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Un anno di pandemia

Grazie agli edicolanti: un presidio e un punto di riferimento per la comunità

13 marzo 2021, 05:03

Grazie agli edicolanti: un presidio e un punto di riferimento per la comunità

MARA VAROLI

«Grazie», prima di tutto. Un riconoscimento corale per i lavoratori che in questi 12 mesi di Covid hanno rappresentato i «pilastri della nostra città e della provincia». Così l'assessore al commercio del Comune Cristiano Casa. E i lavoratori sono gli edicolanti. «Che in questo anno hanno rappresentato un baluardo e un punto di ascolto per le persone - continua l'assessore -, correndo non pochi rischi. A loro va il nostro "grazie"».

UN ANNO DI PANDEMIA
Ma come ha vissuto la rete di vendita questo anno di emergenza sanitaria? «Nei diversi incontri che abbiamo fatto - spiega Casa -, è emersa l'importanza dell'edicola, che è sempre rimasta aperta nonostante le difficoltà. Da sempre, l'edicola ha rappresentato un punto di riferimento, un ruolo che soprattutto durante la pandemia è stato riscoperto. Già quando ero bambino, ricordo che andavo nell'edicola di via Trento per comprare figurine e giornale, ma anche per sapere cosa accadeva nel quartiere. Poi l'era di internet ha tolto forza alla carta stampata e di conseguenza sono venuti meno questi punti di riferimento della comunità: c'è stato un cambio di costume e il modo di fruire delle informazioni è mutato. Ma durante la pandemia instancabilmente le edicole hanno rappresentato dei fari nei quartieri, che si sono riaccesi per stare vicino alla gente. E' così che l'edicola è ritornata ad essere un momento di socialità e alla mattina per prima cosa i parmigiani hanno ricominciato ad andare nel proprio punto vendita per comprare la Gazzetta di Parma, perché l'autorevolezza della testata conta».

«La qualità editoriale è stata apprezzata da parte di tutti gli utenti - conferma il direttore generale del Gruppo Gazzetta di Parma Pierluigi Spagoni - e le edicole hanno riscoperto un ruolo di centralità, come elementi di riferimento all'interno della geografia urbana, anche per le relazioni sociali».

«Se torniamo a un anno fa - risponde Claudio Melloni, presidente Fenagi Confesercenti Parma e titolare dell'edicola di via Sidoli -, la maggior parte della gente in un primo momento pensava che il Covid fosse poco più di un'influenza: in molti l'avevano presa alla leggera. Poi, anche i parmigiani hanno capito che il virus era un'altra cosa. Basta dire che la gente ha cominciato ad avere paura e a non uscire più di casa. E a maggior ragione con il lockdown, noi che facciamo servizio a domicilio ormai da tempo, abbiamo visto quasi triplicare le consegne dei giornali. In particolare per gli anziani, che hanno avuto molta paura, questo servizio è importante: basta dire che prima della pandemia servivamo 22 famiglie, ora insieme a mio figlio Matteo ne serviamo 62. Chiaramente, la richiesta principale è quella della Gazzetta di Parma, poi seguono settimanali e Settimana enigmistica. Ed è un servizio sociale».

Gian Antonio Vinci, direttore Confesercenti Parma, aggiunge: «Come associazione di categoria, rappresentiamo gran parte della rete di vendita di Parma e provincia tramite Fenagi Parma, federazione di riferimento di un nutrito gruppo di imprenditori del territorio. Durante questo ultimo anno molto complesso e emotivamente pesante tutta la rete vendita si è dimostrata un presidio fondamentale per la nostra comunità: durante il lockdown le edicole sono state sempre aperte, gli imprenditori sempre sul luogo di lavoro. A livello commerciale hanno continuato a fornire un servizio importante per tutti i cittadini e sul piano umano hanno rappresentato una luce di speranza, un appiglio alla normalità in contrasto a tutte le limitazioni imposte dall'emergenza covid. Un presidio che ha dato e continua a fornire a tutta la cittadinanza un senso di sicurezza in tempi bui. Da parte di Confesercenti, da parte di tutti noi, va un ringraziamento agli edicolanti per la loro preziosa attività quotidiana».

