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la GAZZA LADRA

A furia di veder «rosso» ci perdiamo gli altri colori

14 marzo 2021, 05:01

A furia di veder «rosso» ci perdiamo gli altri colori

MAURO CORUZZI

Non sarà tutta rose e fiori, come ben sappiamo da domani siamo “rossi”, di sicuro fino a Pasqua compresa. Facciamocene una ragione, per quanto sia difficile, sempre più, rispettare i protocolli, essere rigorosi nei comportamenti, per noi e per gli altri, e se l’uovo o la colomba ce li dovremo fare e consumare senza troppa folla o parentela intorno, beh, vien quasi da dire che, forse, poi tanto male non va…

Fa strano, non so a voi ma a me un po’ spiazza, la percezione che il mondo intorno, gli avvenimenti o le notizie che fanno capolino in cronaca, ci risultino molto più estranee di ieri, e ancora non capisco bene se è perché ora riusciamo a dal loro una dimensione più adeguata e consona, o se è perché la testa ha già troppi pensieri per far posto a “sciocchezzuole” & dintorni… Ad es: Fabrizio Corona, dopo essersi ferito alle braccia per protesta contro i giudici di sorveglianza che gli hanno revocato il differimento pena in detenzione domiciliare per farlo tornare in carcere, dopo un acceso diverbio con le Forze dell’Ordine, con urla, spintoni e successivo svenimento, è stato ricoverato in Psichiatria all’Ospedale Niguarda di Milano. Pure la sua ex, Belen Rodríguez, si dichiara preoccupata e ammette di aver pianto nel vederlo così conciato… Pochi giorni fa, giravano in Rete delle foto di Corona che, in un ritorno di fiamma, si è rivisto con Asia Argento, con la quale, dicono i soliti bene informati, c’era stato un fugace flirt, mentre, con il consueto fare da “un po’ signore un po’ bandito” il bel Fabrizio continuava a trasgredire le regole imposte dal suo stato di detenzione domiciliare, passando da un’ospitata televisiva all’altra, in barba ad ogni divieto.

Un paio di giorni fa ho incontrato Alex Schwazer, il maratoneta con tanto di medaglia d’oro alle Olimpiadi di Pechino del 2008, uscito totalmente pulito dalle accuse di doping dopo un processo di primo grado della giustizia ordinaria, insomma “non ha commesso il fatto”, e prende sempre più corpo l’idea che, nei suoi confronti, possa essere stato ordito un “complotto” per screditarlo, con ombre, anche pesanti, che si addensano sui vertici delle autorità e della giustizia sportiva, un settore del tutto indipendente da quello dei tribunali che identifichiamo e conosciamo come “ordinari”. Penso a questi due uomini, alle loro traversie, a questo balletto di vite così diverse, una tesa all’esagerazione, l’altra al rispetto dei protocolli della sacrificata vita d’atleta, uno, Fabrizio, mai pago di fare la vita che ritiene migliore, con annessi rischi, compresi quelli derivanti dall’abuso di sostanze, l’altro, Alex, finito in un incubo suo malgrado proprio perché accusato di uso di sostanze che non ha toccato nemmeno per sbaglio. Alex, provato e sfinito dalle accuse ingiuste, si è difeso con le unghie e coi denti fino ad uscirne vincitore, l’altro, Fabrizio, lotta contro i demoni che gli affollano la mente e che gli impediscono di avere una vita se non proprio “normale”, almeno sopportabile e vivibile, a maggior ragione ora che non è più un ragazzino e che è padre di un figlio che ha quasi vent’anni. Sono due storie a loro modo emblematiche, coinvolgenti, ma, entrambe, seppure con le dovute differenze, come c’arrivassero in sordina: non è che a forza di vedere “rosso”, o, fino a ieri, “arancione intenso”, tutti gli altri colori della vita ci paiono sbiaditi? Buona Domenica.

 

MAURO CORUZZI Non sarà tutta rose e fiori, come ben sappiamo da domani siamo “rossi”, di sicuro fino a Pasqua compresa. Facciamocene una ragione, per quanto sia difficile, sempre più, rispettare i protocolli, essere rigorosi nei comportamenti, per...

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