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Tribunale

Nove mesi a un automobilista violento

20 marzo 2021, 05:05

Nove mesi a un automobilista violento

Faceva caldo quel giorno, 30 e passa gradi quando ancora non ci si era abituati all'estate, e questo potrebbe spiegare molte cose. Faceva caldo e all'improvviso in via Budellungo l'atmosfera si fece rovente, per una lite tra due automobilisti. Non si finì alle mani, ma c'è chi ora le mani deve metterle al portafogli, per evitare di passare dall'afa di quel 29 giugno 2019 al fresco senza stagioni di via Burla (sempre che eventuali altri gradi di giudizio non ribaltino la sentenza). Tremila euro da versare alla parte offesa che si è costituita parte civile costerà a un 32enne lo scatto d'ira avuto verso chi ai suoi occhi si era macchiato di uno sgarro stradale. Cifra da pagare, se si vuole ottenere la sospensione per quei nove mesi di reclusione chiesti a carico dell'imputato dal pm Rino Massari e comminati dal giudice Giuseppe Monaco.

Come sempre accade in questi casi, le versioni dei due automobilisti cozzano come in un frontale. Solo un aspetto della ricostruzione mette d'accordo entrambe le parti: a scendere dall'auto fu solo il 32enne alla guida di una Toyota. Lui dice di averlo fatto dopo aver costretto l'altro a fermarsi, per chiedere conto di una manovra che gli avrebbe fatto sfiorare l'incidente poco prima. «Ho bussato al finestrino, per parlare con lui» ha riferito in aula. L'altro, un padre di famiglia allora 38enne in viaggio su via Budellungo verso strada Traversetolo al volante di una Giulia con la moglie e la bimba di tre mesi sui sedili posteriori, ha invece ribadito quanto raccontato a suo tempo ai carabinieri. «Dopo un sorpasso rabbioso, il tizio al volante della Toyota mi ha sbarrato la strada obbligandomi a inchiodare. Poi ha tentato di aprire la portiera chiusa dall'interno. “Scendi, scendi se hai il coraggio” mi ha gridato. Io non capivo il perché di tanta furia e ho cercato di calmarlo, facendogli presente che a bordo c'erano anche mia moglie e mia figlia».

La risposta dello sconosciuto? Un pugno al finestrino. Forse l'imputato, fisico imponente e scolpito dai pesi, è stato tradito dai propri muscoli, «bussando» con un eccesso di vigore. Fatto sta che sia il 38enne che la moglie hanno tirato un sospiro di sollievo nel vedere il vetro reggere il colpo. Prima che ne fossero sferrati altri, una retromarcia strategica ha permesso alla Giulia di allontanarsi. L'altro è ripartito dopo aver «salutato» con una lunga estensione del dito medio, la coppia si è limitata a segnarsi il numero di targa per denunciare lo sconosciuto ai carabinieri per violenza privata e minaccia. Le loro strade si sarebbero incontrate di nuovo in tribunale.

rob.lon.

 

Faceva caldo quel giorno, 30 e passa gradi quando ancora non ci si era abituati all'estate, e questo potrebbe spiegare molte cose. Faceva caldo e all'improvviso in via Budellungo l'atmosfera si fece rovente, per una lite tra due automobilisti. Non...

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