Ermanno Anselmi, coordinatore nazionale Fenagi Confesercenti, coglie l'occasione per un quadro generale: «Nonostante la preoccupazione per quello che stava accadendo, gli imprenditori della nostra categoria hanno dimostrato una grande responsabilità, per garantire l'informazione e non solo. A livello nazionale hanno subito una forte ricaduta con una perdita della vendita del 20% rispetto al 2019. Ed è comprensibile, perché in uno stato di crisi si riducono i consumi che non sono di prima necessità. Nel 2005 l'intera rete di vendita fatturava 5 miliardi e mezzo di euro, nel 2019 1 miliardo e 900 milioni. In 15 anni il mercato è cambiato e adesso il pubblico trova le notizie ovunque. C'è però stato un aumento della vendita delle copie digitali del 42% e del 60% dei mensili e settimanali, sempre digitali. Ma per quanto riguarda i primi 15 quotidiani, siamo arrivati a una vendita della carta stampata di 880 mila copie al giorno. Complessivamente, a metà degli anni Novanta eravamo a 8 milioni di copie al giorno vendute, mentre oggi siamo a 2 milioni di copie vendute. Una perdita di tutta la filiera considerevole. Basta dire che nel 2011 avevamo 35 mila punti vendita in tutt'Italia, nel 2020 26 mila, per cui in dieci anni le chiusure sono state tante. La situazione a livello nazionale è molto triste. Tuttavia la piazza di Parma ha ottenuto in questi ultimi anni ottimi risultati: sicuramente per il benessere diffuso per cui è una zona che ha subito meno gli effetti della crisi». «Nel quadro generale Parma è spiccata come caso virtuoso - sottolinea Spagoni -, per cui è andata in controtendenza. Nella realtà locale c'è stato un consolidamento del rapporto tra territorio, prodotto editoriale e lettori. Da parte dell'editore c'è stata infatti la volontà di trovare una collaborazione per moltiplicare i servizi e le relazioni in tutta la filiera». Spagoni mette l'accento su due aspetti: relazione ma anche qualità, «con il prezioso contributo - chiude - del distributore locale».

UN PUNTO DI ASCOLTO
E in questo anno di pandemia le edicole sono tornate ad essere un punto di ascolto per i tanti che all'improvviso si sono ritrovati isolati: «Un punto di ascolto fondamentale non solo per tutti i cittadini ma soprattutto per le fasce più deboli - prosegue Vinci - penso alle persone anziane, a chi non ha avuto modo di relazionarsi con altre persone per tanto, troppo tempo. Le edicole non solo hanno fornito un servizio di prossimità indispensabile in tempi di restrizioni ma sono diventate un luogo di socialità per interi quartieri. Colgo l’occasione per ringraziare la redazione di Gazzetta di Parma per mantenere alta l’attenzione verso un’intera categoria di imprenditori che hanno dimostrato a più riprese di svolgere un servizio essenziale attraverso la passione e l’amore per il proprio lavoro». Lo sforzo ha portato ai suoi frutti: «Non c'è dubbio - continua Anselmi -. Abbiamo confermato di essere un punto di ascolto, ma anche un punto di distribuzione, come è avvenuto in Toscana, dove abbiamo regalato le mascherine a tutti. Oltre a questo, il Governo ha apprezzato il lavoro svolto, soprattutto per il ruolo che le edicole hanno rappresentato. Anche la Regione Emilia Romagna ha prestato attenzione a questo fattore».

«Le edicole hanno risposto in modo completo alla classificazione dei servizi essenziali e quindi in questo anno di pandemia hanno riconfermato la loro centralità - ribadisce Spagoni -. La capillarità non è una cosa banale, nel momento storico di desertificazione del commercio che stiamo vivendo. Gli edicolanti hanno capito sin da subito quale poteva essere il loro ruolo e li ringrazio per quello che hanno fatto e stanno facendo, perché hanno contribuito a tenere unità la comunità».

