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OSPEDALE

Più accessi al Pronto soccorso: la guardia è alta

05 marzo 2021, 05:08

Più accessi al Pronto soccorso: la guardia è alta

KATIA GOLINI

L'incubo varianti e la terza ondata pandemica incombono: i numeri non mentono. Purtroppo, in questi ultimi giorni, sia al pronto soccorso, sia al padiglione Barbieri accessi e posti letto occupati continuano a crescere (risale a ieri il messaggio di preoccupazione di Tiziana Meschi, responsabile del covid-hospital: «In 15 giorni da 135 pazienti siamo passati a 182» ha detto alla «Gazzetta»).

Se da un lato contagi e ricoveri in ospedale sono in aumento costante, dall'altro il sistema sanitario, sempre più rodato, sta reggendo bene all'onda d'urto. Certo, resta d'obbligo mantenere alta la guardia, soprattutto ora che si intravvede la luce in fondo al tunnel grazie alla campagna di vaccinazione.

«Nell'ultima settimana stiamo registrando un incremento significativo degli accessi in pronto soccorso - spiega il primario Marcello Zinelli -. Per fare un esempio, fino a metà febbraio i sospetti casi di covid che arrivavano da noi, ossia pazienti con problemi respiratori, erano in media 14 al giorno. Nell'ultima settimana sono saliti a 20. Impossibile redigere una statistica precisa visti i tempi limitati, ma è evidente che c'è un aumento. E parliamo di una popolazione di età variabile, seppure con una prevalenza di ultra 80enni».

Nonostante questo, la situazione al pronto soccorso può ancora essere definita tranquilla. Tutti sono in allerta e in attesa di vedere gli sviluppi e si pensa a un'eventuale riorganizzazione, ma per ora nessuna emergenza: «L'altra metà del reparto - aggiunge il primario - sta svolgendo la normale attività e conta, in media, 130 ingressi giornalieri, con una coda minima per l'assegnazione del posto letto in altri reparti».

Curare i malati il più possibile nelle loro abitazioni è uno degli obiettivi primari e oggi, a differenza di un anno fa, ci si riesce grazie a un imponente gioco di squadra. Merito dell'organizzazione capillare di servizi di assistenza territoriale e domiciliare che sta dando ottimi frutti. Fondamentale, in quest'ottica, il ruolo delle Umm (Unità mobili multidisciplinari), che lavorano in stretto contatto con Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) e medici di base. «Siamo a 16-20 interventi domiciliari al giorno tra città e provincia. A gennaio, tanto per dare un'idea, non si superavano le 9 visite giornaliere. In agosto eravamo scesi a 3-4, non di più». La fotografia «scattata» da Antonio Nouvenne, responsabile delle Umm del Maggiore, proprio mentre tra una visita e l'altra, è decisamente esplicita. La pandemia ha inequivocabilmente rialzato la testa. «Per fortuna - spiega Nouvenne - il sistema funziona in maniera eccellente. Il centro di coordinamento, diretto dalla professoressa Annalisa Volpi, tra 118, medici di base e Usca sta svolgendo un lavoro imponente e riesce a far sì che gli interventi siano mirati e ottimizzati. Sicché noi riusciamo a intervenire quando si presenta la reale necessità di controlli specialistici. A seconda dei casi prestiamo le cure a domicilio o decidiamo per il ricovero al padiglione Barbierie, dove operano internisti, geriatri e anestesisti, che avviene direttamente senza dover passare dal pronto soccorso. Questa organizzazione ci permette di non disperdere energie».

A fronte dell'impegno incessante, della fatica e dello stress c'è la soddisfazione di vedere i risultati: «La situazione è molto impegnativa - dice Nouvenne -. Le emozioni sono forti e i sentimenti contrastanti. Sentiamo la fatica di un anno vissuto senza sosta, durante il quale le giornate sembrano non finire mai, ma proviamo entusiasmo nel vedere che il “modello Parma” risponde bene. La collaborazione tra tanti colleghi inoltre ci permette di crescere ulteriormente».

«Previsioni? Impossibile farne - conclude Nouvenne -. L'auspicio è che, se tutti continueranno a rispettare le indicazioni precauzionali e a farsi vaccinare, la situazione potrebbe tornare presto sotto controllo».

 

KATIA GOLINI L'incubo varianti e la terza ondata pandemica incombono: i numeri non mentono. Purtroppo, in questi ultimi giorni, sia al pronto soccorso, sia al padiglione Barbieri accessi e posti letto occupati continuano a crescere (risale a...

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