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FONTANELLATO

Addio a Marco Gelmetti, il medico che amava l'arte

di Chiara De Carli -

15 marzo 2021, 05:07

Addio a Marco Gelmetti, il medico che amava l'arte

FONTANELLATO - E’ stata un fulmine a ciel sereno, in paese ma non solo, la notizia della morte, a 69 anni, di Marco Gelmetti, erede di una «storica» famiglia di Fontanellato e medico specializzato nella chirurgia pediatrica.

Una missione, quella delle cura dei piccoli, che per decenni ha portato avanti aggiungendo a competenze, scrupolo e capacità, anche una speciale attenzione alle famiglie dei bimbi. Una premura che in questi giorni tante di loro hanno ricordato, cercando di restituirla, in un virtuale abbraccio, alla moglie Elisabetta, e alle figlie Chiara ed Alessandra.

Ma Gelmetti non era solo un bravo professionista: era soprattutto un uomo di grande cultura, come ricorda chi ha condiviso con lui non solo le tante ore in ospedale ma anche momenti conviviali. «L’ho conosciuto quando ha iniziato a fare il chirurgo pediatra: eravamo della stessa generazione e abbiamo lavorato insieme una ventina d’anni – ricorda Gian Luigi de’ Angelis, oggi Direttore del dipartimento Materno-infantile dell’Ospedale Maggiore -. Di lui ricorderò sempre l’estrema disponibilità, la gentilezza d’animo e la grande bontà, ma anche la piacevolezza nel tempo libero: era una di quelle persone con cui si poteva parlare di tutto, non solo di argomenti medici». L’arte, e in particolare la pittura, il calcio, lo sport che aveva praticato da ragazzo con buoni risultati, ma anche la sua famiglia, con un occhio di riguardo per i nipoti, erano i suoi cavalli di battaglia nelle conversazioni con gli ex colleghi.

«Aveva una cultura immensa in medicina e chirurgia, ma anche in tante altre cose, e questo aiutava molto in sala operatoria: avevo la sensazione che insieme riuscissimo a raggiungere i migliori risultati – dice Carmine Del Rossi, ex primario di chirurgia pediatrica -. Di indole Marco era schivo e timido ma quando si trovava a suo agio era estremamente piacevole e di compagnia. Con lui riuscivamo inoltre ad “immaginare” viaggi culturali particolari in Italia e in Europa: riusciva sempre a dare spunti interessanti e non banali e ogni chiacchierata con lui era un arricchimento. Il nostro gruppo è sempre stato molto legato: la cosa più sconvolgente di questo virus è l’impedirci anche di piangere insieme una persona cara». E sulla stessa lunghezza d’onda è anche Emilio Casolari, dal 2019 direttore della chirurgia pediatrica e per decenni «in squadra» con Gelmetti. «Mente vivace, spirito tagliente, conversatore gradevolissimo con tanti spunti originali sulla vita: con lui si volava sempre alto e in un salotto letterario non avrebbe sfigurato. Aveva un amore smisurato per la sua famiglia e una grande cura nel coltivare le tradizioni. Ricordo l’impegno profuso nel risistemare la casa dei nonni a Fontanellato: sicuramente sperava di godersela di più, anche con gli amici, ma il destino non ha dato questa possibilità».