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Stt, soldi finiti sul conto del dipendente: si indaga per appropriazione indebita

12 marzo 2021, 05:07

Stt, soldi finiti sul conto del dipendente: si indaga per appropriazione indebita

GEORGIA AZZALI

Federico Faccini aveva studiato il colpo grosso e poi era sparito. Con 576mila euro di Authority Stu. Il dipendente della holding Stt, altra società partecipata del Comune, avrebbe invece adottato una strategia diversa: piccoli ma frequenti prelievi, in modo da non dare nell'occhio. E pare ci fosse riuscito, anche se le indagini sono solo all'inizio. Intanto, però, dopo la denuncia della società, la procura ha aperto un fascicolo per appropriazione indebita. Un reato «provvisorio», tuttavia, in attesa di approfondimenti sulla natura giuridica della società, visto che la giurisprudenza non pone sullo stesso piano tutte le partecipate pubbliche. Insomma, il reato potrebbe trasformarsi in quello più grave di peculato o in truffa aggravata (come era stato per Faccini), ma potrebbero anche aggiungersi altre accuse di falso.

Nella querela presentata dalla società ai carabinieri il 26 febbraio si parla di 40mila euro spariti, ma si tratta di un conto basato sui primissimi accertamenti. Altre verifiche fatte già nei giorni successivi farebbero lievitare la cifra a circa 200mila euro considerando anche gli ammanchi in Alfa, la controllata di Stt ormai chiusa. D'altra parte, il dipendente (ora sospeso), che si occupava dell'amministrazione, è in Stt da nove anni, dopo aver lavorato in Spip, la società dichiarata fallita nel 2013 e sempre parte della galassia di Stt.

Un insospettabile. Almeno fino a quando la sera del 25 febbraio l'amministratore unico di Stt, Luigi Bussolati, ha ricevuto la telefonata dalla banca che ha scoperchiato il vaso di Pandora: sospette movimentazioni sul conto corrente della società con ripetuti prelievi. Soldi che poi sono finiti su una carta di credito intestata al dipendente. Gli estratti conto, però, secondo quanto dichiarato dal sindaco Pizzarotti lunedì scorso in consiglio comunale, sarebbero stati alterati perché non riportavano le operazioni di prelievo. Ma siccome a fine anno i conti tra entrate e uscite dovevano ovviamente tornare, è molto probabile che siano state inserite scritture contabili che riportavano costi fittizi. Il dipendente poteva entrare nel software della società e fare delle modifiche, tuttavia non aveva potere di firma sui conti, ha precisato nei giorni scorsi Marco Ferretti, assessore delegato alle Partecipate.

Certo, la holding è assicurata. Ma è chiaro che, al di là del ruolo del dipendente, andrà ricostruita la catena dei controlli. E delle eventuali responsabilità. Nella vicenda Faccini, condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi per truffa aggravata, ma libero e senza mai aver restituito un euro di tasca sua, era stata la banca a ripianare l'intera somma. In questo caso le eventuali inadempienze dell'istituto di credito sono ancora tutte da verificare. Certo è che dal conto della società i soldi finivano sulla carta (privata) del dipendente.

 

GEORGIA AZZALI Federico Faccini aveva studiato il colpo grosso e poi era sparito. Con 576mila euro di Authority Stu. Il dipendente della holding Stt, altra società partecipata del Comune, avrebbe invece adottato una strategia diversa: piccoli ma...

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