto in università. La responsabilità è un dovere civico e morale nei confronti delle persone che stanno ancora soffrendo».

Dopo un anno di restrizioni - a parte la parentesi dell'estate - la voglia di tornare alla normalità è sempre più forte. «Ma bisogna continuare a tenere duro e ad essere responsabili, non possiamo vanificare tutti gli sforzi fatti fino ad ora».

E a propositi di sforzi, l'ateneo in questi mesi non si è mai fermato, riuscendo a organizzare oltre 5mila lauree online e circa 100mila esami di profitto.

ALUISI TOSOLINI

«Non è mai stato così vero che un piccolo gesto, come indossare la mascherina o evitare gli assembramenti, può cambiare il mondo. Anzi, può fare la differenza fra la vita e la morte. Abbiamo nelle nostre mani il potere di prenderci cura di noi stessi e degli altri», commenta Aluisi Tosolini, dirigente scolastico del Bertolucci e dell'istituto comprensivo Val Ceno.

Durante questa interminabile pandemia la scuola gioca un ruolo di primo piano. «Deve aiutarci a capire che siamo fragili e che fa parte del senso della nostra vita l'imparare a gestire questa vulnerabilità. La scuola è il posto in cui si usa la cultura per aiutarci a ritrovare un posto nel mondo». In un mondo stravolto dal virus.

GENE GNOCCHI

Bene le regole, ma serve anche un'informazione puntuale. «Certo, le regole vanno rispettate. Allo stesso tempo la gente deve essere messa a conoscenza di quello che sta accadendo, soprattutto sul versante dei vaccini».

A parlare è Gene Gnocchi, uomo di spettacolo che conosce bene le attuali sofferenze dei palcoscenici.

«Ci sono situazioni disastrose, per questo, senza alcun intento polemico, sarebbe giusto che la gente sapesse esattamente come stanno andando le vaccinazioni, quante dosi arriveranno e a chi verranno somministrate. Le persone rispetteranno le regole con più convinzione se sapranno che si sta facendo tutto il possibile per contrastare il virus»

 

 

ALESSANDRO LUCARELLI

Ad Alessandro Lucarelli, ex bandiera gialloblù e ora vice direttore sportivo del Parma, bastano poche parole per ricordare a tutti la necessità, anzi, il dovere, di rispettare i divieti anti-Covid.

«Il rispetto delle regole è fondamentale per uscire il prima possibile da questa situazione. Se non si vuole fare del bene a se stessi, si cerchi almeno di stare attenti per il bene degli altri», dichiara, pensando soprattutto ai più giovani.

«Sono quelli con più vita sociale, per questo devono rispettare le regole. Il virus può avere conseguenze imprevedibili per tutti».

E mentre in campo si gioca (dopo tamponi a tappeto), gli stadi restano vuoti. Aprirli ora sembra impensabile.

 

PIERLUIGI DALLAPINA C'è già qualcuno che parla di terza ondata, visto quello che sta (ri)accadendo alle porte di Bologna, a Medicina, in provincia di Brescia e in altre zone d'Italia. Le varianti del virus, soprattutto quella inglese, vanno più forti...

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