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Pilotta

Il mito di Correggio in mostra

25 febbraio 2021, 05:03

Il mito di Correggio in mostra

KATIA GOLINI

Basterebbero la Madonna con la scodella e la Madonna di San Girolamo o il Compianto su Cristo morto e il Martirio dei quattro santi per fare grande una mostra. Con «L'Ottocento e il mito di Correggio» si avrà l'occasione di vedere molto di più, ossia di analizzare e capire come il grande artista rinascimentale rivesta, da un certo momento storico in poi, le sembianze dell'eroe, diventando modello di riferimento del progetto culturale dell'epoca e punto di partenza imprescindibile per la formazione delle nuove generazioni.

 

A cura di Simone Verde, direttore del Complesso monumentale della Pilotta, l'iniziativa, la cui inaugurazione è stata rimandata già più volte, avrebbe dovuto essere presentata al pubblico domani. Costretta a restare in stand-by, a causa delle chiusure imposte dall'implacabile ritorno in zona arancione per l'emergenza pandemica, fa già parlare di sé. Innanzi tutto attraverso il bellissimo catalogo (in vendita da sabato con la «Gazzetta»).

Allestita nei locali della Rocchetta (all'interno della Galleria Nazionale) si pone l'obiettivo di indagare intorno al tema della museologia ottocentesca, rivisitando il fondamentale ruolo di Paolo Toschi alla corte della duchessa Maria Luigia.

«Apriremo almeno virtualmente - dice Verde, facendo riferimento al sito web del complesso monumentale della Pilotta dove a breve sarà possibili «visitare» la mostra online - per soddisfare anche se solo in parte le attese del pubblico che, nei giorni in cui è stato possibile, si è rivelato molto sensibile e desideroso di tornare nei luoghi della cultura».

All'allestimento permanente si affiancano prestiti di opere e documenti da altre istituzioni culturali e alcune opere esemplari di pittura ottocentesca delle collezioni conservate finora dei depositi della Pilotta. Il percorso farà luce sul ruolo fondamentale di Toschi, maestro dell'incisione - e di Nicola Bettoli -, divenuto all'inizio dell'Ottocento insegnante e poi direttore - nel 1820 - dell'Accademia di belle arti. La sua arte incisoria, preceduta dalla riproduzione ad acquerello, gli ha permesso di dare nuova vita agli affreschi correggeschi delle cupole di Duomo e San Giovanni. Grazie alla sapiente conoscenza dei mezzi del mestiere e all'utilizzo di quelle che potremmo definire le «nuove tecnologie» di allora - a partire dal cosiddetto telescopio grafico - le sue riproduzioni alimentarono senza dubbio il mito di Correggio e l'immagine del ducate in tutta Europa.

«Rifissare per la terza volta, in questo clima di incertezze, l’inaugurazione della mostra, non ha, credo - afferma ancora il direttore Verde - senso alcuno. Meglio consentirne il godimento da parte del pubblico prima possibile, pur senza formale inaugurazione. Quando la Pilotta potrà riaprirsi alle visite, programmeremo una presentazione scientifica della mostra, in presenza o online, a seconda di quanto i tempi consentiranno».

 

 

KATIA GOLINI Basterebbero la Madonna con la scodella e la Madonna di San Girolamo o il Compianto su Cristo morto e il Martirio dei quattro santi per fare grande una mostra. Con «L'Ottocento e il mito di Correggio» si avrà l'occasione di vedere...

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