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Bocchialini

I Musei del cibo entrano a scuola

25 febbraio 2021, 05:01

I Musei del cibo entrano a scuola

MARA VAROLI

I Musei del cibo «vanno» a scuola. In viale Piacenza, all'istituto Bocchialini del polo agro industriale sono stati inaugurati i bellissimi pannelli dei musei del pomodoro, della pasta, del vino, del prosciutto, del Parmigiano reggiano, del Culatello di Zibello, del salame di Felino e del Fungo porcino di Borgotaro. Un taglio del nastro salutato dalla preside Anna Rita Sicuri e dal presidente Mario Marini.

In una scuola rinnovata negli ambienti, moderna ed accogliente, i pannelli che raccontano Parma e la sua provincia, con la storia degli uomini e dei prodotti che hanno reso unico il territorio, sono stati posizionati al primo piano, «là dove solitamente gli insegnanti ricevono i genitori», precisa la preside Sicuri. E nel segno della continuità, a un passo dalla mostra delle marmellate e delle zucche di Food Farm 4.0.

Pannelli colorati e ben realizzati dal grafico Giulio Belletti, che hanno incontrato subito l'approvazione del popolo studentesco. «Ringrazio il presidente Mario Marini, il coordinatore dei Musei del cibo Giancarlo Gonizzi e la responsabile della didattica dei Musei Roberta Mazzoni, che guida i ragazzi per conoscere questo importante patrimonio - ha proseguito la preside Sicuri -. L'allestimento è ben visibile in questo spazio della scuola che abbiamo recentemente rinnovato. Con questi pannelli partecipiamo alla divulgazione delle eccellenze del territorio e alla loro valorizzazione tra passato, presente e futuro: nei musei del cibo si ripercorre la storia dei prodotti della nostra terra, ma al tempo stesso si conosce e si apprezza tutto il mondo tecnologico che supporta l'agroalimentare. E il Bocchialini lo sa molto bene: quest'anno è la 3ªD che è impegnata sui Musei dei cibo per i Pcto, ovvero con progetti di alternanza scuola lavoro».

«Con il Bocchialini - è intervenuto Mario Marini - la collaborazione dura da più di 10 anni e il rapporto si fa sempre più stretto. I ragazzi che escono con il diploma da questo istituto diventeranno operatori dell'agroalimentare e non possono non conoscere in modo approfondito tutta la Food Valley. Sono proprio loro, le giovani generazioni, che devono diventare gli ambasciatori del territorio e i Musei dei cibo offrono un percorso che rende dotti e consapevoli gli studenti dei prodotti di Parma e del suo territorio». L'auspicio è che l'allestimento al Bocchialini dal grande significato educativo sia il volano per una partecipazione alta delle scuole di ogni ordine e grado: quasi una bandiera di cui gli studenti devono essere orgogliosi. Perché parte di loro.

Roberta Mazzoni ha poi sottolineato un aspetto importante della mission dei Musei del cibo, che rappresentano anche «una forte inclusione per gli studenti di origine straniera. Con il Bocchialini abbiamo poi rafforzato la collaborazione grazie al progetto Evoked, in cui partecipano 8 musei europei. E sono stati coinvolti anche il Magnaghi Solari e l'istituto Gadda. Il progetto ha come obiettivo il coinvolgimento delle scuole, là dove i musei dei cibo rappresentano una risorsa della didattica e sono fondamentali per la formazione degli studenti. A breve organizzeremo anche un meeting internazionale, naturalmente online, in cui tutte le scuole del progetto illustreranno quello che si è fatto insieme».

E la prof Silvia Bertonelli del Bocchialini è la referente del progetto Eccellenze del territorio con le terze classi: «I Musei sono dislocati dalla Bassa all'Appennino e lo scopo del percorso è proprio quello di far conoscere ai ragazzi l'ambiente in cui vivono, con le produzioni del territorio e l'arte». «Raccontando il passato, le ultime tecnologie e le ricerche scientifiche relative al prosciutto, al parmigiano o alla pasta si racconta una comunità - ha aggiunto la prof Vanessa Cani, referente Pcto del Bocchialini -: storia, tradizione e cultura». Senza dimenticare «che le tecnologie di questo mondo produttivo sono figlie di quelle di ieri», ha ricordato Mazzoni. Alla 3ªD del Bocchialini, questo progetto tra territorio ed eccellenze «piace molto - ha proseguito la prof Bertonelli -, grazie anche a Giancarlo Gonizzi che è venuto più volte a parlare con loro. Il progetto si avvale oltre che della parte teorica anche della parte pratica, con le visite ai Musei e la partecipazione ai laboratori, in cui gli studenti comprendono le varie fasi di trasformazione del prodotto. Un progetto che si sviluppa su un piano interdisciplinare e che quindi coinvolge più culture: scientifiche e umanistiche». Insomma, il legame tra Musei del cibo e scuola è forte e in evoluzione. Ma anche con l'Università la collaborazione sta portando risultati soddisfacenti. All'inaugurazione dei pannelli, erano presenti tre studentesse del corso di giornalismo: Agnese, Valentina e Michela nel ruolo di stagiste dei Musei del cibo.

 

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