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CORONAVIRUS

Bosco della Memoria a Bergamo: il progetto è parmigiano

18 marzo 2021, 05:06

Bosco della Memoria a Bergamo: il progetto è parmigiano

LUCA MOLINARI

E’ «targato» Parma il Bosco della Memoria di Bergamo, pensato dall’Associazione Comuni Virtuosi per ricordare le vittime del Covid.

Stamattina verranno piantati i primi alberi alla presenza del premier Mario Draghi e del sindaco Giorgio Gori, in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid. L’idea del bosco è nata dal parmigiano Marco Boschini, coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi; il progetto preliminare è stato invece sviluppato – gratuitamente - dall’architetto Paola Cavallini dello studio parmigiano A+C (assieme ai colleghi architetti Stefano Della Santa e Michele Musiari) e dall’agronomo Roberto Reggiani, direttore dell’azienda agraria sperimentale Stuard di San Pancrazio.

L’area individuata è il parco della Trucca, a due passi dall’ospedale Papa Giovanni XXIII, il luogo simbolo della prima ondata della pandemia.

«L’idea è nata la scorsa estate – ricorda Boschini -. Volevamo fare qualcosa per ricordare le vittime del Covid, ma volevamo evitare un monumento freddo e statico, così abbiamo optato per un bosco. Il Comune di Bergamo, che fa parte della nostra associazione, ha accolto di buon grado la proposta e ci ha sostenuto con grande convinzione».

Il bosco verrà ultimato entro l’autunno di quest’anno. Verranno piantati oltre settecentocinquanta alberi, di cui centotrenta da frutto (soprattutto frutti antichi delle valli bergamasche). Sono previsti anche milletrecento metri quadri di percorsi pedonali e alcune sedute, per consentire alle persone di sostare in silenzio, per un momento di raccoglimento.

Non mancheranno spazi pensati per ospitare eventi culturali e iniziative per la valorizzazione del bosco.

«L’obiettivo – spiega Paola Cavallini – è quello di dar vita a una serie di boschetti e frutteti a forma di cerchio; una sorta di arcipelago verde in cui far convivere il silenzio e il ricordo, con eventi di varia natura».

Una volta terminato l’intervento infatti, il bosco diventerà un’aula didattica a cielo aperto per le scuole del territorio, oltre che un punto di riferimento sociale e culturale, in cui ospitare iniziative e concerti. «L’albero è simbolo di eternità – commenta Roberto Reggiani -, un monumento vivente che cresce e si trasforma nel corso del tempo. E’ bello che sia un bosco formato da piante tipiche del luogo a ricordare tante persone che non ci sono più».

L’Associazione Comuni Virtuosi ha affidato la progettazione a Cavallini e Reggiani per la grande esperienza maturata in questi anni. Porta la loro firma, ad esempio, il Bosco del Tempo realizzato nella primavera del 2019 a Colorno, in occasione del Festival della Lentezza. «Sono davvero entusiasta di questo progetto – sottolinea Reggiani –. E’ un grande onore poter partecipare a una iniziativa così importante per la memoria collettiva».

La cerimonia con il premier Draghi sarà trasmessa in diretta da Rai1 quest’oggi a partire dalle 11,15.

 

 

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