IL FUTURO DELLE EDICOLE
«Ne abbiamo parlato spesso con i rappresentanti degli edicolanti - sottolinea Casa - e il fatto di implementare i servizi è la via da seguire: per i cittadini sarebbe importante trovare nelle edicole la possibilità di servizi come quelli legati all'anagrafe».

Così l'edicola ottimizzerebbe le sue funzioni, «anche come attività di somministrazione - prosegue l'assessore -. Mi piacerebbe tanto trasformare l'edicola storica che si trova vicino al teatro Regio e che oggi è in disuso in un luogo per la vendita anche di gelati: sarebbe fantastico. Giornali e gelati, ma occorre rispettare l'iter dal punto di vista normativo. Mi auguro però che ci sia una sensibilizzazione a livello istituzionale per poter incrementare i servizi delle edicole e per consentire una migliore sopravvivenza».

«La rete di vendita deve essere informatizzata - risponde Anselmi -, proprio per il raggiungimento dei massimi risultati con i servizi offerti dalle edicole. Su Parma questo progetto è già in gran parte realizzato. Il secondo passo è capire quali prodotti poter vendere in edicola, oltre a libri e giornali. Non bisogna rimanere fermi alla vendita di quotidiani e periodici, anche perché il mercato continuerà a restringersi. Il futuro delle edicole si gioca sull'attrattività per aumentare i servizi e quella capacità con cui si riesce a conquistare un reddito dignitoso».

«Il futuro di questo settore - interviene ancora Vinci - lo immaginiamo nel rispetto delle tradizione ma con un invito all’innovazione. Rimarranno i chioschi ed i negozi ma ci accorgeremo che sempre di più diventeranno punti vendita multiservizio, con la possibilità di fornire servizi al cittadino: faccio riferimento alla possibilità di fornire servizi di pagamento di bollette, bollo per l'auto, ad esempio, ma anche ricariche per telefonini e certificati. Nel futuro le edicole non si limiteranno alla vendita di giornali. Verranno attivati nuovi servizi per andare incontro alle rinnovate esigenze della clientela come ad esempio l’attivazione della consegna a domicilio. Sono certo che, anche attraverso la spinta propositiva delle associazioni di categoria, gli imprenditori si attrezzeranno per affiancare ai consueti canali di vendita nuovi servizi per intercettare i consumatori del futuro. Altri scenari percorribili saranno la possibilità di ampliare la gamma di referenze proposte mantenendo il core business sulla vendita di giornali e riviste. Penso all’edicola del futuro come un luogo dove trovare tutti i beni di prima necessità, servizi di utilità al cittadino oltre la fondamentale presenza di giornali. Per arrivare a questo nuovo modello ci sarà bisogno di un confronto con la categoria e l’Amministrazione per trovare una soluzione praticabile».

L'ultima parola al direttore generale del Gruppo Gazzetta di Parma Pierluigi Spagoni: «Sul tema del futuro della rete credo che la chiave evolutiva si giochi su tre concetti: relazione, servizio e digitalizzazione. Partendo dall'ultimo aspetto, grazie ad una evoluzione della rete delle edicole con un rafforzamento dell'infrastruttura digitale, sarà possibile generare nuovo potenziale che si traduce in migliore servizio (qualità crescente) e profondità d’offerta (gamma beni e servizi più ampia) per gli utenti. Elementi che combinati migliorano qualità di relazione economica e sociale con il territorio, e affermano una prossimità ancor più qualificata con gli utenti offrendo alla rete di vendita un futuro sostenibile e, garantendo a tutti, un più ricco servizio del pluralismo informativo. Una rete evoluta è un patrimonio per tutta la filiera dell'informazione e, più in generale, per la collettività».

MARA VAROLI «Grazie», prima di tutto. Un riconoscimento corale per i lavoratori che in questi 12 mesi di Covid hanno rappresentato i «pilastri della nostra città e della provincia». Così l'assessore al commercio del Comune Cristiano Casa. E i...

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