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«La nonna vive in un'altra regione: non siamo ancora riusciti a farle vedere il nipotino»

16 marzo 2021, 05:05

«La nonna vive in un'altra regione: non siamo ancora riusciti a farle vedere il nipotino»

MICHELE DEROMA

 

FONTANELLATO Chiarezza nelle definizione delle normative, e buonsenso nella loro applicazione.

È ciò che chiedono i fontanellatesi Riccardo Carrara e Natascia Rossi, da esattamente due mesi genitori del piccolo Enea: sessanta giorni in cui mamma e papà non hanno ancora avuto la possibilità di far conoscere il figlio alla nonna materna Graziella, la cui unica «colpa» è quella di vivere a Verona.

Situata a quasi centosessanta chilometri di distanza, ma soprattutto in un’altra regione, rispetto alla cittadina ai piedi della rocca Sanvitale.

In due mesi, Riccardo e Natascia hanno provato ad aprirsi le possibilità per permettere alla nonna di conoscere finalmente il nipotino.

«Ci siamo informati attraverso le autorità competenti e abbiamo compreso – spiegano tuttavia i due con amarezza - che non esiste una normativa in grado di disciplinare, in casi come questo, quale sia il confine tra legalità e illegalità: se dovessimo essere sottoposti ad un controllo potremmo pertanto incorrere in una pesante sanzione, e non vogliamo arrivare ad un esito così spiacevole. E così, di fronte a norme che possono essere interpretate dalle forze dell’ordine con assoluta discrezionalità, non sappiamo quando nonna Graziella potrà conoscere il suo primo nipotino».

Riccardo e Natascia auspicano che «questa situazione di dubbi ed incertezze, anche legate agli spostamenti, si possa presto sbloccare: quali documenti e certificazioni servono per potersi spostare da una regione all’altra?», si chiedono tuttora i genitori del piccolo Enea.

«E in quali casi questi spostamenti sono permessi? Vorremmo rispettare le regole e non infrangerle, ma chiediamo che venga utilizzato anche buonsenso: sarebbe per esempio auspicabile che venga permesso a tutte le persone in salute, dopo essere state sottoposte a tampone, di andare a fare visita ai genitori anche fuori dalla propria regione di residenza, senza dover rischiare di subire sanzioni. Capiamo che tante famiglie, in questo difficile momento storico, possano incontrare le stesse nostre difficoltà».

Al di là del rischio economico di dover incappare in una multa, a Riccardo e Natascia dispiace particolarmente «vedere nonna Graziella che si sta perdendo inesorabilmente i primi mesi di vita del loro piccolo Enea. Purtroppo mia madre non riesce ad utilizzare strumenti tecnologici come uno smartphone: per di più, mia sorella vive a diverse decine di chilometri da Verona e neppure lei può ora raggiungere la madre», aggiunge Natascia. Che, insieme al compagno, non si fa mancare una chiusura polemica: «Si continua a vietare a congiunti e familiari stretti di incontrarsi, ma poi si vedono parchi e vie gremite di persone che si abbracciano: con quale criterio vengono realizzati decreti che non vengono poi rispettati?».

MICHELE DEROMA FONTANELLATO Chiarezza nelle definizione delle normative, e buonsenso nella loro applicazione. È ciò che chiedono i fontanellatesi Riccardo Carrara e Natascia Rossi, da esattamente due mesi genitori del piccolo Enea: sessanta...

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