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Giornata del Ricordo

Covid, a Parma e provincia 1302 morti in un anno

19 marzo 2021, 05:01

Covid, a Parma e provincia 1302 morti in un anno

GIAN LUCA ZURLINI

 

Questa volta il silenzio non era così profondo e angosciante come un anno fa, quando Piazza Garibaldi, cuore pulsante della città, era letteralmente scarnificata e resa quasi spettrale nel momento più terribile della pandemia. Allora, davanti al Municipio, il sindaco Federico Pizzarotti e il presidente del consiglio comunale Alessandro Tassi Carboni ascoltarono in silenzio il rintocco funereo del campanone del Palazzo del Governatore. Ieri, a distanza di 12 mesi, e con purtroppo 1302 persone morte in questo arco di tempo a causa del Coronavirus, a fianco del primo cittadino c'era il prefetto Antonio Garufi, a simboleggiare la presenza dello Stato a fianco di quella dell'ente locale.

Questa volta, nonostante la zona rossa, la Piazza era più movimentata, e qualche cittadino che passava si è fermato per ascoltare le parole delle autorità. Lo spirito, però, era diverso: e alla tristezza per il ricordo delle 1302 persone scomparse a Parma e provincia in questo terribile periodo si accompagnava la speranza, anche se non la certezza, di essere vicini al traguardo, con un percorso ancora in salita, ma con una prospettiva diversa rispetto alla nube nera che incombeva su tutti noi 12 mesi fa.

«RICORDARE PER SPERARE»

Il sindaco Federico Pizzarotti ha sottolineato che «un anno fa vivevamo giorni permeati di un'angoscia che non ci lascerà più nel ricordare quei terribili momenti. Oggi la situazione è purtroppo ancora difficile, ma abbiamo davanti la prospettiva delle vaccinazioni e si intravvede la possibilità concreta di poter uscire da questo periodo terribile nel quale la pandemia ci ha fatto piombare. Oggi è una giornata particolare, in cui vogliamo ricordare i tanti che purtroppo non ce l'hanno fatta a vincere la loro battaglia contro il virus e che dobbiamo onorare impegnandoci al massimo per aiutare i medici e la scienza a vincere questa malattia anche grazie ai nostri comportamenti rispettosi delle regole».

«RISPETTARE LE REGOLE»

«Solo con un grande senso di responsabilità di tutti noi abbinato allo sviluppo della campagna vaccinale riusciremo a venire fuori da questa epidemia che ha sconvolto le vite di tutti e che purtroppo non è ancora sconfitta. Molto ci è stato tolto e ci sta venendo tolto, con tanti morti ancora in questi giorni. Nessuno può ritenersi esente dal pericolo e dunque chiamarsi fuori dal dover dare il proprio contributo per sconfiggere questa malattia». Queste le parole del prefetto Garufi, che ha giudicato «doverosa la scelta del Governo, che proprio ieri (mercoledì ndr) ha dichiarato questo 18 marzo come Giornata nazionale del ricordo delle vittime del Covid. E per onorarle nel migliore dei modi l'impegno collettivo nel rispettare le regole, anche se difficile, diventa ancor più necessario».

IL RICORDO SILENZIOSO

Poco prima, un minuto di silenzio aveva sancito il ricordo delle 406 vittime che la città ha avuto fino a ieri a causa del Covid, poco meno di un terzo delle 1.302 contate in tutta la Provincia. Un terribile tributo, senza precedenti per quantità dal dopoguerra a oggi, è la cruda freddezza dei numeri a dirci come questo virus abbia saputo colpire duramente e come non si possa abbassare la guardia. Sempre ieri, anche i parlamentari della Lega Laura Cavandoli e Maurizio Campari hanno affermato che «questa giornata, voluta per legge, servirà a mantenere la memoria di tutti coloro che abbiamo perso e lo spirito di sacrificio di chi è in prima linea a combattere il virus».

 

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GIAN LUCA ZURLINI Questa volta il silenzio non era così profondo e angosciante come un anno fa, quando Piazza Garibaldi, cuore pulsante della città, era letteralmente scarnificata e resa quasi spettrale nel momento più terribile della pandemia....

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